L'intervista esclusiva concessa dall'ex direttore sportivo di Torino, Palermo e Venezia, Fabio Lupo, alla redazione di Mediagol.it
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<strong>Modulo ed equilibri</strong>
" Ci vorrebbe una puntata per parlare di dinamiche ed efficacia dei vari schemi di gioco (sorride il ds, ndr), credo che Boscaglia per primo sappia cosa deve fare. Io direi che non ci siano mai giocatori nevralgici in seno ad un sistema di gioco, ritengo invece che si debba parlare sempre di coralità in entrambe le fasi. Quando c'è un modulo particolarmente propositivo bisogna che ci sia una compattezza ed unità d'intenti e quindi soprattutto a livello tattico ci siano le giuste distanze fra un reparto e l'altro. Se ci si allunga troppo si diventa inevitabilmente vulnerabili. C'è da valutare un altro aspetto, per tradizione e blasone, le squadre che vengono a giocare a Palermo vengono a chiudersi. Bisogna saper trovare le giuste distanze ed i tempi corretti tra le varie linee per cercare di dare pressione senza perdere equilibrio e senza esporsi alle eventuali ripartenze delle squadre avversarie. non è semplice. La coralità è il vero segreto, sia quando si difende la propria metà campo, sia quando si attacca la porta avversaria. Basta che salti un ingranaggio che si inceppa l'intero dispositivo, è troppo semplicistico imputare la responsabilità di una carenza di rendimento ad un singolo reparto. I sincronismi e il senso del collettivo costituiscono principi fondanti nel calcio di Boscaglia".
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