Battaglia legale sull’eredità di Maurizio Zamparini: il Tribunale di Busto Arsizio dispone il sequestro dei beni contesi tra vedova e figli.

- Palermo

La battaglia per l’eredità di Maurizio Zamparini finisce davanti al Tribunale di Busto Arsizio. A oltre quattro anni dalla morte dello storico presidente del Palermo, scomparso il 1° febbraio 2022 all’età di 80 anni, il giudice civile ha disposto un doppio sequestro giudiziario, simultaneo e incrociato, sui beni al centro della controversia tra la seconda moglie Laura Giordani e i quattro figli nati dal precedente matrimonio.

Una vicenda che ruota attorno a cifre enormi. Il patrimonio dell’imprenditore friulano viene infatti stimato, almeno teoricamente, fino a circa 250 milioni di euro, mentre l’asse ereditario formalmente inventariato fino a questo momento ammonterebbe ad appena 9 milioni. È proprio questa distanza tra il patrimonio ipotizzato e quello finora individuato ad essere diventata uno dei principali nodi dello scontro giudiziario. A ricostruire il caso è il Corriere della Sera nell’edizione del 1° ottobre.

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DOPPIO SEQUESTRO

La decisione è stata assunta dalla giudice civile Annarita D’Elia. Il provvedimento, di natura cautelare, non stabilisce ancora quale delle parti abbia ragione nella causa successoria, ma punta a congelare i beni contestati nell’attesa che venga determinata con maggiore precisione la consistenza effettiva del patrimonio lasciato da Zamparini e la sua conseguente ripartizione.

Il contenzioso vede da una parte i quattro figli Silvana, Andrea, Diego Paolo e Greta e dall’altra Laura Giordani, seconda moglie dell’ex patron rosanero. Secondo quanto ricostruito dal quotidiano, le parti fanno riferimento anche a differenti documenti testamentari e avanzano contestazioni reciproche sulla composizione della massa ereditaria.

L’indicazione di fondo sarebbe quella di destinare il 50% dell’eredità alla vedova e il restante 50% ai figli. Il vero problema, però, è stabilire quanto valga effettivamente quel 100%.

IL PATRIMONIO

I figli contestano un testamento datato 31 agosto 2020 e hanno chiesto il sequestro cautelare di almeno 37 milioni di euro di beni riconducibili alla seconda moglie, sostenendo che dovrebbero rientrare nella massa ereditaria.

Laura Giordani, invece, fa riferimento a un differente testamento del 27 settembre 2020 e a un file attribuito a Zamparini e rinvenuto su un tablet dopo la morte dell’imprenditore. La vedova sostiene che debbano essere conteggiate nell’eredità anche donazioni e intestazioni fiduciarie che l’ex presidente avrebbe effettuato in vita in favore dei figli, per un valore indicato in circa 75 milioni di euro. Si tratta di tesi contrapposte che dovranno essere valutate nel giudizio di merito.

Da qui la decisione del Tribunale di procedere in entrambe le direzioni, affidando la gestione dei beni sottoposti al provvedimento a un custode giudiziario, il commercialista milanese Gualtiero Terenghi.

BENI CONGELATI

Sul fronte della vedova, il sequestro riguarda, secondo quanto riportato dal giornale, 37 milioni di liquidità, la Valle Silvana sas, la società cipriota Miposteria Limited e partecipazioni societarie estere in Austria e Lussemburgo.

Sul versante dei figli sono invece interessate dal provvedimento Zfc srl, Zouga Due srl, Finbest srl e alcuni crediti derivanti da finanziamenti soci. Il provvedimento comprenderebbe inoltre eventuali gioielli e opere d’arte appartenuti a Zamparini che dovessero essere individuati nel corso della ricostruzione patrimoniale.

Si apre così un nuovo capitolo giudiziario attorno alla figura dell’imprenditore che ha segnato profondamente la storia recente del calcio italiano e, soprattutto, quella del Palermo. Zamparini guidò il club rosanero nell’epoca della promozione in Serie A, delle qualificazioni europee e della finale di Coppa Italia del 2011.

Una figura ancora profondamente legata alla città, come ricordato più volte da Mediagol dopo la sua scomparsa: dalla nota con cui Laura Giordani annunciò la morte dell’ex presidente fino al ricordo dedicato da Mediagol alla figura e all’era Zamparini a Palermo.

Adesso, a distanza di oltre quattro anni dalla sua morte, al Tribunale di Busto Arsizio spetterà il compito di ricostruire dimensioni, composizione e destinazione di un patrimonio che potrebbe arrivare a circa 250 milioni di euro.

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