Il tecnico rossonero è intervenuto in conferenza stampa in vista del match col Crotone

In occasione della gara dell'Epifania tra Milan e Crotone valevole per la prima giornata di ritorno del campionato di Serie ARinghio ha parlato ai giornalisti presenti in sala stampa.

Sugli avversari e il loro tecnico Walter Zenga si esprime così: "Per noi non c'è nessuna gara abbordabile, dobbiamo prepararla bene, sarà una gara difficile e molto dura, pensiamo a fare i tre punti. Loro attaccano in tanti, portano tanti uomini in area, bisogna stare attenti. Zenga è un grande personaggio, mai banale. E' un idolo perché è stato per tanti anni uno dei portieri più forti al mondo. Le nostre carriere da allenatore hanno tante cose in comune in particolare le esperienze all'estero".

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Sul gioco dei rossoneri, invece: "Il gioco mi interessa poco, ho bisogno di vincere qualche partita per la classifica. Per il resto si vede dopo. Non è bella la classifica in campionato però siamo in semifinale di Coppa Italia e ai sedicesimi di Europa League. Il campionato non possiamo sottovalutarlo. Voglio dare una giusta mentalità alla squadra, voglio far migliorare i giocatori che hanno trovato poco spazio. Anche se non siamo bellissimi voglio vedere una classifica diversa". Poi si sofferma sul mercato: "Nessun giocatore ha chiesto di andare via. I giocatori che abbiamo vanno bene, siamo apposto così. Voglio ottenere il massimo da chi ho in rosa. Regalo di mercato? "Il mio regalo è non perdere giocatori per strada, nessun infortunio. Non mi aspetto nessuno" ammette Gattuso.

Sulla punta che scenderà in campo contro il Crotone: "Kalinic ha lavorato anche durante i giorni di riposo per recuperare. Cutrone si sa della voglia che ha. Andrè Silva, invece, per l'età che ha è un giocatore incredibile anche se in questo momento è in difficoltà. Scelgo di partita in partita e sono contento dei miei attaccanti, anche se è vero che se non fanno gol attirano le critiche". Gattuso martedì prossimo compirà 40 anni, ecco alcuni suoi ricordi: "Ho tanti ricordi, quando vincevo non festeggiavo molto. Soffrivo le sconfitte e Istanbul l'ho vissuta male, pure col Boca Juniors. Ricordo le sconfitte non le vittorie". 

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