I gruppi di opposizione compatti difendono gli uffici e chiedono al sindaco atti concreti per salvare Euro 2032.
La nota con cui il Palermo FC ha prospettato lo stop al progetto del nuovo Renzo Barbera ha provocato una durissima reazione politica. I consiglieri comunali di Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Oso-Controcorrente, Progetto Civico Italia e Gruppo Misto hanno contestato la gestione dell’iter da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla, difendendo contemporaneamente l’autonomia del Ragioniere generale e del Segretario generale del Comune.
Il punto di partenza è la comunicazione con cui il club rosanero ha sostenuto che il testo predisposto dall’amministrazione abbia “stravolto radicalmente” la proposta precedentemente condivisa, prospettando, in assenza di un ritorno alla versione concordata, l’interruzione dell’iniziativa e la prosecuzione del rapporto sulla base dell’attuale concessione fino al dicembre 2032.
FATTO GRAVISSIMO
La presa di posizione dei consiglieri è stata immediata e senza sfumature.“La nota inviata oggi dal Palermo FC ai consiglieri comunali, prima ancora che il Consiglio abbia ricevuto formalmente la proposta di delibera, è un fatto gravissimo e senza precedenti”.
Secondo i firmatari, il contenuto della comunicazione del club ha certificato l’esistenza di una distanza profonda tra il testo sul quale si era sviluppato il confronto con il Palermo FC e quello predisposto nella fase conclusiva dell’istruttoria comunale.
Una frattura arrivata nel momento più delicato, mentre la corsa per portare la delibera in Consiglio comunale è entrata nelle ore decisive e la scadenza collegata alla candidatura di Palermo a Euro 2032 ha lasciato margini operativi sempre più ridotti.
“È una situazione che ci preoccupa profondamente, soprattutto perché arriva nel momento decisivo e quando il tempo a disposizione è ormai agli sgoccioli”.
DIFESA DEGLI UFFICI
Il fronte politico ha però voluto separare nettamente le responsabilità amministrative da quelle politiche. Il comunicato ha difeso il lavoro del Ragioniere generale e del Segretario generale, indicati dal Palermo FC come i soggetti dai quali sarebbero arrivate le modifiche contestate.“Il Ragioniere Generale e il Segretario Generale non sono e non possono diventare il bersaglio di questa vicenda. Difendiamo con fermezza la loro autonomia e la loro libertà di azione. Il loro compito è verificare gli atti, tutelare l’interesse pubblico, garantire la correttezza amministrativa e la sostenibilità giuridica ed economica delle scelte”.
Per i consiglieri, i vertici amministrativi hanno il dovere di verificare gli atti, tutelare l’interesse pubblico e garantire la correttezza giuridica ed economica delle scelte. Non sarebbe quindi accettabile attribuire agli uffici la responsabilità di un percorso che, secondo i firmatari, non sarebbe stato governato politicamente con la necessaria tempestività.
“Non è accettabile che chi svolge il proprio lavoro con rigore venga indicato come responsabile di una situazione che è il frutto di un percorso politico evidentemente non governato con la necessaria capacità e tempestività”.
“Non può essere la struttura amministrativa a pagare il prezzo di una gestione politica arrivata all’ultimo minuto senza aver costruito per tempo le condizioni necessarie per un accordo”.
L’ATTACCO A LAGALLA
Il bersaglio politico della nota è il sindaco Roberto Lagalla, al quale viene contestato di non avere costruito per tempo un punto di equilibrio tra il Comune, il club e gli uffici chiamati a esprimere i pareri sulla proposta.“La domanda che il sindaco dovrebbe porsi, e alla quale dovrebbe rispondere alla città, è un’altra: come è possibile essere arrivati al 28 luglio, a pochi giorni dalla scadenza del termine, senza avere ancora una proposta definita, istruita e condivisa tra tutti i soggetti coinvolti?”.
Secondo i consiglieri, la contestazione pubblica del Palermo FC dimostrerebbe che il necessario equilibrio tra le esigenze della società e le garanzie richieste dall’amministrazione non è stato individuato nei tempi utili.
“Se oggi il Palermo FC contesta pubblicamente il testo predisposto dal Comune e lo considera non sottoscrivibile, significa che il necessario punto di equilibrio tra le diverse esigenze non è stato trovato per tempo e che il Sindaco, sempre più chiuso al dialogo, non ha voluto e saputo aprire un confronto vero per il bene della città. E questa, lo ribadiamo, è una responsabilità politica”.
CONSIGLIO AL BIVIO
Il comunicato ha richiamato anche il ruolo del Consiglio comunale, che non potrebbe essere chiamato a pronunciarsi all’ultimo momento su un provvedimento non ancora formalmente ricevuto e sul quale Comune e Palermo FC hanno manifestato posizioni profondamente distanti.“E non può essere nemmeno il Consiglio comunale a essere messo davanti a un bivio all’ultimo secondo, chiamato a decidere su un atto che ancora non ha formalmente ricevuto e sul quale le parti sembrano oggi avere posizioni profondamente distanti”.
Il rischio, secondo i firmatari, è che l’Aula venga messa davanti a una scelta obbligata, senza disporre del tempo necessario per approfondire una concessione destinata a regolare per novant’anni la gestione del principale impianto sportivo della città.
Una convenzione collegata a un piano da oltre 300 milioni di euro, con una concessione lunga e un investimento privato di portata eccezionale, che non può essere affrontata senza atti completi e un quadro amministrativo definito.
“Il Consiglio deve poter discutere e votare. Gli uffici devono poter svolgere liberamente e senza condizionamenti il proprio lavoro. La politica deve assumersi le proprie responsabilità”.
EURO 2032
Nonostante l’attacco all’amministrazione, i consiglieri hanno ribadito la volontà di lavorare fino all’ultimo minuto per evitare che Palermo perda la possibilità di partecipare a Euro 2032.La candidatura, secondo i firmatari, non riguarda esclusivamente la riqualificazione del Renzo Barbera, ma la credibilità della città, la capacità di attrarre investimenti e la possibilità di tornare protagonista sul piano nazionale e internazionale.
“La città, però, non vuole assistere a questo fallimento. Palermo tiene moltissimo a questa partita. La candidatura agli Europei del 2032 rappresenta un’occasione che va ben oltre lo stadio: riguarda il futuro della città, la sua credibilità, la capacità di attrarre investimenti e di tornare protagonista sul piano nazionale e internazionale”.
Da qui la disponibilità a lavorare in Consiglio comunale fino alla scadenza, purché arrivino atti definiti, un percorso trasparente e il pieno rispetto delle competenze istituzionali.
“Per questo siamo pronti a fare la nostra parte. Siamo pronti a lavorare in Consiglio comunale fino all’ultimo minuto utile, con convinzione e responsabilità. Ma perché questo sia possibile servono atti definiti, un percorso trasparente e il pieno rispetto dei ruoli”.
ULTIMO APPELLO
La chiusura del comunicato è un vero e proprio ultimatum politico rivolto a Lagalla.“Noi difenderemo sempre l’autonomia di chi ha il compito di garantire la legittimità degli atti e, contemporaneamente, faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per non far perdere a Palermo questa opportunità”.
“Se gli Europei sono davvero un obiettivo strategico per Palermo, il sindaco dimostri finalmente di essere all’altezza della responsabilità che gli è stata affidata. Non cerchi colpevoli tra i tecnici per un percorso che la politica avrebbe dovuto governare. Il tempo degli alibi è finito. Adesso servono capacità, responsabilità e atti concreti”.
La nota è stata sottoscritta dai consiglieri e dalle consigliere del Partito Democratico, Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi; di Alleanza Verdi e Sinistra, Giambrone e Mangano; di Oso-Controcorrente, Argiroffi e Forello; da Carmelo Miceli di Progetto Civico Italia e da Giaconia del Gruppo Misto.
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