Le parole dell'ex giocatore rosanero, campione del mondo 2006, al FIP Silver Mediolanum Padel Cup.
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In occasione dal FIP Silver Mediolanum Padel Cup, svoltosi in questi giorni a Palermo, e giunto all'ultimo atto del torneo, tra i tanti volti di rilievo in campo per questa sfida speciale, figura anche Simone Barone, che a Palermo conquistò - da giocatore - la nazionale del 2006, che esattamente vent'anni fa conquistava il tetto del mondo. Proprio Palermo, e la nazionale, sono stati i punti centrali degli interventi di Barone ai microfoni.
Sulla nazionale
"Intanto credo che Baldini abbia fatto molto bene in queste amichevoli. Ha portato gran parte del gruppo Under 21, ad eccezione di alcuni ragazzi che avevano già avuto esperienze in Nazionale maggiore come Pio Esposito, Pisilli o Donnarumma. È stata una bella opportunità di crescita per loro e anche un modo per capire quanto sia speciale indossare la maglia azzurra". In merito al nuovo Ct azzurro, che salvo clamorosi colpi di scena sarà Roberto Mancini - "La cosa più importante è scegliere persone che abbiano ancora entusiasmo, passione e motivazioni forti per affrontare un percorso che non si esaurirà in pochi mesi, ma che dovrà portare risultati nel prossimo biennio e guardare anche ai prossimi quattro anni"
Sul Palermo
Sul raggiungimento della Serie A, dopo la sconfitta ai play-off contro il Catanzaro: "Manca poco e manca tanto allo stesso tempo. Lo dico anche da tifoso del Palermo, perché qui sono stato benissimo e questa città mi è rimasta nel cuore. Palermo merita la Serie A per passione, calore e partecipazione. A volte, però, proprio questa enorme voglia di tornare subito in alto può trasformarsi in pressione eccessiva. In certe partite può rendere la squadra più tesa rispetto agli avversari. Adesso è arrivato un allenatore preparato come Inzaghi. Non è riuscito a centrare subito la promozione, ma sappiamo bene che la Serie B è un campionato complicatissimo, dove ogni anno ci sono squadre molto attrezzate e spesso anche qualche sorpresa”.
Sulla squadra
"La base tecnica c'è eccome. Il Palermo è una squadra forte, una società che ha investito molto e che può contare su giocatori importanti. Penso a Pohjanpalo, a Gomes, a Ceccaroni, a Segre, a tanti elementi che rappresentano una base significativa. In più Palermo – prosegue il campione del mondo 2006 - è una piazza viva, affascinante, che può attirare sia giovani interessanti sia giocatori più esperti. Per questo credo che la strada sia quella di continuare a costruire senza stravolgere tutto. Servono gli innesti giusti, le persone giuste e la capacità di lavorare con equilibrio. La qualità per puntare in alto c’è già. L’importante è non caricarsi di ulteriori pressioni rispetto a quelle che naturalmente una piazza come Palermo porta con sé. Se si riuscirà a mantenere questo equilibrio, ci saranno tutte le condizioni per provare a raggiungere l’obiettivo che tutti aspettano."
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