Le parole di Inzaghi in conferenza stampa.
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Il tecnico del Palermo, Filippo Inzaghi, è intervenuto in conferenza stampa al termine della sfida amichevole. vinta 8-0, contro il Gherdeina:
C'è chi sostiene che la Serie B sia ormai il campionato degli italiani. È d'accordo?
«Abbiamo tanti giocatori italiani, molti dei quali giovani e di qualità. Mi auguro che possa essere il loro campionato, ma soprattutto spero che sia il campionato del Palermo. Ci sono tante squadre forti, ma noi vogliamo essere all'altezza. Non ci nascondiamo: abbiamo un grande obiettivo e sappiamo che per raggiungerlo serviranno sacrificio e tanto lavoro.»
Nel 2006 ha segnato nella finale del Mondiale. Oggi come vede il calcio internazionale e chi considera favorito?
«Abbiamo visto una grande partita. Prima del match molti indicavano la Francia come favorita, ma ancora una volta si è visto quanto conti il collettivo. Secondo me i migliori in campo sono stati i due terzini della Spagna, Pedro Porro e Cucurella. Puoi avere grandi individualità, ma senza spirito di squadra è difficile vincere. È quello che vogliamo costruire anche noi.»
Che giudizio dà dell'amichevole e dell'organizzazione del ritiro?
«Molto positivo. Ringraziamo tutti per l'accoglienza. È stato un buon test. Eravamo un po' preoccupati per la pioggia, ma il campo era in ottime condizioni. Stiamo svolgendo il ritiro in un posto fantastico e dobbiamo ringraziare la società per averci messo a disposizione una struttura di questo livello. Anche i ragazzi sono stati molto bravi e credo che il pubblico si sia divertito.»
Che rapporto ha con la montagna e cosa avrebbe fatto se non fosse diventato un calciatore?
«Qui in Val Gardena si sta benissimo e sono contento che la società abbia scelto questa sede per il ritiro. Si respira un'aria fantastica e ci si può allenare con grande intensità. Ho sempre avuto un bellissimo rapporto con la montagna: fin da bambino trascorrevo molto tempo con i miei genitori tra passeggiate, funghi e pesca. Se non fossi entrato nel mondo del calcio? È una bella domanda. La verità è che fin da quando ero bambino ho sempre pensato che questo fosse il mio mondo. Dopo oltre cinquant'anni ne faccio ancora parte e mi considero una persona molto fortunata.»
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