Le parole del centrocampista dei rosanero.
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Filippo Ranocchia, centrocampista del Palermo, è intervenuto in conferenza stampa dal ritiro di Santa Cristina Val Gardena, parlando del suo ruolo, degli obiettivi stagionali, del nuovo sistema di gioco e della crescita della squadra.
L'anno scorso molti dicevano che non fosse il suo ruolo. Ha giocato tutta la stagione lì e probabilmente sarà così anche quest'anno. Alla fine avevate ragione voi?
«Direi di sì. Come aveva detto il mister, quello è sempre stato il mio ruolo naturale. In passato ho giocato qualche partita più avanzato, ma mi sono sempre trovato a mio agio in questa posizione e credo che sarà così anche quest'anno.»
I gol della scorsa stagione rappresentano un punto di arrivo o un punto di partenza?
«Li considero un punto di partenza. Mi danno lo stimolo per lavorare ancora di più e cercare almeno di ripetere quanto fatto l'anno scorso. Da quando sono arrivato ho sempre avuto l'obiettivo di segnare e dare il mio contributo alla squadra. Spero almeno di eguagliare il bottino della scorsa stagione.»
Che Palermo sta nascendo in questi primi giorni di ritiro?
«È un Palermo che parte da basi solide costruite nella scorsa stagione. Non siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo, ma abbiamo creato un gruppo compatto. Sono arrivati nuovi giocatori e credo che ne arriveranno altri, ma la base è molto buona. Stiamo proseguendo sul lavoro dell'anno scorso, cercando di migliorare gli aspetti che ci hanno impedito di centrare il nostro obiettivo.»
Questa sarà la sua quarta stagione a Palermo. Che bilancio fa del suo percorso?
«Ho iniziato molto bene, poi ho vissuto un'annata più difficile, in linea con quella della squadra. Credo di essermi rilanciato nella scorsa stagione. In questi anni sono cresciuto tanto, sia come calciatore sia come persona. Mi sento nel pieno della maturità e sarò sempre grato a questa società e a questa città per quanto mi hanno fatto crescere.»
Si allena con una fasciatura al ginocchio sinistro. Come sta?
«Sto bene. Ho avuto soltanto un piccolo problema nell'ultima amichevole, ma si tratta solo di una precauzione. Non c'è nulla di particolare.»
Con il passaggio alla difesa a quattro cosa cambia nel suo ruolo?
«Cambia soprattutto la proposta offensiva. Con due esterni alti il nostro compito è quello di far arrivare più palloni possibile sulle fasce, per creare superiorità numerica e occasioni da gol. Cambia anche il modo di difendere, avendo un difensore in meno, ma stiamo lavorando soprattutto sui principi di gioco, che restano validi indipendentemente dal modulo e dagli interpreti.»
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