Il direttore sportivo debutta su Instagram con una poesia dedicata ai presidenti che hanno segnato la sua lunga carriera. Tra i versi compaiono riferimenti a Zamparini, Sensi, Ferrara e Polizzi.

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Dopo una vita trascorsa nei corridoi del calcio italiano, tra promozioni storiche, intuizioni di mercato e presidenti dal carattere spesso ingombrante, Giorgio Perinetti ha deciso di raccontarsi in una veste inedita.

perinetti

Sul suo nuovo profilo Instagram, il dirigente ha pubblicato un video nel quale recita una poesia autobiografica scritta di suo pugno. Un viaggio in versi attraverso oltre cinquant'anni di carriera, scandito dagli incontri con alcuni dei presidenti più celebri del calcio italiano e da tappe professionali che hanno segnato intere epoche. Con ironia e nostalgia, Perinetti ripercorre il proprio cammino.

Questo il testo della poesia. In grassetto i versi dedicati al Palermo:

"La vita mia co li presidenti

Da cinquant’anni sto in sto palloneCominciai giovane cor giovane AnzalonePoi passo dopo passo come a scolaSo cresciuto cor grande Dino ViolaMa pe'nun famme più chiama' regazzinoM'annetti a fa scafa' da Corrado FerlainoMa pe' lavora' se va a tutti li pizziE giù fino a Palermo co Ferrara e co PolizziMa la Vita Nun è come la pensiE infatti de botto me chiama Franco SensiHo avuto dirigenti ricchi e poverelliMa puro è vero Gianni e Umberto AgnelliL'istinto però era degli avventurosiE me spinsi a fa Giochi da PreziosiEra tempo proprio d'elezioniE Sensi me rivolle co D'AntoniNon tutti i Presidenti sono saldiIo me ne accorsi a Napoli co NaldiQuando ogni cosa me pareva annasse bucaOttenni la fiducia col sogno de De LucaHo fatto forse male a negamme a BerlusconiPe ritrovamme poi in mano ad AngeloniMa essendo la Vita piena de sorpreseEccome pronto a di grazie a MatarreseCostretto lascio Bari dispiaciutoA Siena me risveja Er Monte ben pasciutoEr carcio se sa Nun c'ha confiniDa capo a Palermo dar vivace ZampariniVince però Nun serve a nienteE le valige faccio immantinenteIntanto Daniela mia unica amata PresidenteMe vola in Cielo senza pote' fa nienteDistrutto annavo co la testa chinaIn laguna me la riarza dagli USA TacopinaNessuna esperienza però risulta eternaE Preziosi riaccende la LanternaLa pandemia me stende come fosse vinoDar divano me strappa un diabolico CellinoA Siena son tornato in gran letiziaMa LArmeno di colpo interrompe l'amiciziaPep lo spagnolo me riporta da CellinoMa l'annata se rivela davvero un gran casinoE mentre mi sfiora un certo quale ventoDal grande D'Agostino invece mi presentoA Palermo nun so proprio di de noUn Conte me riporta indietro un po’

Er Carcio se sa premia geni ma anche puro inettiIo me contento d'esse stato Perinetti"

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