Le parole del tecnico dei siciliani in conferenza stampa.
VIDEO Roberto Baggio palleggia con il pallone del Mondiale: il video fa emozionare i tifosi
Filippo Inzaghi, è intervenuto in conferenza stampa al termine dell'amichevole disputata in Val Gardena, analizzando i primi giorni di ritiro, il nuovo sistema di gioco, gli obiettivi stagionali e lo stato di forma della squadra.
Cinque giorni di preparazione alle spalle, il calciomercato è ancora aperto e l'avversario era di categoria inferiore. Da cosa riparte il Palermo?
«Sono molto contento che sia ricominciata la stagione. Vedo grande carica, grande positività e un gruppo che lavora molto bene: queste sono le cose più importanti. Siamo molto fiduciosi. La squadra si è presentata bene, ma non avevo dubbi. I test hanno confermato che i ragazzi hanno lavorato durante le vacanze, si sono riposati e poi si sono allenati nel modo giusto. Abbiamo una grande occasione davanti a noi. Ci aspetta un campionato complicato, come tutti quelli di Serie B, ma ci sentiamo forti e dobbiamo proseguire su questa strada, cercando di migliorare quanto fatto nella scorsa stagione.»
Al di là del risultato, cosa cerca in queste prime amichevoli dal punto di vista fisico, atletico e tattico?
«In questa fase mi interessa soprattutto che non si faccia male nessuno. È la cosa più importante, perché ci aspettano amichevoli molto impegnative. In questi giorni lavoreremo tanto e, per questo motivo, il risultato conta poco. Mi interessa vedere impegno, buone giocate e quello che ho visto oggi. Abbiamo realizzato dei bei gol e sappiamo dove dobbiamo migliorare. L'obiettivo è crescere, sia fisicamente sia tecnicamente, per arrivare pronti alla prima gara ufficiale di Coppa Italia.»
Ha deciso di cambiare sistema di gioco passando al 4-2-3-1. Perché questa scelta?
«A me non piace parlare troppo di sistemi di gioco. Non credo esista un modulo vincente in assoluto: bisogna trovare il vestito giusto per la squadra. Già due mesi prima della fine della scorsa stagione avevo pensato a questa soluzione, ma l'infortunio di Johnsen mi spinse a non cambiare, perché stavamo ottenendo ottimi risultati. Quest'anno partiremo con la difesa a quattro, poi vedremo se giocheremo con due o tre centrocampisti. Il calcio moderno è in continua evoluzione e contano soprattutto gli interpreti. Abbiamo giocatori come Palumbo ed Hernani che permettono diverse soluzioni. Credo che Johnsen, in questo ruolo, possa esprimersi al meglio. Mi aspetto da lui sette, otto o anche dieci gol, perché ha le qualità per fare la differenza in Serie B. Vogliamo aggiungere qualcosa di diverso senza dimenticare quanto di buono abbiamo costruito lo scorso anno.»
L'anno scorso parlava della promozione come di un sogno. Oggi cosa rappresenta?
«Abbiamo un grande debito nei confronti della società e dei nostri tifosi. All'inizio della scorsa stagione eravamo lontani dalle loro aspettative, poi, partita dopo partita, ci siamo avvicinati sempre di più. Adesso dobbiamo completare l'opera. Non voglio fare proclami: desidero soltanto che a fine stagione tifosi e società siano orgogliosi di questa squadra. È questo il mio obiettivo.»
© RIPRODUZIONE RISERVATA