Le parole del capitano dei rosanero.
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Il capitano del Palermo, Mattia Bani, è intervenuto a il Giornale di Sicilia:
Qual è la responsabilità in più che dà l’avere la fascia di capitano?
«Ognuno la affronta a modo suo. Io sono uno che odia i gesti molto eclatanti. Sono sempre stato contro e mi piace parlare poco. Cerco sempre di far valere quelli che sono i miei comportamenti, portare in settimana l’impegno al massimo e cercare di aiutare i ragazzi più giovani con l’esperienza che ho maturato negli anni».
Quest’anno non c’è solo Pohjanpalo: tra i giocatori d’attacco chi l’ha sorpresa di più?
«Joel non ha bisogno di presentazioni. Vavassori è un ragazzo molto interessante, sta facendo grandi cose. Mi auguro che continui così, deve lavorare e mantenere la testa bassa. Ha qualità importanti, ma ha tantissimo margine di miglioramento. Johnsen penso che a livello di numeri finalmente stia dimostrando quali sono i suoi colpi. Poi ci sono anche Palumbo, Strefezza e Gabrielloni, che è uno che ci darà una grandissima mano, perché è un combattivo davanti. Un giocatore che sicuramente ci farà fare un salto importante è Hernani, perché lo conosco, ci ho giocato insieme, è un giocatore che ha grandissima qualità».
Inzaghi ha puntato sul 4-2-3-1. Cosa è cambiato dal punto di vista difensivo?
«Abbiamo un difensore e un centrocampista in meno. Al di là del fatto che poi la fase difensiva ormai si fa in undici, abbiamo dei terzini che sono predisposti ad andare anche in fase offensiva, per volere dell’allenatore e per caratteristiche. Dobbiamo essere bravi a mantenere un equilibrio tale che ci permette di avere una capacità realizzativa importante davanti, ma subire sempre il meno possibile».
Il modo di vivere le partite di Inzaghi lo conoscono un po’ tutti. Cosa vi trasmette durante le gare?
«È uno di impeto, che ha sempre vissuto le partite con grande passione, e allo stesso modo lo fa da allenatore. Ci trasmette quella voglia di fare qualcosa di importante, di ottenere un risultato importante, di mantenere un livello alto, soprattutto a livello mentale. Penso che questo aspetto sia quello dove bisogna battere di più il chiodo, perché fa tutta la differenza».
Che partita si aspetta a Empoli? In questo mese avete tre trasferte e una sola gara in casa…
«Sabato sarà difficile, perché loro hanno anche cambiato allenatore. Quando avviene, c’è sempre una ventata d’aria fresca e cerchi sempre di dimostrare subito che farai grandi cose. Giochiamo in casa loro, non sarà sicuramente facile, ma come non è facile nessuna partita. Siamo abituati a pensare di partita in partita. Ci sarà bisogno dell’aiuto di tutti, abbiamo per fortuna una rosa ampia con valori, sono convinto che ci faremo trovare pronti».
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