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Palermo, Massolo studia da numero 1: vita da dodicesimo, caratura da primo portiere

Palermo, Massolo studia da numero 1: vita da dodicesimo, caratura da primo portiere

Samuele Massolo si è distinto positivamente nel match di Coppa Italia in cui il Palermo di Giacomo Filippi ha perso di misura contro il Catanzaro di Antonio Calabro, rimediando l'eliminazione dalla nota competizione

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A cura di Nicolò Cilluffo

Vita da dodici. Non un numero di maglia qualsiasi, uno di quelli con cui, volente o nolente, devi saper convivere.

Il ruolo del portiere è uno dei più delicati nel mondo del calcio. Un errore pesa il doppio, la concentrazione è il fulcro del proprio mestiere. Restare dentro la partita per novanta minuti e oltre, vivendo intensamente ogni singola sfaccettatura alle spalle dei propri compagni. Uomo più arretrato dell'undici e per questo baluardo imprescindibile a difesa di sogni ed obiettivi di un club. Reattività e prontezza di scelta come capi saldi del proprio modus operandi. Responsabilità come parola d'ordine, leadership e carisma come imprescindibili ingredienti della ricettacustodita con cura per anni dalla nonna.

L'adrenalina accumulata in seno al proprio ego dal calcio d'inizio al triplice fischio, inspiegabile sensazione impossibile da decifrare per chi è abituato a depositare, meramente, la palla in rete. Vedere il calcio da un altro punto di vista, diverso ma non per questo meno affascinante ed intrigante rispetto al canonico.

La vita del secondo portiere è complicata, a tratti calcisticamente straziante. Restare a guardare da fuori il proprio collega sfoderare interventi decisivi senza poter, spesso, avere la possibilità di dimostrare il proprio valore sul campo. Farsi trovare pronto ove ve ne possa esser il bisogno, a gara in corso o per mero turnover. Scalare le gerarchie in silenzio, rispondendo dentro al rettangolo verde a critiche mosse alla cieca da ogni sorta di strampalato pulpito.

Samuele Massolo è sbarcato in Sicilia nell'appena trascorsa sessione di calciomercato estiva. Cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria, il classe '96 è approdato al Palermo dalla Fermana, club con il quale nella scorsa stagione agonistica aveva racimolato due presenze nel Girone B di Serie C. Diverse esperienze in giro per lo Stivale con la miglior annata a livello personale vissuta tra le file della Virtus Entella nella stagione 2018-2019. Ben quindici le presenze racimolate da Massolo proprio alla corte del binomio Boscaglia-Filippi. Primo posto nel Girone A di Serie C, 1.317' minuti giocati e ben sei clean sheet. L'attuale allenatore del Palermo conosce, pertanto, molto bene l'ex portiere anche della Sambenedettese.

Quest'anno, due presenze per il dodici rosanero in Coppa Italia Serie C e il ballottaggio con Alberto Pelagotti, vinto fin qui da quest'ultimo per i match di campionato, a sancire una sana rivalità tra i due. Nell'ultima uscita della compagine siciliana, l'estremo difensore originario di La Spezia ha ben figurato dimostrando affidabilità e dando sicurezza all'intero pacchetto difensivo rosanero. Massolo si è dovuto arrendere alla prodezza balistica dell'attaccante del Catanzaro, Davis Curiale, ma ha dimostrato spessore e caratura idonea alla categoria.

Spiccata lettura delle situazioni di gioco e senso della posizione. Coraggio e ottima propensione a fare propria la sfera tirando fuori i guantoni in condizioni non particolarmente agevoli nel caos dell'area di rigore. Riflessi degni di nota, come testimoniato da un paio di buoni interventi in occasione della sconfitta contro il Catanzaro di Calabro.

"Io cerco di dare il meglio per mettere in difficoltà il mister e se capiterà di essere chiamato in causa cercherò di aiutare i miei compagni. Obiettivo? Per me è già un grande onore giocare nel Palermo perché è una grande piazza. Voglio mettere in difficoltà il mister - afferma il numero dodici rosanero - nel caso dovessi giocare in campionato. Il torneo è lungo e una squadra che punta al vertice deve poter puntare su tutti i calciatori della rosa", ha dichiarato Massolo in conferenza stampa a margine dell'eliminazione dei rosa in Coppa Italia, sottolineando l'importanza del gruppo a discapito dei singoli elementi dell'organico a disposizione di Filippi.

"Non è facilissimo farsi trovare pronto quando giochi poco, per un calciatore di movimento è una cosa per un estremo difensore è diverso. Ci stiamo allenando bene e quindi l'allenamento ti dà una grossa mano, anche se giocare è chiaramente un'altra cosa", così Massolo ha chiosato il proprio intervento in mixed zone a dimostrazione di quanto possa essere complicato per un secondo portiere calarsi nella parte con il giusto spirito dopo aver visto il campo solamente in allenamento.

Chissà che la prestazione offerta dal portiere classe '96 in quel di Catanzaro non possa far sorgere dubbi nella testa dell'allenatore del Palermo, Giacomo Filippi, circa la possibilità di far ritagliare spazio a Samuele Massolo, anche, in campionato.