Picerno-Palermo

VIDEO Picerno - Palermo 1-0 | HIGHLIGHTS 16a giornata Serie C – Gir C 2021/22

La riforma dei campionati è l’occasione imperdibile per dare una mano al calcio italiano e dare sostenibilità ai nostri club”.

Sono queste le parole del presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli, tornato a parlare del tema relativo alla riforma dei campionati nella sede palermitana dell'Agenzia Italpress. Argomento che, da sempre, ha visto il numero uno della Serie C in prima linea.

“Il calcio italiano non ha mai ragionato a sistema ed è per questo che abbiamo bisogno della riforma dei campionati: è ragionando a sistema che il calcio italiano può tornare a essere competitivo a livello europeo e internazionale. Deve esserci un’architettura precisa, in cui ogni campionato abbia la propria mission. La Premier League, per esempio, ha deciso di finanziare le leghe sottostanti acquisendo la leadership del processo e noi abbiamo bisogno che la serie A faccia altrettanto. In un’ottica di sistema per esempio, essendo noi i formatori degli arbitri, la Var servirebbe più in C che in A: gli errori da noi sono maggiori perchè sono giovani in formazione e servirebbe come strumento educativo per migliorarli rapidamente in vista di serie B e serie A. Se la serie A non capisce questo discorso, il problema è serio”. Quello del calcio italiano è un “problema di sostenibilità, di regole, di eliminare certe distorsioni. E di rendere coerente anche il progetto di mister Mancini che ha vinto con una squadra di giovani: nessun campionato italiano risponde a quel progetto, da qui la difficoltà del calcio italiano di reggere il livello raggiunto da Mancini”.

serie c

Ghirelli non ne fa una questione numerica perchè siamo l’unica Lega che ha fatto un’autoriforma tagliando un terzo dei suoi club, da 90 a 60, ma non abbiamo risolto i problemi che avevamo perchè c’è un problema di sistema. La domanda di fondo è: serve la serie C? Se deve servire a scimmiottare la serie A o la serie B, bisogna scioglierla – le sue parole all’Italpress – Se serve ad avere un forte collegamento territoriale sul sociale, a formare i giovani talenti italiani, e intendo non solo calciatori ma anche allenatori, arbitri, dirigenti, medici, allora è una palestra e serve un investimento materiale, cioè infrastrutture sportive, e immateriale, ovvero allenatori, preparatori atletici, scienziati dell’alimentazione, quelli che sanno come lavorare con i giovani. E bisogna farli giocare, divertirsi, dargli la possibilità di crescere”. Ma la sostenibilità del calcio italiano passa anche dai fondi del Pnrr (“abbiamo un’occasione irripetibile per rigenerare gli stadi o in alcuni casi rifarli completamente”) e soprattutto “dalla qualità e formazione dei dirigenti: bisogna trasformare i club in imprese e per farlo bisogna mettere alla testa dei club, nei punti chiave, professionalità elevate. È la priorità delle priorità”. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti