Le parole dell'ex direttore sportivo del Palermo.
VIDEO, STREFEZZA ATTERRA A MILANO “PALERMO? SONO CONTENTISSIMO”
Leandro Rinaudo, ex direttore sportivo di Venezia, Cremonese, Palermo e Mantova, ha analizzato il mercato e le principali dinamiche della prossima Serie B in un’intervista esclusiva concessa a TuttoB. Tra i temi affrontati, il trasferimento di Strefezza al Palermo, la necessità di un vice-Pohjanpalo, i possibili protagonisti del campionato e la corsa alla promozione.
Direttore, Strefezza al Palermo è un colpo da Serie A? Lei lo conosce bene...
«Sicuramente è un colpo importantissimo. Fui io a portarlo alla Cremonese, in Serie B, nella stagione 2018-19: all'epoca era ancora giovanissimo, proveniva dalla Juve Stabia ed era al primo anno in cadetteria. Ricordo che rimasi sorpreso dalla sua maturità, essendo già sposato e padre di una bambina. Ero fermamente convinto delle sue potenzialità e la carriera che ha fatto mi ha dato ragione. Detto questo, è un colpo straordinario e un investimento importante da parte del Palermo, che ha lanciato un segnale forte alla competizione».
A Inzaghi manca un vice-Pohjanpalo?
«Credo sia importante avere a disposizione un altro attaccante, a maggior ragione tenuto conto del tipo di campionato che deve affrontare il Palermo. Direi che è necessario rinforzare ulteriormente la rosa con un altro elemento, che a mio parere serve anche numericamente. Se parliamo di punte centrali, infatti, Inzaghi dispone solo di Pohjanpalo. Certo, Le Douaron può fare il centravanti, ma un'alternativa spendibile manca oggettivamente. Oltretutto mi pare di capire che Brunori non rientri più nei piani del Palermo...».
Okereke e Cherubini, il cui arrivo pare questione di ore, quanto alzano il livello del Benevento?
«Tanto. Sono entrambi giocatori di qualità, molto bravi nell'uno contro uno e dotati di intensità. Il primo è in cerca di riscatto, il secondo è giovane ma ha già dato un saggio dei propri mezzi. Anche questi sono colpi importanti. Credo che il presidente Vigorito voglia consegnare a Floro Flores una rosa competitiva».
C'è un attaccante, in Serie B, per il quale lei sarebbe disposto a fare carte false?
«Gli attaccanti sono sempre più merce rara, essendo difficili da individuare perché ce ne sono davvero pochi. Un giocatore che l'anno scorso mi ha impressionato tanto per la sua crescita è stato Pecorino, profilo di spessore. Poi mi viene in mente Shpendi dell'Empoli, ma anche il gemello del Cesena, pur con caratteristiche diverse: sono giocatori ancora giovani ma con un'esperienza già importante in una categoria, la Serie B, nella quale hanno dimostrato di poter fare la differenza. Senza dimenticare, ovviamente, Pohjanpalo, il re dei bomber cadetti».
«Per quanto mi riguarda, comunque, quando devo scegliere un giocatore non guardo solo la parte tecnica o fisica, ma anche il momento: cosa ha fatto l'anno prima, se ha le motivazioni giuste... Sono tante le valutazioni da fare».
La Sampdoria sta investendo molto anche sul settore giovanile: un cambio di rotta rispetto al recente passato, frutto di una nuova impostazione?
«Una visione giusta... Allo stesso tempo però Genova è una piazza importantissima, che necessita di pronte risposte e risultati immediati per riaccendere l'entusiasmo».
Sono le tre retrocesse dalla A e il Palermo le più autorevoli candidate alla promozione?
«Sulla carta non c'è dubbio, considerando il blasone e il mercato condotto da questi club. Che sono chiamati a vincere per forza. Fermo restando che la Serie B è un campionato meraviglioso ma difficilissimo e imprevedibile, nel quale devi stare sempre con le antenne dritte, quindi per fare bene serve umiltà e fame, oltre, beninteso, alle qualità tecniche e all'esperienza».
E l'outsider?
«Le neopromosse possono sfruttare un atteggiamento positivo, l'entusiasmo derivante dal salto di categoria e possono contare sul trasporto della gente, che forse non vedeva la Serie B da diversi anni. Detto questo, la B ci insegna che qualche sorpresa c'è (quasi) sempre... L'anno scorso, per esempio, la bagarre salvezza che ha coinvolto anche il Mantova, di cui ero ds, è stata particolarmente dura: abbiamo dovuto lottare con club di grande blasone e molto forti economicamente, riuscendo a raggiungerla grazie a un grande lavoro».
Che opinione ha di questa 'nouvelle vague' di allenatori? Sono certamente sette i debuttanti in Serie B.
«Credo nei giovani calciatori e nei giovani allenatori, a patto che abbiano le caratteristiche giuste, compresa una visione di calcio moderno. Quindi non ci trovo nulla di strano. Il tutto, ovviamente, va parametrato al momento e al posto nel quale si fanno le scelte».
«Adesso sta per iniziare la stagione ufficiale e non vedo l'ora di verificare con grande attenzione tutte le scelte che i club hanno fatto: sarà per me motivo di aggiornamento e crescita professionale».
© RIPRODUZIONE RISERVATA