Il testo coordinato svela cosa cambia su lavori, canone, controlli, calamità e banche. L’ex Campo Nomadi resta fuori dalla variante urbanistica.

- Palermo

L’approvazione del Consiglio comunale di Palermo ha salvato la candidatura a Euro 2032, ma non ha consegnato alle parti una convenzione immediatamente sottoscrivibile in tutte le sue nuove disposizioni. La ricostruzione coordinata dello schema del 28 luglio, dell’emendamento approvato dall’Aula e della proposta di deliberazione mostra infatti un meccanismo più complesso: il testo originario è stato approvato, mentre l’efficacia delle modifiche concordate tra Comune di Palermo e Palermo FC rimane sospesa fino alla presentazione e alla successiva approvazione di un nuovo Piano Economico-Finanziario asseverato.

modellino renzo barbera

Il risultato è una convenzione a due tempi. Da una parte resta in piedi l’impianto originario, con una durata di novant’anni, il canone da 800 mila euro dopo il collaudo e la compensazione massima nominale di 72 milioni. Dall’altra ci sono le modifiche agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, 9 e 17, che diventeranno efficaci soltanto dopo un nuovo passaggio davanti alla Giunta e al Consiglio comunale.

Non è quindi ancora il testo definitivo destinato alla firma. È una struttura negoziale che dovrà essere completata, verificata e nuovamente approvata.

DOPPIO BINARIO

Il punto più importante dell’emendamento riguarda proprio l’efficacia delle modifiche. Il Consiglio ha stabilito che il nuovo assetto sia subordinato alla presentazione, entro sessanta giorni, di un PEF aggiornato e asseverato, espressamente costruito sulla convenzione emendata.

Nel frattempo rimangono ferme l’approvazione della proposta numero 626 e quella dello schema originario allegato alla delibera. In altri termini, l’Aula ha approvato la convenzione del 28 luglio, ma ha sospeso gli effetti delle correzioni necessarie per ricomporre l’intesa con il Palermo FC.

È la soluzione individuata dopo lo scontro che aveva portato il club a prospettare l’interruzione dell’intero progetto di riqualificazione.

La formula ha permesso di rispettare la scadenza politica e amministrativa per Euro 2032, rinviando però la piena definizione economica del rapporto.

DUE PIANI ECONOMICI

Dalla sovrapposizione degli atti emerge anche un doppio passaggio relativo al PEF.

La sottoscrizione della convenzione è subordinata alla preventiva acquisizione dell’asseverazione riferita alla versione del Piano Economico-Finanziario del 24 luglio 2026, come richiesto dal Segretario generale Raimondo Liotta. Il parere amministrativo aveva infatti definito quel documento un presupposto legale imprescindibile, non sostituibile con una semplice presa d’atto. La questione era stata approfondita da Mediagol.it nell’analisi del via libera amministrativo con tre condizioni.

Per rendere efficaci gli articoli modificati sarà però necessario un secondo PEF: aggiornato, nuovamente asseverato e riferito al testo emendato. Il documento dovrà essere trasmesso in formato integrale, aperto, elaborabile e verificabile, con formule, collegamenti, fonti e ipotesi utilizzate.

Dovrà inoltre contenere il confronto con il Piano originario, il nuovo quadro economico, il cronoprogramma fisico e finanziario, il piano delle fonti e degli impieghi, la matrice dei rischi, l’analisi dei ricavi e il dettaglio delle eventuali agevolazioni fiscali.

Se uno dei documenti essenziali non sarà presentato entro sessanta giorni, il Palermo FC avrà ulteriori 45 giorni per regolarizzare la posizione. In caso contrario, la condizione non si avvererà e le modifiche resteranno inefficaci.

Dopo l’istruttoria degli uffici e la proposta della Giunta, il Consiglio comunale avrà altri trenta giorni per pronunciarsi definitivamente.

PARCHEGGI E AREE

La prima modifica riguarda l’utilizzo delle aree destinate a parcheggio.

Nello schema del 28 luglio era previsto che i parcheggi concessi stabilmente fossero destinati al pubblico a condizioni economiche di mercato coerenti con il PEF. Il nuovo testo amplia le possibilità riconosciute al Palermo FC: fuori dalle giornate di gara, gli spazi potranno essere utilizzati come parcheggi pubblici oppure per altre attività connesse a quelle della società, purché compatibili con le destinazioni urbanistiche.

Anche la possibilità per il Comune di utilizzare gratuitamente le aree durante eventi straordinari viene attenuata. La richiesta dell’amministrazione dovrà essere compatibile con le esigenze della concessionaria.

Resta invece confermata la concessione esclusiva dello stadio, del cosiddetto Pallone (ex sala stampa di Italia 90), delle aree accessorie e degli spazi temporaneamente utilizzabili durante gli eventi.

PARTENZA DEI LAVORI

Un’altra modifica sostanziale riguarda il momento dal quale nasce l’obbligo di procedere con i lavori.

Nel testo emendato, il Palermo FC si obbliga a eseguire la riqualificazione “una volta acquisiti i finanziamenti pubblici previsti nel PEF”. Introduce una condizione precisa: l’avvio degli obblighi esecutivi viene collegato all’effettiva disponibilità dei contributi pubblici.

I lavori dovranno essere realizzati sulla base della “Convenzione sui criteri di esecuzione dei lavori” allegata al PFTE, destinata a diventare oggetto dell’accordo di collaborazione con il Comune.

La società continua a rinunciare alla possibilità di chiedere al Comune la copertura degli aumenti dei prezzi dei materiali, salvo il caso in cui sopraggiungano ulteriori risorse pubbliche specificamente destinate all’opera.

Cambiano anche le regole sugli eventuali nuovi finanziamenti pubblici. Le somme dovranno coprire gli ulteriori costi rispetto al PFTE e l’eventuale residuo dovrà essere trasferito al Comune, a meno che una normativa successiva consenta una destinazione differente.

CRONOPROGRAMMA E PENALI

Il cronoprogramma non sarà più semplicemente allegato al progetto esecutivo, ma dovrà essere definito entro trenta giorni dalla sottoscrizione della convenzione.

Il passaggio più delicato riguarda però le penali. Nello schema originario, responsabilità e conseguenze dei ritardi erano concentrate prevalentemente sulla concessionaria. Nel testo emendato diversi obblighi vengono invece riferiti all’“appaltatore”, pur rimanendo altri richiami al Palermo FC.

Le penali applicate all’appaltatore dovranno essere reinserite nel quadro economico dell’intervento. Viene inoltre eliminato il passaggio secondo cui le penali e gli ulteriori costi derivanti dal ritardo non avrebbero potuto essere considerati nel PEF né generare compensazioni, indennizzi, proroghe o riequilibri.

Rimane invece la possibilità di riconoscere proroghe esclusivamente per cause di forza maggiore documentate o per ritardi direttamente imputabili al Comune e alle altre amministrazioni. Le difficoltà finanziarie, gli inadempimenti dei fornitori, l’aumento prevedibile dei prezzi e la tardiva presentazione degli elaborati non costituiscono automaticamente una causa di proroga.

Il testo coordinato evidenzia quindi un problema da risolvere prima della firma: stabilire con precisione quando risponda l’appaltatore, quando risponda il concessionario e quale garanzia possa essere escussa.

CANONE E TRIBUTI

Il canone resta fissato in 352.865,82 euro più IVA fino al collaudo finale. Dal mese successivo salirà a 800 mila euro, con rivalutazione quadriennale secondo gli indici ISTAT.

Rimane anche il meccanismo della compensazione: dal primo gennaio 2027 il canone sarà considerato corrisposto fino alla concorrenza nominale massima di 72 milioni di euro, mentre l’IVA dovrà essere pagata dal Palermo FC.

La concessionaria dovrà presentare ogni anno un rendiconto analitico delle compensazioni utilizzate. L’emendamento elimina però la sanzione automatica che, nello schema del 28 luglio, sospendeva il riconoscimento delle ulteriori compensazioni in caso di trasmissione tardiva o mancante.

Viene inoltre inserito un passaggio sulle riduzioni fiscali comunali, considerate dalla società parte dell’equilibrio economico-finanziario.

Qui emerge uno dei principali problemi di coordinamento. La delibera precisa infatti che le agevolazioni su IMU e CUP non discendono automaticamente dalla convenzione e dovranno essere approvate attraverso separati atti regolamentari e finanziari del Consiglio comunale, previa verifica degli equilibri di bilancio.

CONTROLLI DECENNALI

La durata della concessione resta di novant’anni, con decorrenza dalla firma. Il contratto attualmente vigente fino al 2032 cesserà di produrre effetti soltanto da quel momento.

Il controllo sul PEF rimane invece decennale, nonostante il Ragioniere generale avesse proposto una verifica ogni cinque anni.

Ogni dieci anni il Palermo FC dovrà presentare un Piano asseverato relativo alla durata residua. Lo scostamento positivo sarà considerato rilevante se gli indicatori di redditività e sostenibilità, tra cui TIR e VAN, risulteranno superiori di oltre il 20 per cento.

Il nuovo testo stabilisce però che nel calcolo si dovrà tenere conto anche degli eventuali maggiori costi sostenuti dalla concessionaria.

Cambiano soprattutto i rimedi. Nello schema originario erano previsti l’aumento del canone, la riduzione della durata della concessione oppure la restituzione delle utilità pubbliche. L’emendamento limita invece le misure alla rimodulazione del periodo di compensazione e dell’esenzione fiscale, anche cumulativamente.

Scompare quindi dal nuovo articolo 6 la possibilità espressa di accorciare i novant’anni in caso di redditività superiore alle attese.

RISCHIO CATASTROFALE

La modifica più significativa sul piano dell’allocazione dei rischi riguarda calamità ed eventi catastrofali.

La manutenzione ordinaria e straordinaria resta interamente a carico del Palermo FC. Per gli eventi naturali viene però introdotta una polizza con massimale minimo di 5 milioni di euro.

In caso di calamità, alla società viene riconosciuto il diritto di recedere senza preavviso, senza obbligo di indennizzo da parte del Comune. Il testo aggiunge anche che non vi sarebbe obbligo di ripristino dell’impianto da parte dell’amministrazione.

La mancata stipula o il mancato rinnovo della polizza diventano un inadempimento contrattuale, ma non vengono più qualificati espressamente come grave inadempimento e autonoma causa di risoluzione.

La formulazione deve essere coordinata con la delibera, che poneva invece integralmente sulla concessionaria tutti gli oneri derivanti da calamità, incendi, allagamenti, terremoti, vandalismi, forza maggiore e altri eventi straordinari, escludendo rimborsi, compensazioni, proroghe e riequilibri a carico del Comune.

È uno dei nodi principali ancora aperti: stabilire chi sopporterebbe il costo di un danno superiore ai cinque milioni coperti dalla polizza e cosa accadrebbe all’impianto in caso di recesso immediato.

TUTELA DELLE BANCHE

L’articolo 17 viene integrato con una tutela molto ampia per gli istituti finanziatori.

Gli eventuali indennizzi o rimborsi spettanti al Palermo FC o alla società di scopo in caso di revoca, decadenza, risoluzione o recesso saranno destinati prioritariamente alle banche, salvo i privilegi inderogabili previsti dalla legge.

La priorità comprenderà capitale, interessi, interessi di mora, commissioni, costi di estinzione e copertura finanziaria, oneri fiscali non recuperabili e ogni altro importo previsto dalla documentazione bancaria, sempre entro il limite dell’indennizzo effettivamente dovuto.

Le somme rimarranno indisponibili per la concessionaria fino al completo soddisfacimento dei finanziatori.

Anche questa clausola richiede un coordinamento con i crediti, le penali e le eventuali compensazioni spettanti al Comune.

VARIANTE URBANISTICA

Il voto del Consiglio ha anche adottato la variante urbanistica necessaria alla realizzazione del progetto, ma soltanto per le aree strettamente interessate dagli interventi approvati.

Resta escluso il parcheggio previsto nell’ex Campo Nomadi, interno alla zona B della Riserva Naturale Orientata di Monte Pellegrino. Per rendere possibile l’intervento sarà necessario modificare preventivamente il Piano di utilizzazione della Riserva e acquisire gli ulteriori pareri ambientali e paesaggistici.

L’approvazione di quella porzione di progetto resta sospesa fino al completamento del procedimento e comunque fino al 30 giugno 2028. Se la condizione non si realizzerà, la convenzione prevede come alternativa l’utilizzo del Campo Bianco, subordinato a un apposito progetto.

La variante dovrà seguire le procedure di pubblicazione, deposito, raccolta delle osservazioni e trasmissione alla Regione Siciliana.

VINCOLI STORICI

La progettazione successiva dovrà inoltre rispettare le prescrizioni della Soprintendenza.

I fronti esterni dell’avancorpo centrale costruito negli anni Trenta sono stati riconosciuti come bene di interesse culturale e dovranno essere conservati e restaurati. Dovranno essere rivisti alcuni corpi di fabbrica e le volumetrie previste, compresa Casa Palermo, mitigato l’impatto paesaggistico dell’involucro esterno e approfondite pavimentazioni e nuove opere.

La riqualificazione potrà dunque modificare profondamente lo stadio, ma non cancellare la parte storica sottoposta a tutela.

Resta infine da completare la rimodulazione della concessione con SIPET per la porzione dell’area dell’Ippodromo interferente con il progetto.

TESTO DA CHIUDERE

Il documento coordinato consente di leggere insieme tutti gli atti, ma fa emergere diversi punti che dovranno essere corretti prima della stipula.

Ci sono refusi, riferimenti interni sbagliati e soprattutto clausole che non coincidono pienamente con il dispositivo della delibera. Le maggiori criticità riguardano l’avvio dei lavori subordinato ai finanziamenti pubblici, la distribuzione delle responsabilità tra concessionaria e appaltatore, le agevolazioni fiscali, il rischio catastrofale e la priorità attribuita alle banche.

L’approvazione del Consiglio comunale è stata quindi decisiva per mantenere aperta la strada verso Euro 2032, ma non ha concluso la partita della convenzione. Il prossimo passaggio sarà il nuovo PEF asseverato. Soltanto dopo l’istruttoria degli uffici, la proposta della Giunta e un’altra deliberazione dell’Aula sarà possibile stabilire quali modifiche entreranno davvero nel contratto novantennale.

Il nuovo Barbera ha superato il voto del Consiglio comunale. La convenzione definitiva, però, deve ancora essere scritta fino in fondo.

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