L'attuale allenatore della Salernitana, Filippo Inzaghi ha parlato del suo passato al Milan e del rapporto con Silvio Berlusconi.
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Parola a Filippo Inzaghi. L'allenatore della Salernitana - ai microfoni del "Corriere della Sera" - ha parlato dei suoi trascorsi rossoneri al Milan, di una grande offerta rifiutata e del rapporto con il compianto ex Presidente Silvio Berlusconi. Di seguito, le parole dell'ex Bologna e Reggina tra le altre:
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"Berlusconi? Mi manca molto. Ma di quel Milan mi mancano tante persone. Carlo Ancelotti, per dire. È un uomo intelligente, umano, presente. Una volta per il mio compleanno, che cade il 9 agosto, lasciò libera tutta la squadra per farci festeggiare. Compivo trent’anni: nessuno ci pensa mai, ma la tensione per un calciatore aumenta con l’età".
Sul rapporto con la rossonera Laura Pausini."Laura è una grande amica. Quando, nel 2003, festeggiammo la vittoria della Supercoppa Europea ci ritrovammo tutti intorno a un pianoforte, con lei che suonava e io, Galliani, Ambrosini e gli altri che cantavamo le sue canzoni. Molte delle mie vittorie sono state accompagnate da messaggini affettuosi di Laura".
Se le dico «Galliani» qual è la prima parola che le viene in mente?"Corteggiamento".
L’ha corteggiata a lungo?"Quando ero a Torino, certo. Ma Galliani è una persona speciale, sa essere intelligente e lungimirante. Fu lui a offrirmi subito la panchina di allenatore Allievi Nazionali rossoneri dopo l’addio al campo da giocatore".
È vero che per passare dalla Juve al Milan lei rinunciò a un sacco di soldi?"Galliani mi telefonò: “Pippo, ballano cinque miliardi di lire e non riusciamo a trovare una soluzione”. D’istinto, risposi: “Non si preoccupi, ce li metto io”. Avrei firmato un contratto di cinque anni e rinunciato a un miliardo di stipendio per ciascuna stagione".
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