Le parole dell'attaccante.

È il giorno della presentazione ufficiale di Alessandro Gabrielloni, nuovo attaccante del Palermo arrivato dal Como. Il centravanti ha parlato in conferenza stampa del suo impatto con la nuova realtà rosanero, dell'esordio contro l'Arezzo e della titolarità in Coppa Italia contro il Mantova. Gabrielloni ha inoltre raccontato le sue ambizioni personali e quelle della squadra, senza nascondere la voglia di mettersi a disposizione di Filippo Inzaghi.

Che impatto hai avuto con la squadra? Hai esordito con la maglia del Palermo ad Arezzo da subentrato e poi sei stato titolare in Coppa Italia contro il Mantova. Che emozioni e sensazioni hai provato? A livello personale, quali saranno i tuoi obiettivi in una stagione nella quale non sarà facilissimo trovare spazio, avendo davanti un bomber come Pohjanpalo? C'è tanta voglia di dimostrare e di metterti al servizio della squadra?

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"Ciao a tutti. L'impatto è stato positivo, mi ha aiutato il fatto di conoscere buona parte della rosa, di avere degli ex compagni qui, quindi mi sono subito integrato bene nella squadra. Sono arrivato a Roma e, con neanche un allenamento, sono entrato ad Arezzo e ho cercato di dare il mio contributo. Sono felice di essere qui. L'impatto con lo stadio è stato molto bello: avere più di 20.000 persone in una partita di Coppa Italia è quasi unico in Italia. La squadra sta andando bene, stiamo vincendo, c'è entusiasmo, quindi dobbiamo essere bravi ad alimentare questo entusiasmo.

Sono venuto qui con molto entusiasmo, so che non sarà facile giocare, però penso di poter dare una grande mano. Ho molta esperienza, so come si vincono i campionati, so che l'anno è lungo e ci sarà spazio per tutti. Per me non è un problema, l'importante è dare una mano alla squadra».

Hai parlato dei tuoi ex compagni. Con Cassandro, Barba e Strefezza hai avuto un'esperienza comune: cosa ti hanno detto loro?

"Nelle ultime due settimane mi scrivevano tutti i giorni perché c'era questa possibilità. Il mister mi voleva fortemente, me lo ha fatto capire in queste due settimane. Mi sono sentito voluto sia dal mister che dal direttore e sono felice. Quando sono arrivato mi hanno accolto benissimo.

Sappiamo qual è il nostro obiettivo, sappiamo che sarà difficile e che sarà lunga, però ieri abbiamo dimostrato, anche con i compagni che avevano giocato di meno, di essere un gruppo compatto. Quasi tutti possono essere titolari, siamo molto fiduciosi».

Il Como l'ha definita uno dei simboli della sua rinascita. Prima del prestito alla Juve Stabia ha rinnovato il contratto fino al 2028: cosa rappresenta per te questa nuova avventura a Palermo?

"Sono sempre grato al Como. Ho vissuto gli anni più belli della mia carriera, mi ha permesso di giocare in Serie A, di fare tutta la scalata, di vincere i campionati. Ho dei ricordi bellissimi e sono ancora legato al Como.

Sono venuto qua con tanta voglia di giocare, di essere utile, di vivere emozioni nuove e penso che una piazza come Palermo me le possa dare. Sono molto soddisfatto di essere qui».

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