L'intervista esclusiva concessa dall'ex direttore sportivo di Torino, Palermo e Venezia, Fabio Lupo, alla redazione di Mediagol.it
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<strong>Mirri-Sagramola-Castagnini</strong>
"Dirigenza di assoluto livello. Io conosco personalmente sia Sagramola che Castagnini e sono dirigenti assolutamente di livello. Con Renzo in particolare c'è un rapporto di stima ed affetto. Anche nel loro caso il background professionale ritengo che sia piuttosto eloquente in merito alla levatura della loro carriera-Sono professionisti di grande livello che stimo. Mirri e la proprietà in genere la conosco meno, però credo stia mantenendo quello che aveva promesso di fare, riportare immediatamente il Palermo nel calcio professionistico e riportare il Palermo in B con l'arma della progettualità e questo secondo me si vede. Questa è una squadra che se non dovesse centrare la promozione quest'anno, ila prossima stagione, eventualmente, con degli innesti di qualità mirati ad impreziosire la base di squadra attuale può recitare un ruolo da assoluta protagonista. Mi sembra stiano facendo le cose in modo giusto. Dal punto di vista affettivo, l'unica cosa che mi è dispiaciuta, ma nella quale non entro nel merito, è che nel momento in cui la nuova proprietà ha fatto il suo ingresso, tante persone che conoscevo, che hanno lavorato per me e con me sono rimaste a casa. Questo mi è dispiaciuto moltissimo. E' vero che una proprietà che in Serie D non può mantenere tutto quel personale, però sapere che gente di quella serietà aveva perso il lavoro, mi ha umanamente fatto male, Che sia ben chiaro, questa non è una critica ma semplicemente un moto di dispiacere legato alla situazione complicata di persone alle quali sono rimasto legato e che mi hanno dato tanto, per quel poco che sono stato al Palermo. Ho letto nei giorni scorsi che la proprietà sta portando avanti il progetto per la realizzazione del centro sportivo. Sarebbe veramente un primo passo importante per conferire valore e solidità al club. Perché l'operato di una società non si misura soltanto in sede di mercato, ma bisogna valutare la lungimiranza ed il peso specifico di queste visioni manageriali e gestionali a medio-lungo termine. Questa è una nota di merito che va riconosciuta alla famiglia Mirri ed al socio Tony Di Piazza".
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