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Palermo, Mirri e la polemica sui cimeli all’asta: “Tanta amarezza. Coppa Italia Serie C come Coppa Campioni”

Palermo, Mirri e la polemica sui cimeli all’asta: “Tanta amarezza. Coppa Italia Serie C come Coppa Campioni”

La polemica sui cimeli del Palermo e la risposta del presidente Mirri

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Il presidente del Palermo, Dario Mirri, nel corso dell'incontro con i soci dell'azionariato popolare ''Amici Rosanero" si è soffermato sulla polemica scaturita dalla scelta di non partecipare all'asta fallimentare per i cimeli del Palermo. Nei prossimi giorni aprirà il Museo del Palermo dove non ci sarà la Coppa Italia di Serie C.

"Mancato acquisto dei cimeli? C'è tanto dispiacere e amarezza (per le polemiche, ndr) - dice Mirri - non abbiamo partecipato all'asta per tanti motivi. Il primo motivo è perché il museo del Palermo nasce con uno spirito diverso che abbiamo fondato sulla basa della partecipazione dei tifosi. Tutto quello che c'è dentro riporta una targhetta che riporta il nome del donatore. La storia del Palermo non è fatta di coppe campioni, abbiamo un'altra storia, fatta di appartenenza, storia e passioni, e secondo me l'elemento cruciale era quello della partecipazione popolare. Se avessimo partecipato, chi ha donato i propri cimeli si sarebbe lamentato per aver speso questi soldi per il lotto".

"In questo lotto che è stato venduto credo a 39.000 euro c'erano due trofei tra i quali la Coppa Italia di Serie C, poi tanti oggetti, foto et similia, che abbiamo già. Maglie che già avevamo, foto che abbiamo a centinaia. Quindi abbiamo fatto una valutazione in termini di valore. Per 40 mila euro ha senso sostenere un investimento per oggetti che in sostanza già abbiamo? Cosa ci avrebbero detto i tifosi che ci avevano donato le maglie per il museo? Ma qualunque decisione sarebbe sfociata in una polemica. Qualcuno ci avrebbe potuto obiettare che al posto di spendere questi soldi per questi trofei li avremmo potuti spendere per comprare dei giocatori. In ogni caso qualcuno si sarebbe lamentato. Ci avrebbero detto di aver comprato la Coppa del nonno" ha detto ironicamente il presidente Mirri.

"Io questa coppa (la Coppa Italia di Serie C, ndr) non l'ho mai vista in tutti questi anni - spiega il patron - Stiamo parlando di una cosa che nessuno di noi ha mai visto. Abbiamo vissuto 50 anni senza aver visto la Coppa Italia di Serie C, mentre ora è diventata la cosa più importante del mondo. Che la società decida di investire soldi, costruisca un museo facendo partecipare decine e centinaia di tifosi con donazioni, questo viene dato da tutti per scontato, mentre un trofeo che nessuno di noi ha mai visto e ne ha potuto godere, chiuso per anni in un armadio dello stadio è diventato oggetto di polemiche". 

"Non è che parliamo della Coppa dei Campioni, da buon padre di famiglia - spiega Mirri - bisognava fare una valutazione di merito, ma a tutta questa gente che oggi chiede la Coppa, gliene è mai fregato niente della Coppa Italia di Serie C? Secondo me no. Nessuno mi è mai occupato di vedere questa coppa. In cinquant'anni cosa è stato fatto per vedere questa unica coppa che abbiamo vinto? Niente".

"Il lotto dell'asta fallimentare se l'è aggiudicata un avvocato (Massimo Costa, ndr) che ho letto che aprirà 20 mila metri quadri di museo, il museo dello sport, da settembre, quindi una cosa imponente e importante - racconta Mirri - Ha detto che sarà gratuito. Quindi ha speso 40 mila euro per poi fare una cosa gratuitamente. Un filantropo, bellissimo, molto più tifoso di me. Attendo con ansia. Alla fine questo dispiacere che abbiamo subito per cinquant'anni per una coppa di cui nessuno ha mai parlato e di cui ora abbiamo tutti voglia di vedere, troverà una soluzione: la vedremo al museo dello sport dopo che è stata per tanti anni in un armadio, sarà dunque visibile ai tifosi. Come quando tu vai a vedere un Van Gogh in un museo, mica i quadri importanti stanno in un solo museo".

"Nel Museo del Palermo - afferma il Presidente - troverete tante cose, la Coppa Italia di Serie C la troverete in un altro museo quindi non sarà invisibile e sarà grazie a Massimo Costa che la potremo vedere. Gli abbiamo chiesto se in attesa dell'apertura del suo museo desidera metterla in mostra nel museo del Palermo, peraltro si dice che questa non sia la coppa originale, ma una copia".

"Ho letto tante cose - dice Mirri - in merito a questa Coppa Italia: il nostro capitano Favo, De Sensi, Cecconi che hanno dichiarato che l'avrebbero comprata loro se avessero saputo... ma allora perché non l'hanno comprata loro? Perché non la compravano i nostri campioni? Su questa vicenda dei cimeli soltanto alcuni amici sanno come la penso perché non lo posso dire, ho una convinzione mia, ma penso che la storia non finisca qui, sono sicuro che ci sarà ancora da discutere, come si suol dire il cavallo si vede alla fine della corsa".

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