La Conferenza decisoria si chiude positivamente. Il verbale ricostruisce costi aggiornati, vincoli ambientali, modifiche e passaggi necessari prima dei lavori.

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La Conferenza di Servizi decisoria sul nuovo Renzo Barbera si è conclusa positivamente. Il progetto di riqualificazione dello stadio ha ottenuto il via libera al termine di un’istruttoria durata quasi due mesi, durante la quale sono stati acquisiti pareri, autorizzazioni e prescrizioni degli enti coinvolti.

Il verbale conclusivo, composto da quattordici pagine, restituisce però un quadro più complesso di un semplice semaforo verde. Il progetto viene giudicato realizzabile e privo di elementi ostativi, ma dovrà essere modificato e approfondito sotto diversi profili. Cambia anche il quadro economico, mentre alcune soluzioni – dal parcheggio nell’ex campo nomadi agli accessi per gli ospiti – dovranno essere definite nelle successive fasi progettuali.

Renzo Barbera

IL VERBALE

Il procedimento è partito dal Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali presentato dal Palermo FC il 23 dicembre 2025. Dopo l’esame delle quattro ipotesi, la Conferenza preliminare ha individuato nell’alternativa numero 4 la soluzione da sviluppare: riqualificare il Barbera nella sede attuale, estendendo l’intervento alle aree funzionali circostanti.

Il verbale ricorda che la Giunta comunale ha riconosciuto l’interesse pubblico della proposta, ritenendo che questa possa produrre “significative ricadute positive sullo sviluppo della Città” e rispondere alle esigenze della candidatura di Palermo a Euro 2032.

Il PFTE è stato presentato al Comune il 15 maggio 2026, mentre la Conferenza decisoria è stata indetta il 25 maggio. Al termine dell’istruttoria, il Responsabile Unico del Progetto Francesco Trapani ha stabilito che le valutazioni raccolte sono “complessivamente coerenti e convergenti in ordine alla realizzabilità dell’intervento, non emergendo profili ostativi alla positiva conclusione del procedimento”.

Le prescrizioni, secondo il RUP, possono essere recepite senza modificare gli elementi essenziali dell’opera. Il loro inserimento rappresenterà “il fisiologico sviluppo del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica” e non comporterà la riapertura della Conferenza.

NUOVI COSTI

Uno degli elementi più rilevanti riguarda il quadro economico. Quando il PFTE è stato presentato il 15 maggio, il documento indicava lavori per 234.971.317,84 euro e un costo complessivo dell’intervento pari a 349.721.222,72 euro.

Il verbale conclusivo fotografa valori differenti. Dopo le modifiche e le integrazioni effettuate durante la Conferenza, “il quadro economico […] prevede un importo dei lavori pari ad € 263.323.318,85 oltre IVA ed altre somme a disposizione, per un costo complessivo dell’intervento pari ad € 355.519.864,98”.

Rispetto alla versione depositata a maggio, l’importo riferito ai lavori è aumentato di 28.352.001,01 euro, mentre il costo complessivo è cresciuto di 5.798.642,26 euro. Il verbale non dettaglia in questo passaggio la composizione di ogni variazione, ma collega l’aggiornamento alle modifiche e alle integrazioni rese necessarie nel corso della Conferenza.

Il documento stabilisce inoltre che il PFTE aggiornato, formato dagli elaborati definitivi trasmessi il 21 luglio, è conforme alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici.

Il soggetto verificatore Protos Check ha completato la seconda fase delle attività, trasmettendo un “Rapporto finale di conformità con rilievi”. La formula indica che la verifica è stata effettuata, ma che restano rilievi da recepire nello sviluppo successivo del progetto.

VINCOLI AMBIENTALI

La conclusione della Conferenza è arrivata dopo il pronunciamento della Regione sul procedimento ambientale. Il progetto non dovrà essere assoggettato alla procedura completa di VIA, ma dovrà rispettare le condizioni contenute nel decreto regionale.

Il verbale dà atto del parere favorevole sul piano preliminare per la gestione delle terre e rocce da scavo e dell’esito positivo della Valutazione di Incidenza ambientale di primo livello. Il via libera resta subordinato all’osservanza delle prescrizioni su traffico, rumore, parcheggi, verde, illuminazione e gestione del cantiere.

L’ARPA ha rilevato “la generale compatibilità dell’intervento con il contesto urbanistico e ambientale”, chiedendo però di coordinare i lavori con gli altri cantieri previsti nella zona, a partire dalla nuova linea tranviaria.

Dovranno essere approfonditi gli effetti sulla mobilità e sulla sosta, la gestione delle acque meteoriche e l’impiego di pavimentazioni drenanti. Il progetto dovrà inoltre definire le procedure per trattare eventuali materiali contenenti amianto, fibre artificiali vetrose e piombo, insieme alle misure per l’efficientamento energetico e la sostenibilità ambientale dell’impianto.

SOTTO IL BARBERA

Il parere dell’Autorità di Bacino introduce una prescrizione rilevante sul sottosuolo. Il giudizio di compatibilità geomorfologica con il Piano per l’Assetto Idrogeologico è favorevole, ma durante la progettazione esecutiva dovranno essere effettuate altre indagini.

Il documento prescrive “ulteriori indagini geofisiche e geognostiche dirette”, necessarie a escludere “inequivocabilmente la presenza di cavità in grado di interferire con il volume significativo del sottosuolo interessato dalle fondazioni dello stadio e delle altre strutture”.

Qualora venissero individuate cavità incompatibili con le fondazioni, sarà necessario progettare interventi di consolidamento e mitigazione, da sottoporre preventivamente all’Autorità di Bacino.

Anche il Genio Civile ha rinviato una parte delle valutazioni alla fase successiva. Nel PFTE non sono ancora presenti tutti gli elaborati strutturali richiesti dalla normativa e, per questa ragione, l’ufficio “non ha espresso il parere di competenza sulla fattibilità sismica, rinviandone il rilascio alla successiva fase di progettazione esecutiva”.

Prima dell’inizio dei lavori dovrà quindi essere presentato il progetto strutturale completo, con i relativi adempimenti autorizzativi e il deposito presso gli uffici competenti e l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche.

MONTE PELLEGRINO

Le prescrizioni dell’ente gestore della Riserva di Monte Pellegrino incidono soprattutto sui parcheggi e sull’utilizzo dell’impianto per gli eventi.

L’autorizzazione è subordinata “all’esclusione della realizzazione del parcheggio nell’area dell’ex campo nomadi” e “all’esclusione dell’utilizzo del parcheggio del Piazzale dei Matrimoni”.

Dovranno essere adottate misure per evitare l’inquinamento luminoso verso la Riserva e la zona protetta di Monte Pellegrino, tutelando in particolare l’Aquila di Bonelli. Il parere chiede inoltre di escludere “lo svolgimento di eventi musicali suscettibili di arrecare disturbo alle specie protette”.

Non si tratta quindi di un divieto generalizzato di organizzare concerti al Barbera, ma della necessità di verificare preventivamente la compatibilità degli eventi potenzialmente in grado di disturbare la fauna tutelata.

Il verbale chiarisce che il parcheggio nell’ex campo nomadi “non è allo stato autorizzato”. Per poterlo eventualmente realizzare sarà necessario avviare prima la modifica del Piano di utilizzo del Parco della Favorita.

Secondo il RUP, la rinuncia immediata a questa soluzione e al Piazzale dei Matrimoni non compromette comunque “la complessiva fattibilità tecnica ed amministrativa” del progetto.

FRONTE STORICO

La Soprintendenza ha espresso parere favorevole con prescrizioni, chiedendo di tutelare la parte storica del Barbera. I fronti esterni dell’avancorpo centrale risalente agli anni Trenta sono stati dichiarati di interesse culturale e dovranno essere mantenuti e restaurati.

Il progetto esecutivo dovrà prevedere “il mantenimento e il restauro dei fronti storici dell’avancorpo centrale degli anni Trenta”, insieme alla revisione di alcuni corpi di fabbrica e delle volumetrie previste.

Tra gli elementi da rivedere viene citata espressamente “Casa Palermo”. Dovrà essere inoltre mitigato l’impatto paesaggistico dell’involucro esterno, definite le pavimentazioni e approfondita la progettazione delle nuove opere.

Sul piano archeologico, la Soprintendenza ha richiesto indagini preventive e “l’assistenza archeologica continuativa durante tutte le attività di scavo e movimento terra”, con la successiva trasmissione della documentazione prodotta.

SICUREZZA E ACCESSI

Il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco ha espresso parere favorevole per lo stadio, il museo e i gruppi elettrogeni, ritenendo gli elaborati conformi alla normativa antincendio per quanto verificabile in questa fase.

Resterà obbligatoria la presentazione della SCIA antincendio prima dell’avvio dell’attività, insieme alle verifiche della Commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo.

Anche l’Azienda sanitaria provinciale ha dato parere favorevole sotto il profilo igienico-sanitario. Il CONI ha approvato il progetto in linea tecnico-sportiva, imponendo però alcune correzioni.

I gradoni delle file comprese tra la 37 e la 41 dovranno essere adeguati alle dimensioni previste dalla normativa. I disimpegni davanti al locale di primo soccorso degli atleti dovranno consentire il passaggio e la rotazione di una lettiga, mentre il settore ospiti dovrà essere dotato “di almeno due distinte vie di esodo” verso l’esterno.

La Commissione provinciale di vigilanza ha considerato il PFTE “completo ed esaustivo sotto il profilo documentale” e ha espresso parere favorevole. Ha preso atto anche della soluzione alternativa per l’accesso della tifoseria ospite da via Ercole, rinviandone lo sviluppo e la valutazione alla progettazione esecutiva.

ACCORDO SIPET

Il verbale ricostruisce anche la soluzione raggiunta sul rapporto con la SIPET, concessionaria dell’Ippodromo della Favorita. Il progetto interferisce con una parte dell’area concessa alla società, inizialmente indicata come pari a circa l’1% della superficie complessiva.

Dopo le tensioni sulla porzione necessaria per il percorso della tifoseria ospite, il 19 luglio è stata raggiunta un’intesa tra SIPET e Palermo FC.

Il documento riferisce che le parti hanno concordato la “definizione dei rapporti tra SIPET srl e la Palermo FC SpA in relazione alla retrocessione al Comune ed alla assegnazione alla Palermo FC SpA di una porzione di area ricompresa nella concessione di SIPET srl”.

L’accordo prevede che l’area affidata alla SIPET venga “stabilmente e definitivamente ridotta della superficie di mq 5.072 circa”. L’intesa è stata trasmessa all’amministrazione comunale il 20 luglio.

Il quadro economico è stato conseguentemente aggiornato con gli accantonamenti necessari per regolare i rapporti patrimoniali derivanti dalla riduzione della concessione. Il relativo procedimento proseguirà presso gli uffici comunali competenti.

IL VIA LIBERA

La conclusione del verbale è netta. Il RUP dichiara “conclusa positivamente la Conferenza di Servizi decisoria” e stabilisce che le prescrizioni raccolte sono “complessivamente accoglibili e compatibili” con il livello di approfondimento del PFTE.

Secondo l’amministrazione, il loro recepimento “non comporta modifiche sostanziali della decisione oggetto della Conferenza di Servizi” e può essere rinviato alle fasi successive.

Questo significa che il progetto ha superato la valutazione complessiva degli enti, ma non che ogni autorizzazione necessaria per aprire il cantiere sia già stata ottenuta. Restano gli approfondimenti strutturali, sismici, archeologici, ambientali e di sicurezza, insieme alla soluzione delle interferenze e agli adempimenti previsti prima della messa in esercizio.

PROSSIMI PASSI

Il verbale indica chiaramente ciò che dovrà avvenire dopo la Conferenza. Il progetto dovrà essere approvato dal Consiglio comunale in variante urbanistica e l’assemblea dovrà pronunciarsi anche sulla nuova convenzione-concessione.

L’atto indicava inoltre la necessità del “completo reperimento della quota di € 30 mln della parte pubblica di finanziamento indicata in PEF”. Su questa somma, il Palermo si era inizialmente riservato ogni valutazione in caso di mancato reperimento delle risorse.

Il giorno successivo alla firma del verbale, il club ha però comunicato di volersi fare direttamente carico della quota residua da 30 milioni, pur chiedendo che restino inalterate le previsioni del PFTE e della convenzione. Viene così superato il nodo finanziario evidenziato nell’ultimo aggiornamento del PEF del nuovo Barbera.

La Conferenza decisoria è chiusa, ma il percorso non è ancora terminato. Il passaggio decisivo si sposta adesso in Consiglio comunale, chiamato ad approvare il progetto e la convenzione entro le scadenze fissate per mantenere Palermo nella corsa a Euro 2032.

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