Le differenze tra le due bozze di convenzione per la concessione dello stadio mettono in bilico l’intero progetto. Ma c’è ancora speranza…
La richiesta del Palermo FC di sospendere l’iter di approvazione della convenzione per la concessione dello stadio Renzo Barbera arriva dopo una profonda revisione del testo contrattuale. Tra la bozza del 24 luglio e quella del 28 luglio, infatti, il documento è stato modificato in numerosi punti, con l’introduzione di nuovi articoli e il rafforzamento di diverse clausole a tutela dell’Amministrazione comunale.
Il confronto tra le due versioni, effettuato da Mediagol, mostra come non si tratti di semplici correzioni formali. Dalla gestione del Piano economico-finanziario alle penali per eventuali ritardi nei lavori, passando per manutenzioni, assicurazioni, verifiche periodiche e cause di decadenza della concessione, il nuovo testo risulta sensibilmente più articolato rispetto a quello predisposto pochi giorni prima.
UN TESTO PIÙ RIGOROSO
La differenza più evidente tra le due convenzioni non riguarda un singolo articolo, ma l’impostazione complessiva del documento.
La seconda bozza introduce nuovi strumenti di controllo, amplia gli obblighi del concessionario e definisce con maggiore precisione numerose clausole già presenti nella versione precedente. L’obiettivo della concessione resta immutato, ma cambiano diversi aspetti destinati a disciplinare i rapporti tra Comune e Palermo FC nel corso dei novant’anni previsti dalla convenzione.
CRONOPROGRAMMA E PENALI
Tra le novità più importanti compare un articolo completamente nuovo dedicato ai tempi di realizzazione dell’intervento.
La convenzione introduce un cronoprogramma vincolante, collega espressamente il rispetto delle scadenze anche agli obiettivi connessi a EURO 2032 e prevede un sistema di penali in caso di ritardi.
Il nuovo testo individua inoltre una serie di circostanze che, salvo le eccezioni previste dalla legge, non potranno essere utilizzate per giustificare eventuali slittamenti. Tra queste figurano le difficoltà nel reperimento delle risorse finanziarie, gli aumenti dei costi di realizzazione, le criticità organizzative e gli eventuali ritardi delle imprese incaricate dei lavori.
Si tratta di una delle differenze più rilevanti tra le due convenzioni, perché delimita con maggiore precisione i casi nei quali il mancato rispetto del cronoprogramma potrà essere considerato giustificato.
CONTROLLI SULLA GESTIONE
La seconda bozza rafforza anche il sistema dei controlli economici.
Entro il 31 marzo di ogni anno il concessionario dovrà trasmettere una relazione analitica sull’andamento della gestione e sulle compensazioni maturate, accompagnata dalla certificazione di un revisore legale.
Fino al completamento delle verifiche da parte del Comune, il riconoscimento delle compensazioni potrà essere sospeso.
Rispetto alla prima versione viene quindi introdotto un controllo periodico molto più strutturato sulla gestione economica della concessione.
LA REVISIONE DEL PIANO ECONOMICO-FINANZIARIO
Tra le innovazioni di maggiore rilievo figura anche la revisione periodica del Piano economico-finanziario.
La nuova convenzione prevede una verifica ogni dieci anni attraverso specifici indicatori finanziari, tra cui il Tasso Interno di Rendimento (TIR) e il Valore Attuale Netto (VAN), con l’obiettivo di verificare il mantenimento dell’equilibrio economico della concessione.
Qualora tali parametri dovessero evidenziare una redditività superiore ai limiti individuati dalla convenzione, il Comune potrà intervenire riequilibrando il rapporto attraverso la modifica del canone concessorio, della durata della concessione oppure delle compensazioni economiche.
Una clausola completamente assente nella precedente bozza.
MANUTENZIONI E POLIZZE
Anche il capitolo dedicato alla manutenzione viene profondamente rivisto.
La nuova convenzione amplia gli obblighi posti a carico del concessionario, facendo venir meno l’esclusione relativa ai danni provocati da eventi naturali presente nella prima versione.
Viene inoltre introdotto un registro delle manutenzioni, destinato a documentare tutti gli interventi eseguiti sull’impianto e a consentire al Comune verifiche costanti sullo stato delle opere.
Parallelamente si rafforzano anche gli obblighi assicurativi. Le polizze dovranno essere di tipo “all risks”, comprendere anche gli eventi catastrofali e indicare il Comune tra i soggetti beneficiari delle garanzie previste.
SI AMPLIANO LE CAUSE DI DECADENZA
La seconda bozza amplia anche l’elenco delle ipotesi che possono determinare la risoluzione o la decadenza della concessione.
Tra le nuove fattispecie figurano il mancato rispetto del cronoprogramma, le gravi carenze manutentive, la mancata prestazione delle garanzie richieste, gli inadempimenti economici, eventuali procedure di insolvenza e ulteriori situazioni considerate incompatibili con la prosecuzione del rapporto concessorio.
Il testo disciplina inoltre con maggiore precisione la procedura di contestazione degli inadempimenti, i termini per la loro eventuale regolarizzazione e le conseguenze derivanti dal mancato adeguamento.
PARCHEGGI, CAMBIA LA CLAUSOLA
Una delle prime modifiche riguarda la gestione dei parcheggi durante le manifestazioni straordinarie organizzate dal Comune.
Nella prima bozza l’Amministrazione poteva richiedere gratuitamente la disponibilità delle aree di sosta. La nuova versione sostituisce questa previsione stabilendo che il concessionario dovrà garantire l’utilizzo dei parcheggi applicando una riduzione del 50% delle tariffe a favore dei cittadini.
Una modifica apparentemente circoscritta ma che incide sull’equilibrio economico della clausola, eliminando la gratuità prevista nel testo originario.
LE ECONOMIE DI GARA
Cambia anche la disciplina delle economie derivanti dall’esecuzione dei lavori.
La nuova convenzione stabilisce che eventuali risparmi rispetto ai costi preventivati dovranno essere destinati prioritariamente a ridurre il contributo pubblico, le compensazioni economiche oppure, se necessario, la durata della concessione.
La prima versione non disciplinava in maniera così puntuale la destinazione delle somme eventualmente risparmiate.
LE ALTRE NOVITÀ
Accanto alle modifiche di maggiore impatto emergono anche numerosi interventi di carattere tecnico.
Vengono aggiornati richiami normativi, riorganizzata la numerazione degli articoli, modificati alcuni allegati e inserita, nella parte finale della convenzione, l’approvazione espressa delle clausole ai sensi dell’articolo 1341 del Codice civile.
Singolarmente possono apparire modifiche marginali, ma nel loro insieme contribuiscono a delineare un testo più dettagliato rispetto alla versione originaria.
IL QUADRO COMPLESSIVO
L’analisi comparativa delle due convenzioni restituisce un quadro preciso.
La seconda bozza non modifica il progetto di riqualificazione del Renzo Barbera né l’impianto generale dell’operazione, ma interviene in maniera significativa sulle regole destinate a disciplinare il rapporto concessorio.
Cronoprogramma vincolante, nuove verifiche sul Piano economico-finanziario, controlli annuali certificati sulla gestione, diversa disciplina delle economie di gara, obblighi manutentivi più estesi, coperture assicurative rafforzate e un elenco più ampio delle cause di decadenza rappresentano le principali differenze emerse dal confronto tra i due testi.
È questo il contesto documentale nel quale si inserisce la richiesta del Palermo FC di sospendere l’iter di approvazione della convenzione, aprendo una nuova fase di confronto su uno degli atti destinati a segnare il futuro dello stadio Renzo Barbera.
Nonostante la dura presa di posizione del Palermo FC, le parti restano vigili e al lavoro per provare a superare gli ostacoli e raggiungere l’obiettivo entro i termini previsti. La palla passerebbe quindi al Consiglio Comunale per quella che sarà una vera e propria maratona per presentare tutto entro il 31 luglio.
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