Le parole dell'ex tecnico dei siciliani.

- Palermo
Al Mubarak

VIDEO Palermo, parla il presidente del Manchester City: "Dobbiamo andare in Serie A"

L'ex tecnico del Palermo, Roberto Stellone, è intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, affrontando diversi temi legati al calcio italiano: dalla crescita dei giovani alla riforma dei campionati, passando per le favorite della prossima Serie B e il suo futuro in panchina.

Dopo l'esperienza alla guida della Vis Pesaro, cosa si porta dietro da questa avventura?

«Sono stati anni fantastici, adesso abbiamo deciso di comune accordo di separarci, mantenendo ottimi rapporti.»

È soddisfatto del ritorno in Serie A del Frosinone?

«Contentissimo! Il collega Massimiliano Alvini e il direttore sportivo Renzo Castagnini hanno fatto un lavoro straordinario.»

US Citta di Palermo v Pescara Calcio - Serie B

Lei è uno dei pochi allenatori ad aver conquistato il doppio salto dalla Serie C alla Serie A proprio con il Frosinone. È ancora possibile costruire un percorso del genere?

«Sì, certo. Ovviamente bisogna andare per step, perciò non è automatico che un giovane talento che si mette in mostra nelle categorie inferiori poi possa emergere in Serie A.»

Dopo la terza esclusione consecutiva dell'Italia dai Mondiali, il problema è la mancanza di talenti o la difficoltà nel valorizzarli?

«I bravi giocatori ci sono, Pio Esposito ne è la prova. Non è l'unica. Ma poi un tecnico non fa caso all'età di chi allena: se lo ritiene all'altezza lo manda in campo.»

Come si spiega allora il calo del calcio italiano a livello internazionale?

«Nel 2006 abbiamo vinto i Mondiali anche grazie a una congiuntura clamorosa: l'Italia ha avuto tanti campioni tutti insieme come raramente capita. Poi è chiaro che la riforma dei campionati può aiutare a riprendersi la scena, ma sarà un processo lungo.»

Quali sono, secondo lei, le priorità per migliorare il sistema calcio italiano?

«Credo che serva un po' di tutto. Bisogna prendere spunto dai campionati che funzionano, come la Premier League. Lì, quando una squadra viene promossa dalla B inglese, riceve un contributo importante che le permette di competere adeguatamente nella categoria superiore. Da noi, invece, le tre promosse in Serie A sono al 90% le principali candidate alla retrocessione. C'è troppa disparità nella distribuzione delle risorse.»

Il calcio italiano punta ancora troppo sulla tattica?

«Ma no, direi di no. Ormai il calcio è simile a tutte le latitudini, basta guardare come la Norvegia ha giocato contro il Brasile

La Serie B continua a essere il campionato più equilibrato?

«Eh sì. In Serie A la griglia delle quattro o cinque favorite si può fare già in estate. In Serie C, invece, da qualche anno arrivano brutte sorprese con squadre che iniziano e non finiscono la stagione. In questo caso servirebbero più controlli preliminari.»

Chi vede favorito per la prossima Serie B?

«Sicuramente il Palermo di Pippo Inzaghi, poi sorprese in alto e in basso ci saranno, come sempre.»

Quando la rivedremo in panchina?

«Ho avuto contatti con cinque o sei società, ma sono state soprattutto delle chiacchierate. Aspettiamo, vediamo: io sono pronto e motivato.»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti