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Sampdoria-Benevento, Inzaghi: “Un onore i complimenti di Ranieri. Mercato? Non posso chiedere giocatori più forti, la società…”

BERGAMO, ITALY - MAY 30: Head coach of AC Milan Filippo Inzaghi looks on during the Serie A match between Atalanta BC and AC Milan at Stadio Atleti Azzurri d'Italia on May 30, 2015 in Bergamo, Italy. (Photo by Dino Panato/Getty Images)

Le parole del tecnico dei sanniti al termine della sfida contro la Sampdoria

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Può sorridere il Benevento.

Non sarebbe potuta cominciare meglio la stagione del Benevento che, in occasione della sfida di questa sera contro la Fiorentina, vince in rimonta al "Ferraris" grazie alla doppietta di Caldirola e la rete di Letizia. Successo analizzato al triplice fischio dal tecnico dei sanniti Filippo Inzaghi, intervenuto ai microfoni di "Sky Sport".

"Io perdevo, e ho visto il gol di Lazzari sul tabello. Quindi c'è stata una piccola felicità pur sullo svantaggio. Simone è un esempio per tutti noi allenatori, oggi è stata una bellissima giornata per entrambi. Lui non è più una sorpresa, per noi è importantissimo aver vinto nonostante fossimo andati in svantaggio. I tuoi genitori che partita hanno visto? Ho chiamato a casa, a mio padre arrivava la linea ma piangeva. Volevo salutarlo. A me non interessa vendere il mio prodotto, cerco di ottenere il meglio dai miei giocatori. Non posso chiedere giocatori più forti alla società, conosco la realtà in cui sono, per cui cerco di far rendere i singoli al meglio".

Inzaghi si è poi soffermato sull'esultanza sul terzo gol: "Credo molto in questa squadra, e mi era piaciuto l'atteggiamento, al di là del due a zero. Volevo giocassimo in quel modo, mi è piaciuta la mentalità. Con quella poi si possono ribaltare i risultati. Sentire i complimenti di Ranieri mi dà grande soddisfazione, poi il percorso è ancora molto lungo e non dobbiamo illuderci. Ma la squadra è stata brava e sono contento".

Infine, due battute sulla parentesi Bologna: "Se non ci fosse stata la delusione in A probabilmente non ci sarebbe stato il Benevento, in questo sono fatalista. Io, lo staff e il presidente siamo orgogliosi di questi ragazzi, che vengono a giocarsela a testa alta. Poi chiaro che non sia andata a Bologna, ma è andata bene a Venezia. Ricordatevi sempre che la fortuna di un allenatore la fanno i giocatori. Poi mercoledì abbiamo questa amichevole, e speriamo di fare bene (ride, ndr)".

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