Palermo, la parabola di Aziz Toure: la Diciotti, la famiglia a Balestrate ed il gol al Catania. La favola del talento ivoriano

La parabola di Aziz Toure Kader: una storia che merita di essere raccontata

Palermo

Di Nicolò Cilluffo.

La parabola ascendente, umana e professionale, di Aziz Toure Kader.

Il talentuoso centrocampista ivoriano costituisce uno dei tasselli più preziosi del mosaico di Antonello Capodicasa, attuale tecnico dell’Under 19 rosanero.

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Stop in drop, destro secco e palla sotto al sette: questo lo splendido gol realizzato da Aziz con la maglia della Primavera del Palermo nel derby contro il Catania. Rete di pregevolissima fattura e dal notevole peso specifico che ha sancito il momentaneo due a zero in favore della formazione rosanero.

Il gol più bello siglato da Aziz da quando è in Italia, dal sapore particolare, dal senso intimo e profondo.

Lui, che si sente a tutti gli effetti un palermitano acquisito, ha imparato a percepire ed interiorizzare palpiti, storia ed emozioni del Derby di Sicilia per antonomasia. Contesa calcistica intrisa di passione, orgoglio e campanile, fin da quel lontano giorno di Natale del 1935 in cui si giocò il primo incontro ufficiale tra le due compagini, con annessa vittoria della franchigia etnea.

Aziz è, per vocazione naturale e caratteristiche tecniche, un centrocampista di qualità, ma il ruolo che predilige interpretare, curiosamente, è quello di esterno basso sul versante destro. Ragion per cui, se il talento ivoriano dovesse scegliere un calciatore al quale ispirarsi del Palermo guidato da Giacomo Filippi, opterebbe senza dubbio per Alberto Almici, giocatore per statura complessiva e background in carriera di categoria superiore, in virtù delle duecentoquindici presenze collezionate in Serie B. Il classe 02, grazie alla sua umiltà ed al suo innato spirito di sacrificio, ha ricoperto anche altri ruoli in passato tra cui il difensore centrale ed è proprio per questo motivo che il suo idolo è il capitano del Real Madrid, Sergio Ramos, appellativo calcisticamente prestigioso con cui ama anche farsi chiamare dagli amici.

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Le prime pagine della sua storia vengono però scritte tempo prima ed in luoghi molto lontani dall’attuale quotidianità vissuta dal giovane e promettente centrocampista classe 2002. La sua è una storia particolare, degna di nota sotto il profilo umano e decisamente esemplificativa.

Aziz nasce in Costa d’Avorio il 4 dicembre 2002. Alla giovane età di quindici anni decide di fuggire da un paese dilaniato dalla guerra civile ed impoverito dai saccheggi e dalle lotte intestine per il controllo della produzione di cacao. Le prime tappe del suo percorso sono state il Niger e la Libia, Paese da cui decise di iniziare il proprio viaggio della speranza tra le acque del mar Mediterraneo. A giugno del 2017 Aziz fu soccorso dall’imbarcazione della Guardia Costiera Diciotti, la nave militare divenuta simbolo del fenomeno migratorio, al largo di Catania. La sua destinazione originaria sarebbe dovuta essere la Francia ma è proprio nella cittadina etnea che è iniziata la nuova vita dell’attuale calciatore del Palermo.

Aziz venne così ospitato da una comunità, ma le condizioni generali di vita non erano comprensibilmente ideali. Nel frattempo, il ragazzo ha la fortuna di conoscere un noto imprenditore e dirigente calcistico di nome Luigi Calagna, oggi chiamato affettuosamente papà dal classe 2002.

Tra i due si instaura un rapporto umano subito speciale ed Aziz che di cognome fa Toure, come il celebre Yaya, viene trasferito in una comunità più vicina a Balestrate, paese d’origine dell’uomo che ha preso a cuore la sua causa. Il legame affettivo di matrice paterna con il ragazzo, allora quindicenne, cresce a dismisura ed è così che le strade dei due si incrociarono definitivamente: Calagna chiede di poter prendere in affido l’attuale calciatore del Palermo dopo una breve esperienza di quest’ultimo in una terza comunità a TrappetoToure iniziò così ad assaporare una quotidianità speciale scaldandosi al calore di un’armoniosa dimensione familiare. Amore, solidarietà, complicità, fiducia: una favola che diventa realtà grazie anche alle due splendide figlie del dirigente calcistico. Oggi sorelle, inseparabili e felici, del gioiello della cantera rosanero. Entrambe parte preziosa ed integrante della vita del giovane Aziz.

Toure ha sempre sentito scorrere il calcio nelle sue vene ed è per questo che voleva raggiungere la Francia con l’obiettivo di disputare un torneo giovanile indicato da un procuratore che l’aveva visto palleggiare nei campi del suo paese natale. La vita però riserva continuamente sentieri inattesi e sorprendenti: ed è per questo che, alla fine, il giovane talento ivoriano è subito approdato nel calcio italiano. Dopo un lungo iter burocratico, con la maglia del Balestrate nel campionato di Promozione, conquistando così anche una convocazione con la rappresentativa regionale siciliana.

Inizia così la carriera calcistica del promettente prospetto adesso alla corte di Capodicasa. Con la maglia del Balestrate Aziz dimostra subito grandi doti tecniche e spicca per la sua duttilità in mezzo al campo. L’approdo in un club più blasonato sembra essere una mera conseguenza di qualità e continuità di rendimento sciorinate dal calciatore rosanero, ma il primo provino disputato per l’Entella non va a buon fine. Mollare, però, è un verbo che non trova luogo nel vocabolario di Toure, capace di superare ostacoli di ben altra levatura sul campo e nella vita. Il ragazzo approda così alla Ternana trascinando, con i suoi numerosi gol, la compagine umbra in vetta alla classifica del campionato Beretti. Il 23 Ottobre 2019 anche la prima convocazione in prima squadra per Aziz in occasione del match contro l’Avellino.

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La vita di Toure prende ancora un’altra direzione quando, a causa del primo lockdown per il Covid-19, fu costretto a restare in quel di Balestrate con la sua famiglia adottiva. Per le stringenti misure restrittive fu, pertanto, impossibile tornare a Terni per continuare a disputare il campionato di Beretti, stoppato poi definitivamente.

L’intesa definita con il Palermo segna una tappa fondamentale del viaggio intrapreso da Aziz nel lontano 2017.

L’emozione di vestire la maglia rosanero non ha prezzo ed una delle sue più grandi aspirazioni è quella di aver la possibilità di dimostrare il suo valore nel calcio dei grandi, magari trascinando un domani anche la formazione, attualmente allenata da Giacomo Filippi, in Serie A. L’eccezionale rete siglata da Toure contro il Catania è la dimostrazione di un percorso che è incanalato nella giusta direzione ma, in realtà, il gol più bello Aziz lo confeziona con cura e lo mette a segno quotidianamente. Il sorriso e l’umiltà con cui il ragazzo ama mettersi sempre in discussione ed affrontare ogni sfida. Testa alta, cuore tronfio di amore ed orgoglio, per cavalcare l’onda delle difficoltà che la vita l’ha costretto ad affrontare, superando la burrasca e viaggiando spedito verso un porto culla di gioia e serenità. Forza, coraggio e speranza, per diradare le nubi e schiudersi un orizzonte fulgido e radioso. La favola di Aziz è la scia da seguire per realizzare sogno che ognuno di noi insegue ogni giorno.

 

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