La Gazzetta dello Sport esalta la qualità dell'Ascoli, protagonista di un ottimo primo tempo, ma sottolinea anche la capacità del Palermo di reagire.

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L'Ascoli si conferma una delle squadre più interessanti del campionato, mentre il Palermo dimostra ancora una volta di avere la capacità di reagire alle difficoltà. Nell'analisi della Gazzetta dello Sport, la sfida del Del Duca ha messo in evidenza soprattutto la qualità della formazione di Tomei, capace di giocare un calcio piacevole ed efficace senza rinunciare alla concretezza. I marchigiani hanno imposto il terzo pareggio stagionale ai rosanero, che confermano due caratteristiche ormai ricorrenti: la tendenza a passare in svantaggio, accaduto già sei volte, e la capacità di recuperare grazie alla mentalità trasmessa da Inzaghi e alla qualità dei singoli. Questa volta non è arrivata la rimonta completa, ma il risultato finale viene considerato giusto per quanto visto in campo.

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L'Ascoli è partito fortissimo, trascinato dal pubblico del Del Duca e dalla qualità del proprio gioco. Il pressing alto e il palleggio hanno messo in difficoltà il Palermo, soprattutto nei primi venti minuti. A fare la differenza sono stati Guiebre, particolarmente incisivo sulla fascia sinistra, e gli scambi di posizione tra Milanese e Acampora, protagonisti di una manovra organizzata e caratterizzata da automatismi ben consolidati. Il vantaggio di Brunori è arrivato proprio al termine di un'azione costruita sulla corsia mancina, dopo un recupero alto e un filtrante di grande qualità di Acampora per Guiebre, che ha servito l'ex capitano rosanero. Una rete dal significato particolare per l'attaccante, che ha festeggiato con gli occhi lucidi e lo sguardo rivolto al cielo, senza dimenticare il proprio passato in Sicilia.

Il Palermo ha provato a reagire soprattutto attraverso la fascia sinistra, con Johnsen bravo ad accendere la manovra e a innescare Pohjanpalo, la cui conclusione è terminata di poco fuori. A tenere in partita la capolista ci ha pensato anche Perin, protagonista di un intervento decisivo sulla conclusione di Silipo. Nell'intervallo Inzaghi ha ridisegnato la squadra inserendo Ranocchia al posto di Vavassori, quest'ultimo condizionato anche dalla febbre accusata durante la settimana. Con un uomo in più in mediana, i rosanero hanno trovato maggiore equilibrio e sono riusciti a prendere progressivamente il controllo della gara.

Dopo alcune occasioni costruite da Hernani e un pericolo corso su un tiro-cross di Silipo, il Palermo ha trovato il pareggio proprio grazie a Ranocchia. L'azione è nata da un passaggio di Cassandro, con il centrocampista bravo a inserirsi e a battere Curado con una conclusione precisa che ha colpito il palo prima di terminare in rete. La Gazzetta dello Sport sottolinea come il gol sia arrivato proprio dalla prima intuizione tattica di Inzaghi, che ha insistito per essere regolarmente in panchina nonostante la tonsillite. Dopo l'1-1 Pohjanpalo ha avuto un'altra opportunità, senza però riuscire a concretizzarla. I numerosi cambi hanno poi spezzato il ritmo della partita, che non ha regalato ulteriori occasioni significative.

Il quotidiano evidenzia quindi la capacità del Palermo di rimettere in piedi anche una partita complicata, su uno dei campi più difficili del campionato. Un pareggio che permette ai rosanero di arrivare alla sosta mantenendo le proprie certezze, ma che lascia anche un aspetto su cui riflettere: le sei occasioni in cui la squadra è passata in svantaggio rappresentano un problema da correggere in vista del prosieguo della stagione.

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