Il Palermo FC consegna il piano aggiornato: 38.152 posti, cantiere di 32 mesi senza lasciare il Barbera. Nel PEF anche le ipotesi sui futuri prezzi.
Un nuovo passaggio sostanziale nel percorso per la riqualificazione dello stadio Renzo Barbera. Il Palermo FC ha trasmesso al Comune il Piano Economico-Finanziario aggiornato e asseverato, insieme alla documentazione richiesta dall’emendamento 26 approvato dal Consiglio comunale il 31 luglio.
La PEC è partita il 23 settembre 2026 ed è firmata dall’amministratore delegato Giovanni Gardini. Il club precisa di avere consegnato il PEF “aggiornato in tutte le sue componenti” e i documenti dalla lettera “b” alla “i” previsti dall’emendamento.
È esattamente il passaggio che mancava dopo il voto del Consiglio comunale e dopo il confronto estivo sulla convenzione. Mediagol.it aveva già ricostruito sia il via libera dell’Aula, subordinato alla presentazione del nuovo PEF, sia i nodi emersi nelle settimane precedenti sul testo della convenzione.
COMUNE IN MOTO
La risposta dell’amministrazione è stata immediata. Il Capo di Gabinetto Sergio Pollicita ha trasmesso la documentazione al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, al segretario generale, al ragioniere generale, al RUP e all’Area Patrimonio.La presidenza del Consiglio è stata inoltre invitata a rendere gli atti accessibili ai consiglieri.
Nella nota istituzionale viene spiegato anche il passaggio successivo: gli uffici competenti devono esaminare immediatamente la documentazione per predisporre il nuovo atto deliberativo da sottoporre prima alla Giunta e successivamente al Consiglio comunale.
Non siamo dunque ancora alla firma della convenzione novantennale. Ma il Palermo ha consegnato il principale documento necessario per riaprire formalmente l’istruttoria.
PIANO DA 382 MILIONI
Il numero principale del nuovo PEF è 382,1 milioni di euro. È il fabbisogno finanziario complessivo considerato durante la fase di costruzione.Di questi, 330 milioni riguardano gli investimenti iniziali per demolizioni, ricostruzioni e riqualificazione; la parte restante comprende oneri finanziari, interessi e fabbisogno IVA.
Il quadro tecnico dell’opera resta invece pari a circa 355,5 milioni IVA compresa. La differenza deriva dai diversi criteri utilizzati dal quadro economico e dal PEF, che incorpora anche elementi come l’inflazione prevista.
Rispetto al Piano di luglio, il fabbisogno complessivo scende leggermente: da circa 383 milioni a 382,1 milioni.
La vera variazione riguarda però il modo con cui l’investimento viene finanziato.
AZIONISTI A 257 MILIONI
Nel nuovo modello il finanziamento bancario senior passa da 85,2 a 89 milioni di euro, mentre l’apporto degli azionisti sale in maniera molto più significativa: da circa 191,7 a 257 milioni, con un incremento di oltre 65 milioni.A questo si aggiunge una linea bancaria IVA da 36,2 milioni.
Il motivo dell’aumento del capitale degli azionisti è indicato nella stessa documentazione: nel precedente PEF i 70 milioni di contributi pubblici erano considerati tra le fonti disponibili durante la costruzione. Nel nuovo Piano vengono invece prudenzialmente ipotizzati soltanto dopo il completamento dei lavori.
Per la modellizzazione finanziaria, infatti, i contributi vengono collocati nel secondo semestre del 2030. Il documento specifica però che si tratta esclusivamente di un’ipotesi e che modalità e tempi effettivi dell’erogazione devono ancora essere definiti.
È proprio questo differimento a imporre al progetto di prevedere durante i lavori maggiore capitale privato e un maggiore ricorso al credito. L’apporto degli azionisti arriva così a 257 milioni.
L’incremento dell’esposizione privata si inserisce in un percorso già segnato dalla scelta del club di farsi carico della quota da 30 milioni rimasta scoperta nella precedente configurazione finanziaria.
I FONDI PUBBLICI
Il PEF continua a prevedere 70 milioni di contributo pubblico diretto: 60 milioni della Regione Siciliana e 10 milioni del Comune di Palermo.A questi il Piano affianca due componenti definite di contribuzione pubblica indiretta: circa 9,8 milioni in valore attualizzato per la compensazione del canone e 4,5 milioni per le previste agevolazioni fiscali.
In termini nominali, la compensazione del canone arriva fino a 72 milioni nell’arco della concessione, mentre le agevolazioni tributarie considerate dal PEF valgono potenzialmente 27 milioni, pari a 300 mila euro l’anno.
Il documento quantifica quindi in 84,3 milioni di euro la contribuzione pubblica complessivamente considerata in termini finanziari attualizzati: 70 milioni diretti, 9,8 milioni per il canone e 4,5 milioni per le agevolazioni fiscali.
Sul fronte regionale, Mediagol.it aveva già approfondito le condizioni collegate ai 60 milioni stanziati dalla Regione Siciliana.
PEF ASSEVERATO
Il Piano datato 19 settembre è stato asseverato il 23 settembre da Hermes Asseverazioni, società incaricata dal Palermo FC. Per la predisposizione del PEF il club si è avvalso anche della consulenza di PwC, mentre nel progetto vengono richiamati Populous e Turner & Townsend.L’asseveratore afferma di avere verificato la coerenza dei dati quantitativi con le assunzioni formulate e la presenza, sul lungo periodo, di un sostanziale equilibrio economico e finanziario sull’orizzonte dei 90 anni.
C’è però una precisazione particolarmente importante. L’asseverazione viene resa presupponendo che la significativa quota di contribuzione pubblica prevista dal Piano trovi effettiva concretizzazione. Inoltre, Hermes chiarisce che i dati e la documentazione forniti dal Palermo FC non sono stati sottoposti dalla società asseveratrice a verifiche di congruità, che restano sotto la responsabilità del club.
La conclusione dell’asseveratore è comunque positiva sul piano della coerenza: dalla documentazione esaminata non sarebbero emersi elementi tali da far ritenere irragionevoli le ipotesi poste alla base del Piano.
EQUILIBRIO FINANZIARIO
Gli indicatori del nuovo PEF rimangono molto vicini a quelli di luglio.Il TIR di progetto sale dal 7,02% al 7,05%, mentre il WACC, cioè il costo medio ponderato del capitale utilizzato come riferimento, scende dal 7,01% al 6,95%. Il DSCR, indicatore della capacità dei flussi finanziari di sostenere il debito, rimane a 1,80x, superiore alle soglie di 1,20-1,30 richiamate nel documento come riferimento.
Il Palermo sostiene quindi nel nuovo Piano che l’equilibrio economico-finanziario resti preservato nonostante l’introduzione di nuovi costi assicurativi, fideiussori e alcune minori entrate.
TRE ANNI ALLO STADIO
Uno degli elementi più interessanti del PEF riguarda i tempi necessari per trasformare completamente il Renzo Barbera.Il Piano considera un periodo complessivo di tre anni e un mese tra la firma della concessione e l’apertura del nuovo impianto. All’interno di questo arco temporale, il cantiere vero e proprio viene stimato in due anni e otto mesi, quindi circa 32 mesi di lavori.
Nella modellizzazione economica, le attività di costruzione cominciano nel giugno 2027 e terminano nel gennaio 2030. Dal 1° febbraio 2030 lo stadio viene considerato completamente operativo.
Si tratta, però, di un cronoprogramma di Piano e non ancora del programma esecutivo definitivo del cantiere. La documentazione precisa che procedura di appalto, modalità di affidamento dei lavori e programma del futuro General Contractor devono essere ancora definiti. Le date potranno quindi essere verificate e, se necessario, aggiornate.
CANTIERE A FASI
La scelta progettuale più rilevante per i tifosi è però un’altra: il Piano non prevede che il Palermo debba abbandonare stabilmente il Renzo Barbera durante i lavori.L’intervento viene suddiviso in dieci fasi, procedendo progressivamente sulle differenti porzioni dello stadio. Dopo una prima fase preparatoria, il cronoprogramma interviene sulla Area West (Tribuna), sulla Area East (Gradinata), sulla Area South (Curva Sud) e sulla Area North (Curva Nord), per poi arrivare alle opere esterne e al completamento dell’intero impianto.
Il principio messo nero su bianco nel PEF è quello di mantenere, “per quanto compatibile con le condizioni di sicurezza e con i requisiti delle competizioni calcistiche di riferimento, una capienza operativa minima dell’impianto sempre garantita nelle diverse fasi di cantiere”.
Il cronoprogramma mostra quanto sarà complessa questa convivenza tra partite e lavori. Dai 36.282 posti presi a riferimento per l’attuale configurazione, la capacità potrà scendere in alcune fasi fino a circa 16.777 spettatori, per poi risalire progressivamente attraverso livelli intermedi di 27.000, 20.588 e 31.164 posti, fino ai 38.152 posti dello stadio completato.
Questo significa che il Palermo potrà continuare a giocare al Barbera, ma per una parte importante del cantiere non tutti i settori saranno disponibili contemporaneamente.
STADIO SEMPRE ATTIVO
Per consentire lo svolgimento delle partite mentre una parte dell’impianto sarà interessata da demolizioni e ricostruzioni, il progetto prevede anche specifiche temporary facilities.Sono strutture temporanee destinate, tra le altre funzioni, a ospitare spogliatoi, aree media e hospitality durante il periodo di costruzione.
La logica è quella di completare progressivamente una porzione dello stadio mentre le altre rimangono operative. Una volta terminato un settore, la capacità viene recuperata prima di intervenire sulle aree successive.
Il risultato è un cantiere particolarmente complesso, perché l’obiettivo non è soltanto ricostruire il Barbera, ma farlo continuando contemporaneamente a utilizzarlo come stadio del Palermo.
COSTI PER SETTORE
L’intervento economicamente più rilevante riguarda la Area West (Tribuna), con 146 milioni di euro e una durata stimata di venti mesi.Seguono Area South (Curva Sud) e Area North (Curva Nord), entrambe da 61,6 milioni, mentre la Area East (Gradinata, indicata tecnicamente nel progetto come Tribuna Monte Pellegrino) comporta un investimento da 37,6 milioni e dieci mesi di lavori.
A questi interventi si aggiungono 19,8 milioni per il rifacimento del museo, del club store, degli uffici amministrativi e per le strutture temporanee necessarie durante il cantiere, oltre a 3,4 milioni destinati al parcheggio.
La terminologia tecnica utilizzata nel PEF corrisponde quindi ai settori conosciuti dai tifosi in questo modo: West è la Tribuna, East è la Gradinata, North è la Curva Nord e South è la Curva Sud. La stessa documentazione descrive infatti l’impianto attuale come composto dalla Tribuna sul fronte ovest, dalla Tribuna Monte Pellegrino sul fronte est e dalle due curve Nord e Sud.
38.152 POSTI
A regime il nuovo stadio avrà 38.152 posti, cioè 1.870 in più rispetto alla configurazione attuale considerata dal PEF.Il progetto prevede una forte espansione delle aree hospitality e premium, con bunker suites, sky box, lounge, Club Gold, Silver, Bronze e Rosa Nero. Salgono inoltre fino a circa 204 le postazioni per spettatori con disabilità, con altrettanti posti destinati agli accompagnatori.
Il museo viene previsto su circa 632 metri quadrati, mentre store e megastore occuperanno complessivamente circa 313 metri quadrati.
30 MILA A PARTITA
Interessanti anche le ipotesi utilizzate dal Palermo per costruire il business plan.Il nuovo stadio viene considerato capace di produrre da solo un incremento dell’affluenza stimato in circa +51%, mentre l’eventuale partecipazione alla Serie A genererebbe, nelle ipotesi del Piano, un ulteriore aumento della domanda compreso tra il 30 e il 50% rispetto alla Serie B.
Il modello assume così una media di 30.418 spettatori a partita, pari a circa l’80% della capienza commercialmente vendibile.
Si tratta, naturalmente, di assunzioni economiche utilizzate per costruire il PEF, non di una previsione certa sull’affluenza futura.
PREZZI BIGLIETTI
Il Piano contiene anche le ipotesi di prezzo utilizzate per stimare i ricavi da ticketing del futuro impianto.Per avere un riferimento con la situazione attuale, Mediagol ha utilizzato il prezzo intero della partita Palermo-Padova del 19 settembre 2026, normale gara interna di Serie B: 24 euro nelle Curve, 32 in Gradinata Superiore, 38 in Gradinata Inferiore, 48 in Tribuna Laterale, 73 in Tribuna Centrale e 115 in Centralissima.
Il confronto percentuale può essere effettuato con sufficiente attendibilità soprattutto per Curve e Gradinata. La Area West, invece, pur corrispondendo geograficamente all’attuale Tribuna, viene completamente ridisegnata e suddivisa in categorie GA, premium e hospitality che non hanno una corrispondenza diretta con gli attuali settori.
| Settore | Prezzo attuale | Prezzo standard PEF | Differenza |
|---|---|---|---|
| Curva Sud | 24 € | 30 € | +25,0% |
| Curva Nord | 24 € | 35 € | +45,8% |
| Gradinata Superiore / GA East | 32 € | 46 € | +43,8% |
| Gradinata Inferiore / Premium GA East | 38 € | 60 € | +57,9% |
| Tribuna / Area West | da 48 € a 115 € | da 46 € alle fasce premium e hospitality | Non comparabile direttamente |
La corrispondenza tra le due fasce della Gradinata è necessariamente indicativa, perché il futuro settore East sarà organizzato in modo differente dall’attuale divisione tra Inferiore e Superiore. Nel PEF la GA East viene ipotizzata a 46 euro per una gara standard e la Premium GA East a 60 euro.
Per le partite indicate nel Piano come “Top 5”, i valori utilizzati nel modello salgono a 45 euro in Curva Sud, 53 in Curva Nord, 70 nella GA East e 90 nella Premium GA East.
Anche in questo caso è necessario distinguere tra ipotesi finanziaria e politica commerciale: non è il listino ufficiale del futuro stadio, ma il pricing inserito nel PEF per stimare i ricavi necessari alla sostenibilità dell’investimento.
STADIO 365 GIORNI
Un’altra parte molto significativa riguarda ciò che dovrà accadere quando non si gioca.Il modello economico punta su un Barbera utilizzato durante tutto l’anno: Club Store, museo e Stadium Tour, ristorazione, parcheggi, concerti, eventi corporate, naming rights e spazi pubblicitari.
Per la stagione 2030/31 vengono ipotizzati, tra gli altri, 2,6 milioni di ricavi dal Club Store, 300 mila euro dal museo, un milione dagli eventi non-matchday, 820 mila euro dai concerti, 2,5 milioni dai naming rights, 6,4 milioni dagli schermi LED e 900 mila euro da altre forme di visibilità.
Sono anche ipotizzati quattro concerti l’anno con 40 mila spettatori ciascuno e un museo da circa 20 mila visitatori annuali.
Numeri che raccontano il principio industriale alla base dell’operazione: il futuro impianto non viene considerato economicamente sostenibile soltanto attraverso le partite del Palermo.
NODO FISCALE
C’è infine un passaggio destinato a tornare nel confronto con il Comune.Il PEF considera 300 mila euro annui di riduzione degli oneri tributari comunali, per 27 milioni nominali nell’arco dei novant’anni e 4,5 milioni in valore attualizzato.
Nella documentazione trasmessa, il Palermo definisce l’esenzione parziale “necessaria ed indispensabile” per preservare l’equilibrio economico-finanziario dell’investimento.
Questo elemento sarà quindi uno dei punti che gli uffici dovranno esaminare nella nuova istruttoria, insieme alla convenzione coordinata, alla matrice dei rischi, alle garanzie e agli altri effetti prodotti dall’emendamento 26.
NUOVO PASSAGGIO
Il quadro, adesso, cambia rispetto ad agosto.Allora mancava il nuovo Piano richiesto dal Consiglio e le modifiche alla convenzione rimanevano sospese in attesa del completamento degli adempimenti. Oggi il Palermo FC ha consegnato il PEF aggiornato e asseverato e il Comune ha formalmente avviato il percorso per esaminarlo.
Questo non significa che la convenzione sia già efficace. Significa però che può iniziare la nuova istruttoria indicata dall’emendamento 26.
Gli uffici dovranno verificare numeri, documentazione e corrispondenza tra PEF e convenzione. Poi toccherà alla Giunta e infine, ancora una volta, al Consiglio comunale.
La partita sul Nuovo Stadio Palermo entra così in una fase nuova. E questa volta sul tavolo non ci sono soltanto rendering e intenzioni: ci sono 382,1 milioni di fabbisogno finanziario, un investimento iniziale da 330 milioni, 257 milioni di capitale degli azionisti, 32 mesi di cantiere da affrontare continuando a giocare al Barbera e un modello economico che anticipa anche il possibile costo dell’esperienza per il tifoso.
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