Il numero 9 rosanero ripercorre la sua crescita, il rapporto con Inzaghi e l'esperienza all'Atalanta.
VIDEO, ecco l’incredibile stadio del Palermo FC per Euro32
È uno dei volti più sorprendenti del Palermo capolista e, a suon di gol, si sta conquistando l'affetto del pubblico rosanero. Dominic Vavassori, vent'anni, è ormai una delle certezze della squadra di Inzaghi. Dalla doppietta al Padova alle reti contro Carrarese e Pisa, fino alla nuova doppietta contro il Vicenza: il numero 9 sta vivendo un momento straordinario nella sua prima esperienza in Serie B. Personalità, talento e voglia di migliorarsi sono le caratteristiche di un giovane che ha ancora tanta strada davanti, ma che ha già conquistato una piazza ambiziosa come Palermo.
In un'intervista al Giornale di Sicilia, Vavassori ha raccontato le emozioni di questi primi mesi in rosanero, spiegando quanto sia cresciuta la sua consapevolezza: «Sto vivendo uno dei momenti più belli della mia giovane carriera, ma non credo di essere diventato un calciatore diverso nel giro di qualche mese. Rispetto al passato ho acquisito maggiore consapevolezza nei miei mezzi, grazie alle mie prestazioni in campo e alla fiducia che sento intorno a me. I gol sono una soddisfazione importante, soprattutto quando contribuiscono alle vittorie. Sono molto contento di questo inizio, senza dimenticare che la stagione è ancora lunga e che ho ancora tanto da imparare e da dimostrare».
L'impatto con il mondo Palermo è arrivato già durante la tournée in Australia, un'esperienza che gli ha permesso di comprendere immediatamente la dimensione del club e le responsabilità legate alla maglia rosanero: «Il primo impatto con il mondo Palermo è avvenuto durante la tournée in Australia. Un'esperienza che mi ha fatto percepire immediatamente la dimensione internazionale che il club sta acquisendo e il significato di indossare questa maglia».
Fondamentale nel suo percorso è anche il rapporto con Filippo Inzaghi, che fin dal primo giorno ha dimostrato di credere nelle sue qualità. Il tecnico gli ha indicato anche un obiettivo personale di 15 gol, ma Vavassori preferisce mettere davanti a tutto il risultato collettivo: «Inzaghi ha dimostrato fin dal primo giorno di credere in me e questo rappresenta uno stimolo enorme. Abbiamo costruito un ottimo rapporto e poter lavorare quotidianamente con un allenatore che ha scritto pagine importanti del calcio è un'opportunità preziosa per la mia crescita. Mi dà tantissimi consigli, soprattutto sull'attenzione ai dettagli e sulla capacità di farsi trovare pronti nei momenti decisivi. Cerco di ascoltarlo e mettere in pratica i suoi insegnamenti. I 15 gol sono uno stimolo importante, naturalmente spero di segnarne il più possibile, ma il traguardo che conta davvero è quello della squadra. Ogni mio gol deve essere prima di tutto un contributo al raggiungimento del nostro obiettivo».
L'affetto dei tifosi è un'altra componente importante della sua esperienza siciliana. Il numero 9 ha già conquistato il Barbera, ma sa che il sostegno del pubblico va ripagato quotidianamente: «Ricevere così tanto affetto è qualcosa di straordinario, ma so bene che la loro fiducia va meritata continuamente. Il modo migliore per ricambiarla è continuare a dare tutto per questa maglia».
Nel corso dell'intervista al Giornale di Sicilia, l'attaccante ha ripercorso anche gli anni trascorsi a Bergamo, sottolineando quanto sia stata importante l'esperienza nell'Under 23 dell'Atalanta per la sua maturazione calcistica: «Mi ha permesso di confrontarmi molto presto con il calcio dei grandi. Ho iniziato a giocare sotto età, misurandomi con avversari più esperti, e questo mi ha aiutato a maturare rapidamente, soprattutto dal punto di vista fisico e mentale. Anche la possibilità di allenarmi con la prima squadra è stata determinante». Vavassori ha poi voluto ringraziare le persone che hanno accompagnato il suo percorso, da Gasperini e Modesto a Palladino, che gli ha concesso l'esordio in prima squadra, passando per Bosi, che per primo lo ha schierato nel ruolo attuale, e Bocchetti. Da Bergamo, spiega, porta soprattutto «la cultura del lavoro e la consapevolezza che il talento da solo non basta per affermarsi ad alti livelli».
Tra i suoi riferimenti calcistici c'è naturalmente Lionel Messi, il suo idolo fin da bambino, ma anche Lookman, Doué e Olise. Il paragone con due ex simboli rosanero come Miccoli e Dybala gli fa piacere, ma Vavassori preferisce costruire una propria identità: «Credo però che ogni calciatore debba costruire la propria identità, senza cercare necessariamente di assomigliare a qualcun altro. Fa certamente piacere che il mio nome venga accostato a quelli di Miccoli e Dybala, che hanno lasciato un segno così importante nella storia del Palermo, ma sarebbe fuori luogo fare paragoni. Io sono Dominic Vavassori e spero di riuscire a dimostrare le mie qualità attraverso il lavoro e le prestazioni in campo». Anche la sua esultanza con la maschera rappresenta un omaggio a Dybala: «È un piccolo omaggio a Dybala, un'esultanza che mi piace e che ho voluto riproporre, senza che questo significhi volermi paragonare a lui».
La scelta di Palermo è stata dettata dalle ambizioni della società, dal progetto del City Football Group e dalla possibilità di lavorare con Inzaghi. Ma anche la passione della città ha avuto un peso importante: «Per la solidità e le ambizioni di una società che fa parte del City Football Group, con un progetto importante e una visione chiara del proprio futuro. Ho percepito fin da subito la volontà di costruire qualcosa di significativo e per un giovane calciatore è fondamentale trovare un ambiente nel quale poter crescere. Naturalmente ha pesato anche la presenza di Inzaghi. E poi c'è Palermo, una città che vive il calcio con una passione incredibile. Il Barbera riesce a trasmetterti un'energia unica e rappresenta uno stimolo in più per dare sempre il massimo».
Con il Palermo in testa alla classifica, il sogno della promozione è sempre più concreto, ma il giovane attaccante invita a mantenere i piedi per terra: «Sappiamo quanto sia importante il ritorno in Serie A per questa città e avvertiamo la responsabilità di rappresentare una tifoseria che dimostra ogni giorno un attaccamento straordinario alla squadra. Essere in testa alla classifica è una soddisfazione, ma siamo consapevoli che la strada da percorrere è ancora tanta e che non abbiamo conquistato nulla. Per me significherebbe realizzare un sogno raggiungere un traguardo così prestigioso alla prima esperienza lontano da Bergamo».
Intanto si avvicina anche la possibile convocazione nell'Under 21, mentre il rendimento del numero 9 ha attirato l'attenzione di Bonucci, presente a Mantova per osservarlo da vicino. La Nazionale maggiore resta il sogno, ma il classe 2006 sa che serviranno lavoro e continuità: «Sono contento se arriverà l'Under 21, quella maggiore ovviamente è il sogno di qualsiasi bambino che comincia a giocare a calcio e naturalmente lo è anche per me. Sono consapevole che certi traguardi si raggiungono gradualmente soltanto attraverso il lavoro e la continuità delle prestazioni. La mia priorità è dare il massimo per il Palermo, convinto che sia anche il modo migliore per costruire il mio futuro».
Infine, inevitabile uno sguardo al futuro e al rapporto ancora aperto con l'Atalanta, proprietaria del suo cartellino. Vavassori non esclude alcuna possibilità, ma per adesso non vuole distrarsi: «Sono molto grato all'Atalanta per il percorso che mi ha permesso di compiere e per le opportunità di crescita che mi ha offerto in questi anni e sono sicuro che qualsiasi scelta futura sarà la migliore per la mia carriera. Oggi, però, tutti i miei pensieri sono rivolti al Palermo. Ho trovato un club che ha subito creduto in me, un gruppo che mi ha accolto benissimo e un ambiente nel quale sto vivendo emozioni straordinarie. Non avrebbe senso distrarmi pensando a quello che potrebbe accadere in futuro».
© RIPRODUZIONE RISERVATA