Fiorentina, la viola sogna in grande con Commisso: “Mantenuta la promessa Chiesa. Io e il Milan? Ecco la verità. Il Palermo…”

Fiorentina, la viola sogna in grande con Commisso: “Mantenuta la promessa Chiesa. Io e il Milan? Ecco la verità. Il Palermo…”

Lunga ed interessante intervista rilasciata dal patron della Fiorentina: “La Juventus è super, dobbiamo imparare da loro”

“Quando ero più giovane scappavo di nascosto dai miei capi, acquistavo la Gazzetta e andavo a vedere le partite degli azzurri al Madison Square Garden insieme ad altre ventimila persone. Nell’Italia c’erano Cabrini, che era un ragazzino e Paolo Rossi. Poi, la grande festa dell’82, in Spagna. Un delirio. L’ Italia è un grande amore”.

Parola di Rocco Commisso. Diversi sono stati i temi trattati dal nuovo proprietario della Fiorentina, che lo scorso 6 giugno ha acquistato ufficialmente il club viola, determinando così la fine dell’era Della Valle dopo diciassette anni: dai progetti e le ambizioni alla guida della società toscana, all’impatto con il calcio Italiano, passando per la ricostruzione della trattativa poi sfumata per l’acquisizione del Milan.

“Ho sempre detto che non prometto niente. Prometto solo quello che posso mantenere. Avevo detto che Chiesa sarebbe rimasto e così è stato. Ma per costruire la squadra che ho in mente ho bisogno di tempo. Quindi sarà una stagione di transizione? Di sicuro voglio un risultato migliore rispetto a quello ottenuto dalla Fiorentina nell’ultimo campionato. Ma certo non posso parlare di Champions – ha dichiarato Commisso ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Battere la Juventus? Prima o poi una partita la dovremo vincere. Ora conta che i ragazzi lavorino bene durante la pausa, in un clima sereno. Tutti, da Montella all’ultimo dei giocatori. Devo essere di supporto, non mettere loro pressione. Tornerò per la gara contro i bianconeri ma se andrà ancora male le prossime partite le guarderò in tv. Scaramanzia a parte se sono negli Usa chiamo Joe quasi ogni ora. Alle 5 di mattina americana leggo la rassegna stampa”.

CHIESA – “Cosa succederà con Chiesa la prossima estate? Non si può dirlo ora. Io devo tutelare l’ investimento non posso premettermi che poi se ne vada a parametro zero. Mi piace pensare che le bandiere esistano ancora. E se il migliore se ne va non è un buon segnale per nessuno. Batistuta, dico Batistuta è rimasto dieci anni in maglia viola, giusto? Noi vogliamo tenere più a lungo possibile quelli bravi. Detto questo nessuno ci ha presentato un’ offerta per Chiesa. Contento del mercato? Pedro non l’ho mai visto in azione. Ribery l’altro giorno in allenamento ha preso da parte Vlahovic per spiegargli alcune cose. Tutti seguono Franck perché la sua carriera parla per lui. Per Ribery, come per Boateng, è stata decisiva la moglie. Ho pranzato sia con lei che con Melissa Satta. E anche io sono qui grazie a mia moglie Caterina. Mentre valutavo le varie opzioni mi ha detto: ‘Scegli almeno una bella città’. Meglio di Firenze era impossibile”.

INTER E JUVENTUS – “L’Inter ha raggiunto un grandissimo livello. La Juve è sempre super. La Juve è un modello aziendale da seguire. Poi, vedo che Bernardeschi, il Chiesa di qualche anno fa, non gioca mai e così anche Dybala o Mandzukic. Con la rosa che ha la Juve potrebbe fare tre squadre. Tutta questa supremazia non fa bene al calcio italiano. E lo direi di qualsiasi squadra che avesse vinto otto scudetti consecutivi. Come frenare questo dominio? Non sono favorevole al sistema chiuso degli Usa senza promozioni o retrocessioni. Anche perché gli americani finiscono per confrontarsi solo con se stessi. Le persone che gestiscono in questo momento il calcio negli Usa non sono all’altezza. Nel 2016 ho evitato il fallimento dei Cosmos, ma loro dopo 5 mesi hanno cancellato il campionato corrispondente alla serie B dove giocavamo noi perché temevano l’effetto Commisso. Di calcio ne so più degli americani mentre in Italia devo ancora capire tanto. È più giusto il sistema ‘capitalistico’ del calcio europeo: se fai bene meriti di salire, se fai male scendi. Dobbiamo imparare dalla società bianconera. I soldi dei diritti televisivi potrebbero però essere divisi in maniera diversa. In Inghilterra tutte le squadre prendono più o meno la stessa cifra, giusto? Seguo la Juve sul mercato da un po’: quattro-cinque anni fa aveva un valore di 400 milioni di euro ora di 1,8 miliardi”.

MILAN – “Io vicino a comprare il Milan? A un certo punto ero sicuro di aver chiuso. Mister Li non l’ho mai incontrato ma ero pronto a firmare quando lui all’improvviso ha cambiato legali e advisor. Ho pensato che ci fosse dietro un altro acquirente. Si parlava di imprenditori americani (Ricketts e Ross) e di due russi. Invece si è consegnato a Elliot malgrado gli avessi offerto il modo di uscirne illeso”.

OBIETTIVI – “I nodi cruciali in questo momento sono il nuovo stadio e il nuovo centro sportivo. Per lo stadio ci sono tre ipotesi: riammodernare il Franchi, costruire un impianto nuovo o radere al suolo il Franchi e ricostruire.
So che in Italia gli stadi sono cattedrali ma anche altri templi come Wembley o Yankees Stadium sono stati rifatti e la vita va avanti. Si parla di stadi, non del Ponte Vecchio o della Statua della Libertà. Noi vogliamo rispettare tutto e tutti ma da quanto tempo Milan, Inter, Roma, Napoli parlano di un nuovo stadio? Se devo aspettare dieci anni lascio perdere. A breve acquisiremo i terreni per il centro sportivo. Abbiamo bisogno di uno spazio dove lavorare senza disperdere energie. Riportare le famiglie allo stadio? Non sono qui per dare lezioni. Senza mancare di rispetto ho visto esplodere a Marassi petardi simili a bombe. I napoletani al Franchi accendevano fuochi e fumogeni che negli Usa non sarebbero mai entrati in un impianto sportivo”.

MEDIACOM – “Mediacom è interamente mia e della mia famiglia. Essere fuori dal Nasdaq (la borsa dei titoli tecnologici Usa) mi ha permesso di comprare la Fiorentina in tempi rapidi. Mentre di solito passa del tempo tra un’operazione e l’altra, io ho fatto signing e closing lo stesso giorno senza il consueto controllo dei conti per evitare che arrivasse qualche altro acquirente ma soprattutto per poter lavorare da giugno sul progetto. Aspettando avrei rischiato di perdere un anno. Come è successo a Sampdoria, Palermo, Parma e in fondo anche al Milan. E lo ripeto, non sono venuto nel calcio italiano per guadagnare soldi. Quali sono state le manifestazioni d’affetto dei tifosi viola che mi hanno colpito? Le serenate che mi hanno cantato in 200 sotto l’ albergo…”, ha concluso Commisso.

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