L’aggiornamento del Piano economico-finanziario del nuovo Barbera indica un fabbisogno residuo di circa 30 milioni. Il Comune valuta l’impiego di mutui non utilizzati, ma servirà il voto del Consiglio.

- Palermo

Il progetto per la riqualificazione del Renzo Barbera continua ad avanzare, ma il nuovo aggiornamento del Piano economico-finanziario ha fatto emergere un nodo ancora da sciogliere: una quota vicina ai 30 milioni di euro, per la quale il Palermo FC ha indicato la necessità di reperire ulteriori risorse pubbliche non comunali.

Il dato compare nella comunicazione trasmessa il 10 luglio dal Comune di Palermo al presidente del Consiglio comunale, nella quale viene ricostruito lo stato dell’istruttoria sul PFTE, sul PEF e sulla nuova convenzione-concessione. Non viene prospettato un aumento del costo complessivo dell’opera né viene dichiarata l’assenza di copertura dell’intero progetto. La nota segnala, però, che una parte della struttura finanziaria deve ancora essere definita e che il club si è riservato ogni successiva valutazione nel caso in cui le risorse pubbliche richieste non fossero individuate.

Renzo Barbera

IL NODO

La distinzione è importante. Non è corretto sostenere che manchino 30 milioni per “salvare” il progetto o che l’operazione sia stata improvvisamente rimessa in discussione. Il quadro che emerge è più articolato: il Palermo ha aggiornato il PEF, ha individuato un fabbisogno residuale e ha collegato quella quota alla disponibilità di ulteriori fondi pubblici provenienti da livelli istituzionali diversi dal Comune.

È un passaggio che si inserisce dentro un investimento stimato, nella fase del DOCFAP, in circa 303 milioni di euro oltre IVA. Il progetto non riguarda soltanto il rifacimento del catino, ma la riqualificazione dell’impianto e delle aree funzionali al suo utilizzo, attraverso un modello che combina capitale privato, sovvenzioni pubbliche dirette, compensazioni del canone e ricavi di gestione. La portata complessiva dell’operazione era già stata ricostruita da Mediagol nell’approfondimento sul ⁠piano del Palermo tra concessione lunga, investimento e gestione del nuovo Barbera.

Il nuovo elemento non cancella quel quadro, ma lo aggiorna. La questione, adesso, è capire quale soggetto pubblico potrà coprire la quota ancora indicata nel PEF e con quale strumento.

LA POSIZIONE

La comunicazione del Comune riferisce che il Palermo FC ha segnalato la necessità di ottenere circa 30 milioni attraverso ulteriori risorse pubbliche non comunali. La società, qualora tali fondi non fossero reperiti, ha mantenuto una riserva sulle successive valutazioni relative alla copertura dell’importo.

La formulazione è prudente e non chiarisce, allo stato degli atti, se il club sia disposto a intervenire direttamente sulla quota eventualmente rimasta scoperta, se possa essere ipotizzata una rimodulazione del quadro economico oppure se debbano essere valutate altre soluzioni. È proprio per questa ragione che il tema dovrà trovare una definizione prima che l’intero impianto economico e negoziale possa essere considerato stabilizzato.

Il punto si lega anche alla regola di fondo su cui è stata costruita l’operazione: l’apporto privato deve restare superiore alle sovvenzioni pubbliche dirette. Nella convenzione viene ribadito che la società è pronta a sostenere più della metà dell’investimento e che il rapporto tra contribuzione pubblica, contribuzione privata, compensazione del canone e ricavi di gestione rappresenta la base dell’equilibrio economico-finanziario del progetto.

I FONDI

Una parte della quota pubblica ha già assunto una dimensione concreta. La Regione Siciliana ha annunciato lo stanziamento di 60 milioni di euro per il rifacimento del Barbera, intervento già raccontato da Mediagol nell’articolo dedicato ai ⁠fondi regionali destinati alla riqualificazione dello stadio.

Lo stanziamento regionale costituisce quindi una componente rilevante del quadro pubblico, ma non coincide con l’intero fabbisogno indicato nei documenti. La nuova nota del Comune mostra che, anche dopo avere considerato le risorse già prospettate e gli altri strumenti previsti, resta una quota ancora da collocare.

Non si tratta, dunque, di sovrapporre cifre diverse o di sommare automaticamente i 60 milioni regionali ai 30 milioni residui senza considerare la struttura completa del PEF. Il dato corretto è che l’aggiornamento del piano segnala un fabbisogno ulteriore, mentre il dettaglio definitivo della composizione finanziaria dovrà essere verificato attraverso gli elaborati economici, le asseverazioni e le decisioni degli enti chiamati a contribuire.

L’IPOTESI

Il Comune, nella stessa comunicazione, non si limita a prendere atto della richiesta del Palermo FC. Palazzo delle Aquile indica anche una possibile soluzione nel caso in cui non arrivassero nuovi contributi pubblici esterni: utilizzare mutui già contratti dall’amministrazione ma rimasti inutilizzati.

È una strada soltanto ipotizzata, non una copertura già disponibile. Per destinare quelle risorse al progetto Barbera sarebbe necessaria una variazione di bilancio e, quindi, un passaggio davanti al Consiglio comunale. La scelta avrebbe inevitabilmente una dimensione non soltanto tecnica, ma anche politica, perché l’assemblea cittadina dovrebbe valutare la nuova destinazione delle somme e la loro compatibilità con gli equilibri finanziari dell’ente. Rumors raccontano di un consiglio comunale comunque pronto ad affrontare velocemente le questioni inerenti lo stadio per permettere al club di rispettare le scadenze burocratiche per la candidatura ad Euro32.

La possibilità di ricorrere ai mutui inutilizzati dimostra comunque che il Comune sta cercando di non lasciare scoperta alcuna alternativa. Allo stesso tempo, introduce un ulteriore livello di complessità: la copertura del fabbisogno non dipenderebbe più soltanto da fondi regionali o statali, ma potrebbe richiedere una decisione esplicita dell’amministrazione e del Consiglio.

IL CANONE

Dentro il nuovo schema finanziario assume un peso centrale anche il meccanismo di compensazione del canone. La convenzione del 10 luglio prevede che, fino al collaudo finale, resti fermo l’importo annuo di 352.865,82 euro oltre IVA. Dal mese successivo all’approvazione del collaudo, il canone salirebbe invece a 800 mila euro oltre IVA, con rivalutazione quadriennale a partire dal quinto anno.

A decorrere dal primo gennaio 2027, il canone verrebbe considerato corrisposto tramite compensazione con l’anticipazione effettuata dal Palermo FC in favore del Comune per il contributo pubblico indiretto, fino a un tetto massimo di 72 milioni di euro. Resterebbe inoltre separato il diritto della società di chiedere la compensazione dei costi sostenuti per le manutenzioni straordinarie effettuate prima della nuova convenzione e già riconosciute dal Comune. L’IVA dovuta sul canone, invece, non rientrerebbe nella compensazione e dovrebbe essere versata regolarmente.

Questo sistema chiarisce perché il piano economico non possa essere letto attraverso una sola voce. I 30 milioni residui si collocano dentro un’architettura in cui convivono finanziamenti pubblici diretti, anticipazioni private, compensazioni future, agevolazioni fiscali, canoni e ricavi generati dall’impianto.

LE AGEVOLAZIONI

La convenzione lega l’equilibrio economico anche a una riduzione degli oneri tributari comunali. Il testo indica una diminuzione annua pari a 150 mila euro sull’IMU e a ulteriori 150 mila euro sul CUP, il canone unico patrimoniale.

Anche queste voci vanno considerate nella valutazione complessiva del progetto. Non rappresentano un versamento diretto al Palermo FC, ma un beneficio economico riconosciuto al concessionario per sostenere la tenuta dell’investimento nel lungo periodo. È uno dei motivi per cui il PEF deve essere esaminato non soltanto sotto il profilo della copertura iniziale dei lavori, ma anche rispetto ai flussi futuri, alla durata della concessione, ai costi di manutenzione e alla capacità dello stadio di produrre entrate.

La concessione è prevista per 90 anni, periodo che viene giustificato proprio in rapporto alla dimensione dell’investimento e alla necessità di garantirne la sostenibilità. Durante l’intera durata, il Palermo assumerebbe a proprio carico sia la manutenzione ordinaria sia quella straordinaria, fatta eccezione per gli interventi conseguenti a calamità naturali.

I CONTROLLI

La nota comunale riferisce inoltre che sul nuovo PEF sono state formulate osservazioni da parte dell’esperto del sindaco incaricato di seguire gli aspetti economico-finanziari. Il Comune ha chiesto integrazioni e chiarimenti prima di arrivare alla chiusura dell’istruttoria.

È un passaggio inevitabile per un’operazione destinata a incidere sul patrimonio pubblico e sui bilanci per un periodo così lungo. L’analisi deve verificare che i costi siano coerenti, che le fonti di finanziamento siano realistiche, che il rapporto tra capitale pubblico e privato resti conforme alla normativa e che i ricavi previsti siano sufficienti a sostenere gestione, manutenzione e rimborso degli eventuali finanziamenti.

La nuova convenzione disciplina anche il rapporto con le banche finanziatrici. Nel caso in cui il Palermo ricorra a prestiti per realizzare l’opera, gli istituti potrebbero intervenire per sanare determinati inadempimenti prima della decadenza della concessione. È previsto un meccanismo di step-in, con tempi specifici per rimediare a problemi economici, gestionali o operativi.

La presenza di queste clausole conferma che il progetto viene trattato come una vera operazione infrastrutturale di lungo periodo e non come una normale manutenzione dello stadio.

IL CONTESTO

La definizione del PEF procede insieme agli altri dossier ancora aperti. Negli ultimi mesi sono emerse questioni relative all’ippodromo, al percorso destinato alla tifoseria ospite, all’ex campo nomadi, al Campo Bianco, all’ex Pallone, ai vincoli ambientali e alla nuova convenzione.

Mediagol ha già analizzato nel dettaglio ⁠i principali nodi tecnici e amministrativi del progetto Barbera, dalla posizione della SIPET alle osservazioni della Riserva di Monte Pellegrino.

La convenzione del 10 luglio ha cercato di offrire una soluzione almeno a una parte di queste criticità. Per l’area dell’ex campo nomadi, il testo prevede una condizione sospensiva: il parcheggio potrà entrare stabilmente nella concessione soltanto dopo l’approvazione della variante al Piano di utilizzo della Riserva e l’acquisizione dei pareri ambientali favorevoli. Se la condizione non si realizzerà entro il 30 giugno 2028, oppure se il Palermo lo preferirà, il club potrà utilizzare stabilmente il Campo Bianco, previa variante urbanistica. Il testo precisa che questa alternativa non comprometterebbe l’equilibrio economico-finanziario del progetto.

EURO 2032

Il tempo resta una variabile essenziale. L’intero percorso è stato costruito anche con l’obiettivo di mantenere Palermo tra le città candidate a ospitare le partite di Euro 2032. La visita UEFA e il confronto con Comune e club hanno confermato la necessità di completare nei tempi previsti tutti i passaggi progettuali e autorizzativi. Mediagol ha ricostruito questo percorso nell’approfondimento dedicato alla ⁠corsa del Barbera verso Euro 2032.

La nota del Comune sull’aggiornamento finanziario si inserisce quindi in una fase in cui ogni ritardo può incidere sulla candidatura. La definizione dei 30 milioni residui non è l’unico problema da risolvere, ma è uno dei passaggi che dovranno essere chiariti per consolidare la sostenibilità dell’opera e completare la Conferenza dei servizi.

Il progetto dovrà garantire che, dopo i lavori, il Barbera sia idoneo a ospitare le competizioni della massima categoria nazionale e gli eventi internazionali, sotto il profilo urbanistico, edilizio, sportivo, della sicurezza e dell’ordine pubblico.

IL PASSAGGIO

Il nuovo documento fotografa una trattativa ancora aperta tra i vari soggetti coinvolti e un piano economico che deve essere completato in alcune delle sue componenti.

La quota da circa 30 milioni rappresenta un nodo reale, ma non va isolata dal resto dell’operazione. Il nuovo Barbera poggia su una struttura finanziaria molto più ampia: investimento privato maggioritario, 60 milioni regionali già annunciati, ulteriori contributi pubblici, canone compensato fino a 72 milioni, agevolazioni tributarie e ricavi futuri generati dallo sfruttamento dell’impianto.

Ora bisogna stabilire da dove arriverà la parte ancora richiesta. Potrebbero essere nuovi finanziamenti pubblici esterni al Comune. Potrebbero entrare in gioco i mutui non utilizzati prospettati dall’amministrazione. Potrebbero essere necessarie ulteriori valutazioni da parte del club.

Il punto decisivo è che la soluzione dovrà essere formalizzata, verificata e coerente con il PEF. Solo allora sarà possibile considerare definita la copertura finanziaria e procedere verso i passaggi successivi.

Il progetto del nuovo Barbera continua, ma è entrato nella fase in cui le ambizioni devono coincidere con i numeri. Ed è proprio su quei numeri che, nelle prossime settimane, si giocherà una parte importante del futuro dell’impianto e che dovrà essere definito entro il mese.

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