Perugia, il racconto shock di Sadiq: “Gerrard diverso da quello che credevo, mi ha umiliato”

L’attaccante del Perugia, Umar Sadiq, torna a parlare della sua esperienza ai Glasgow Rangers: “Un incubo, mi facevano cambiare con i bambini”

Parla Umar Sadiq.

L’attaccante nigeriano del Perugia in prestito dalla Roma, intervenuto ai microfoni di Sunday Post, ha raccontato la sua traumatica esperienza ai Glasgow Rangers con il grande ex centrocampista del Liverpool, Steven Gerrard, in panchina: “Gerrard si è dimostrato molto diverso da quello che credevo sarebbe stato. Inizialmente non sapevo nulla del loro interesse, se la stavano vedendo la Roma e i miei agenti. Quando il mio procuratore me ne ha parlato ho espresso dei dubbi, non ero sicuro che fosse la cosa giusta da fare. Poi fu lo stesso Steven Gerrard a convincermi: mi ha telefonato tre o quattro volte, complimentandosi con me e dicendomi che sarebbe stato al mio fianco e che mi avrebbe fatto crescere. Mi ha fatto sentire importante e mi ha convinto ad accettare, ma poi le cose sono cambiate drasticamente”.

Un’esperienza da dimenticare per Sadiq, oggi in forza ai biancorossi di Alessandro Nesta: “Quando sono arrivato, non ho avuto neanche il tempo di sistemarmi prima che arrivasse Lafferty: è stato in quel momento che sono iniziati i problemi e la situazione è degenerata in un incubo. All’improvviso mi è stato detto che non potevo più usare lo spogliatoio della prima squadra. Mi dovevo cambiare con i bambini, poi qualche giorno dopo mi hanno anche vietato di parcheggiare l’auto all’interno del centro sportivo”.

Un trattamento a dir poco umiliante quello riservato al classe ’97: “Continuavo a chiedere quale fosse stato il motivo di questo cambio di atteggiamento, ma non ho mai ricevuto risposta. Neanche Gerrard ha dato spiegazioni, né a me né ai miei agenti. Ma non ho mai ricevuto alcuna risposta. La società? Una volta mi hanno multato di ventimila sterline per un mi piace su Instagram, è stato assurdo. E i Rangers non mi hanno nemmeno pagato: devo ancora avere il mio stipendio di dicembre. Secondo me si sono comportati in modo irrispettoso nei miei confronti, sia come giocatore che come persona. Quando è finito tutto, Gerrard non ha avuto neanche il coraggio di parlarmi e dirmi in faccia cosa era successo. È stata una sorpresa enorme per me, non mi aspettavo un comportamento così. Mi sono sentito umiliato”.

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