Durissima replica al club: Segretario e Ragioniere scrivono anche a Prefetto e Questore e difendono l’autonomia dei controlli.
Lo scontro sul nuovo Renzo Barbera ha superato il piano tecnico ed è diventato un caso istituzionale. Il Ragioniere generale del Comune di Palermo, Bohuslav Basile, e il Segretario generale, Raimondo Liotta, hanno risposto con una durissima lettera alla nota con cui il Palermo FC ha annunciato il possibile stop al progetto di riqualificazione dello stadio. La comunicazione è stata indirizzata al sindaco Roberto Lagalla, al presidente del Consiglio comunale, ai capigruppo e al capo di Gabinetto, con il coinvolgimento per conoscenza anche del Prefetto e del Questore di Palermo.
I due dirigenti definiscono di “particolare gravità istituzionale” l’iniziativa assunta dal club e contestano il passaggio nel quale la società rosanero ha ricondotto alle modifiche richieste dal Ragioniere e dal Segretario quello che il Palermo FC considera uno “stravolgimento” della proposta precedentemente condivisa.
ULTIMATUM ISTITUZIONALE
Il giudizio espresso da Basile e Liotta è netto. Secondo i due firmatari, la comunicazione del club non si sarebbe limitata a rappresentare una legittima valutazione imprenditoriale sulla sostenibilità del progetto, ma avrebbe posto gli organi politici e la città davanti a un’alternativa: ripristinare la versione della convenzione considerata accettabile dal Palermo oppure affrontare l’interruzione dell’intera iniziativa.“Per contenuto, tempistica, destinatari e modalità di diffusione, la nota assume così oggettivamente la forma di un ultimatum istituzionale, rivolto formalmente agli organi politici ma funzionalmente idoneo a incidere sulle valutazioni ancora in corso dei titolari delle funzioni di controllo”.
Il riferimento è alla lettera firmata dall’amministratore delegato rosanero Giovanni Gardini, con la quale il club ha prospettato il ritorno all’attuale concessione, in scadenza nel dicembre 2032, qualora non venisse ripristinato il testo elaborato al termine delle precedenti interlocuzioni con gli uffici.
TUTELA PATRIMONIO
Uno dei passaggi centrali della replica riguarda la natura delle bozze elaborate nel corso del procedimento. Il Ragioniere e il Segretario generale negano che le interlocuzioni tra il Comune e il Palermo FC possano avere prodotto un accordo definitivo e non più modificabile.L’operazione, ricordano, riguarda una concessione della durata di 90 anni, un bene pubblico di primario valore e rilevanti forme di contribuzione diretta e indiretta a carico della collettività. Non si tratterebbe, quindi, della semplice formalizzazione di un’intesa privatistica già conclusa.
“Le interlocuzioni svoltesi nel corso dell’istruttoria non possono determinare la cristallizzazione di un testo sottratto alle successive verifiche di legittimità, regolarità amministrativa e contabile, sostenibilità economico-finanziaria, corretta allocazione dei rischi e tutela del patrimonio dell’Ente”.
La posizione entra direttamente nel merito del confronto tra le due versioni della concessione. Come emerso dall’analisi di Mediagol sulle differenze tra le bozze del 24 e del 28 luglio, il secondo testo ha introdotto controlli più stringenti sul PEF, un cronoprogramma vincolante, nuove penali, maggiori obblighi manutentivi e assicurativi e un ampliamento delle cause di decadenza.
AUTONOMIA DEI CONTROLLI
Basile e Liotta rivendicano la natura delle rispettive funzioni. Il Ragioniere e il Segretario generale, sostengono, non sarebbero controparti negoziali del Palermo e non avrebbero il compito di ratificare soluzioni concordate in altre sedi.I due dirigenti dichiarano di essere obbligati a svolgere le proprie valutazioni in piena autonomia, imparzialità e indipendenza, assumendosene personalmente la responsabilità. Le verifiche devono riguardare la legittimità dell’azione amministrativa, gli equilibri finanziari del Comune, la distribuzione dei rischi e la tutela del patrimonio pubblico.
“Tali funzioni sono indisponibili e non possono essere subordinate né alla prosecuzione di un’iniziativa privata né all’esigenza di evitare le conseguenze politiche o mediatiche che il soggetto proponente ritenga di collegare all’esercizio dei controlli”.
Il livello di attenzione sarebbe reso ancora più elevato dalla condizione finanziaria del Comune di Palermo, sottoposto alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale. In questo contesto, secondo i firmatari, qualsiasi attenuazione dei controlli sarebbe incompatibile con gli obblighi istituzionali affidati ai due uffici.
RESPONSABILITÀ PERSONALI
La parte più dura della lettera riguarda la personalizzazione delle modifiche apportate alla convenzione. Il Ragioniere e il Segretario contestano che le integrazioni siano state rappresentate come loro determinazioni individuali, anziché come il risultato dell’esercizio di funzioni pubbliche previste dall’ordinamento.Questa impostazione, sostengono, altererebbe la ricostruzione dell’iter amministrativo e trasferirebbe sui due dirigenti la responsabilità politica e mediatica dell’eventuale decisione del Palermo di ritirare il progetto.
“La Palermo Football Club S.p.A. rimane pienamente libera di valutare la convenienza economica della propria proposta e di decidere se confermarla, modificarla o ritirarla”.
Quella libertà, prosegue la lettera, non potrebbe però trasformarsi nella pretesa che gli uffici comunali rinuncino o modifichino l’esercizio delle proprie competenze per scongiurare lo stop annunciato dalla società.
PRESSIONI INDEBITE
Basile e Liotta respingono quindi ogni rappresentazione delle modifiche come interventi personali, arbitrari oppure ostativi e assicurano che continueranno a esercitare le proprie funzioni senza condizionamenti.Il passaggio più delicato arriva nella parte conclusiva della comunicazione, quando i firmatari descrivono gli effetti prodotti dalla lettera del club e dalla sua diffusione.
“Gli scriventi ritengono di essere stati oggettivamente esposti, attraverso il contenuto, la tempistica e la successiva diffusione mediatica della comunicazione in esame, ad una forma di pressione indiretta, indebita e potenzialmente illecita, finalizzata o comunque idonea a condizionare il libero, autonomo e imparziale esercizio delle rispettive funzioni pubbliche”.
I due dirigenti precisano che anche in assenza dei loro nomi nelle pubblicazioni giornalistiche, l’indicazione delle cariche li avrebbe resi chiaramente individuabili, esponendoli all’attribuzione pubblica della responsabilità per l’eventuale fallimento dell’operazione.
LE RICHIESTE
La lettera contiene anche una serie di richieste rivolte al sindaco Roberto Lagalla e al presidente del Consiglio comunale. Basile e Liotta chiedono innanzitutto che la posizione del Palermo e la relativa diffusione mediatica non interferiscano con i pareri e le valutazioni ancora da rendere.Sollecitano inoltre una riaffermazione formale dell’autonomia del Segretario e del Ragioniere generale e chiedono che venga chiarito come non esista alcun testo negoziale definitivamente concordato e sottratto ai successivi controlli.
Secondo i firmatari, il Comune dovrebbe anche rappresentare al Palermo FC che l’eventuale interruzione del progetto costituirebbe una scelta imprenditoriale autonoma della società e non potrebbe essere imputata ai titolari delle funzioni di controllo.
La richiesta finale al club è quella di mantenere le future interlocuzioni entro modalità rispettose delle competenze comunali, evitando personalizzazioni o iniziative suscettibili di esercitare pressioni sugli uffici.
SICUREZZA PERSONALE
Lo scontro assume infine una dimensione ulteriore. Basile e Liotta manifestano il timore che la forte esposizione mediatica possa renderli destinatari di campagne di delegittimazione, intimidazioni o altre condotte capaci di incidere non soltanto sulla serenità professionale, ma anche sulla sicurezza e sull’incolumità personale.“Ogni ulteriore iniziativa di analogo contenuto, ogni indebita personalizzazione delle responsabilità o qualsiasi condotta suscettibile di aggravare l’esposizione pubblica e personale degli scriventi sarà senza indugio portata all’attenzione delle Autorità competenti”.
La corsa contro il tempo per la candidatura di Palermo a Euro 2032 si è così trasformata in uno scontro aperto tra il club e i vertici amministrativi del Comune. Il confronto non riguarda più soltanto il contenuto della convenzione e la sostenibilità del nuovo Barbera: in gioco ci sono ormai anche l’autonomia degli uffici, il ruolo della politica e la ricostruzione delle responsabilità qualora il progetto dovesse fermarsi.
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