Le parole del capitano dei rosanero.

- Palermo
Al Mubarak

VIDEO Palermo, parla il presidente del Manchester City: "Dobbiamo andare in Serie A"

Il capitano del Palermo, Mattia Bani, nella mattinata odierna è intervenuto in conferenza stampa in ritiro:

Il supporto straordinario, direi clamoroso, del popolo rosanero nella scorsa stagione, il fatto che il Palermo partecipi per il quinto anno consecutivo alla Serie B e i progetti della proprietà fanno pensare che questa sia una squadra obbligata a vincere. Né io né te, seduti qui, possiamo dire "abbiamo vinto il campionato"; è giusto invece dire "vogliamo vincerlo". Che considerazioni fai?

«Sicuramente il fatto di avere una proprietà così importante e un sostegno altrettanto importante da parte del nostro pubblico crea delle aspettative, come è giusto che sia per una squadra come il Palermo. Ne siamo consapevoli e vogliamo disputare un campionato di alto livello, cercando di migliorare quanto fatto lo scorso anno, perché evidentemente non è bastato, come dimostrano i fatti. Sappiamo bene quali sono i nostri obiettivi e quelli della nostra gente. Siamo pronti, daremo tutto e siamo convinti del percorso che stiamo intraprendendo.»

Conferenza stampa

L'anno scorso, alla prima conferenza, ti chiesi: "Ma che ci fai in questa categoria?". Il campionato ha poi dimostrato che, con il tuo rendimento, sei stato un pilastro. Le statistiche raccontano anche che, quando sei mancato, la squadra ha avuto difficoltà.

«Secondo me è anche una questione di circostanze. Forse non sono stato particolarmente fortunato. A Castellammare e a Monza, ad esempio, ero in campo e abbiamo perso lo stesso. Faccio parte di un gruppo che lavora ogni giorno. Da me, essendo tra i più esperti, è normale che ci si aspetti qualcosa in più dal punto di vista della leadership e dell'esperienza. Se questo può aiutare, tanto meglio. Ma sono convinto che questa sia una squadra con tanti giocatori di esperienza e con un passato importante. Dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità per raggiungere grandi risultati.»

Ieri avete provato la difesa a quattro. Come ti trovi in questo sistema di gioco e quali differenze ci sono rispetto alla difesa a tre?

«Personalmente mi trovo bene. Non ho problemi a giocare sia in una difesa a quattro sia in una difesa a tre, perché nella mia carriera ho alternato spesso entrambi i sistemi. Mi piacciono tutti e due: sono modi diversi di interpretare la fase difensiva. Approfondiremo con il mister quello che ci chiederà nel dettaglio. La difesa a tre la conosciamo bene, ma il modulo lascia il tempo che trova: conta soprattutto l'aggressività della squadra, il lavoro degli attaccanti nel primo pressing e la nostra capacità di tenere alta la linea per accorciare gli spazi. È un lavoro collettivo. Abbiamo tanto tempo per lavorare e sono convinto che avere più soluzioni tattiche rappresenti soltanto un vantaggio.»

Nella prima partitella eri al fianco di Magnani. La scorsa stagione è stata molto complicata per lui, per i motivi che conosciamo. Come lo hai ritrovato e pensi possa essere protagonista nella prossima stagione?

«Magnani ha vissuto un'annata particolare. Siamo tutti contenti e ci auguriamo che il peggio sia ormai passato e che lui e la sua famiglia stiano bene: questa è la cosa più importante. Dal punto di vista calcistico sono sicuro che sarà una risorsa fondamentale, perché è un giocatore forte, un ragazzo eccezionale per il gruppo e di grande personalità. Sono convinto che si farà trovare pronto, come ha sempre fatto.»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti