Le parole del tecnico dei rosanero nel post partita.
Al termine di Arezzo-Palermo, vinta dai rosanero per 3-2 grazie al gol di Tommaso Augello al 94', Filippo Inzaghi ha commentato una partita vissuta sulle montagne russe. Il tecnico si è soffermato sulla rimonta finale, sulla capacità della squadra di non mollare dopo il pareggio dell’Arezzo e sull’importanza di aver conquistato la seconda vittoria consecutiva in campionato.
Una montagna russa questa sera: da quale aspetto vuoi partire?
"Partiamo dai primi 60 minuti, fatti bene. Eravamo andati in vantaggio 2-0, poi quel gol del 2-1 forse ci ha un po' intimorito. Quella deviazione del 2-2, come dicevo prima, poteva ammazzare un toro, ma non ammazza mai questi ragazzi, perché poi la squadra si è ribellata al fatto di pareggiare una partita che comunque, secondo me, meritavamo di vincere. Abbiamo fatto gli ultimi dieci minuti da squadra vera e meritato questo gol."
Quanto è importante vincere partite sporche in Serie B come quella di stasera?
"Già l'anno scorso la squadra ha fatto questo tipo di rimonte, con gol agli ultimi secondi, perché non bisogna mai mollare. Dopo il 2-2 abbiamo passato due minuti probabilmente difficili, però poi ci siamo ripresi in mano la partita. Non era facile entrare in una difesa così stretta, però siamo contenti perché diamo continuità alla vittoria con la Juve Stabia."
Il Palermo non iniziava con due vittorie consecutive in Serie B dal 1964-65. È un dato che certifica la forza di questa squadra e dà consapevolezza?
"Ci fa piacere. Io non ero ancora nato quando l'ultima volta il Palermo aveva vinto qua! Per cui teniamocela stretta. Mi sembra anche che da tanto tempo non vincevamo le prime due partite di campionato."
Adesso testa alla Coppa Italia?
"Tutto bene, adesso pensiamo a giovedì alla Coppa Italia. Potrò cambiare, vedere anche soluzioni nuove e dare minutaggio a chi ha giocato meno, che potrà dimostrarmi il proprio valore."
Un giudizio, in chiusura, sulle prestazioni di Perin e Gabrielloni?
"Non sono giocatori che scopro io. Sono contento anche per Strefezza, perché è chiaro che deve ancora raggiungere la migliore condizione, ma ha fatto 60 buoni minuti. Perin lo conosciamo e Gabrielloni, in quei pochi minuti, ci ha dimostrato perché l'abbiamo voluto così tanto."
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