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L'ANALISI

Serie B, spunti e cartoline della 38ª giornata

Serie B, spunti e cartoline della 38ª giornata - immagine 1
Appunti e protagonisti dell'ultima giornata di campionato
⚽️

di Dennis Rusignuolo

È difficile scegliere un momento preciso, un punto preciso nel tempo in cui questo campionato ha deciso di mettere la propria segnatura nella storia. Troppe variabili in gioco, troppe schegge impazzite che hanno finito per stravolgere l’inerzia del campionato più e più volte. Ieri sera è stata scritta l’ultima pagina di questa regular season di Serie B, e ovviamente non sono mancati i colpi di scena e i consueti momenti di raccordo tra follia e spettacolo. Manca ancora qualche settimana per chiudere definitivamente il libro, e le sorprese non sono ancora finite, ma nel frattempo, in questo ultimo estratto, ecco alcuni momenti, e protagonisti, che hanno lasciato la propria firma in questa 38ª giornata di Serie B. 

1. Alvini a Frosinone ha ritrovato la via

In “Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo” la ciurma naviga terre gelide e desolate, alla ricerca di Jack Sparrow, rinchiuso in una specie di limbo infernale. La nave procede senza rotta, abbandonata alla corrente e al proprio destino, ma in quel momento Capitan Barbossa ci regala una delle massime più famose della saga: perdersi è il miglior modo per ritrovare la via, altrimenti tutti saprebbero come trovarla. Alla fine la ciurma riesce a trovare Jack, e con furbizia e astuzia abbandonano quei luoghi desolati e inesplorati. La chiave è tutta lì: a volte il disorientamento è la strada migliore per ritrovare sé stessi, e in questo momento vi sfido a trovarmi una figura più emblematica di Massimiliano Alvini. In meno di un anno, il tecnico toscano è passato dal baratro della retrocessione in Serie C a una storica promozione in Serie A, ed è in quel viaggio alla deriva che Alvini ha ritrovato la via, ripartendo da ciò in cui ha sempre creduto: coraggio, intensità, idee. Il Frosinone lo ha accolto a braccia aperte, puntando fortemente sulla sua voglia di riscatto, e gli ha messo in mano una rosa di potenziali piromani, o come avevo già detto “Young, wild and free”. È venuto fuori un meccanismo praticamente perfetto, capace di andare oltre qualsiasi immaginazione. Il 5-0 che ha suggellato la Serie A è stato soltanto l’ultimo schizzo di una stagione da 10 in pagella, e adesso Alvini è pronto a prendersi la sua rivincita in massima serie. Perdersi per ritrovare la propria via, nel calcio e nella vita. Dal Vangelo secondo Massimiliano Alvini. 

2. L’arte di Venezia-Palermo

È utile parlare della partita del Penzo? Poco. Il Venezia attendeva soltanto il triplice fischio per far partire la festa, il Palermo era già proiettato verso i play-off. Eppure, anche in un match apparentemente inutile, si trova il modo di divagare su qualche aspetto. Per esempio, si può dire che Venezia-Palermo è stato un manifesto artistico-culturale del calcio italiano, e la tesi avrebbe tanti elementi a suo sostegno. Proviamo a elencare tutto: due delle città più belle e famose d’Italia si sfidano in uno stadio costruito sopra un’isoletta in mezzo alla laguna, arrivano allo stadio con il vaporetto, e in campo vanno con due delle maglie più belle dell’intero campionato. Il duello culturale è quasi totale, a cominciare dalle divise - splendide: il Palermo con la terza maglia, un chiaro omaggio al mare cristallino di Mondello; il Venezia con la classica maglia arancio-nero-verde a richiamare l’unione tra la laguna e la terraferma. Un’accozzaglia di colori che manderebbe in tilt qualsiasi persona daltonica, ma che in campo regala una delle immagini più belle e artisticamente identitarie del calcio italiano. Trovatemi, in questo momento storico, una sfida che racchiude così tanta storia e bellezza artistica. E uno spettacolo tale merita i migliori palcoscenici, dove sicuramente sarà presente il Venezia, che ha conquistato la promozione ed è pronto a riesportare la propria cultura in massima serie. Il Palermo….

3. I gemelli del gol. È stata la sera dei fratelli Shpendi

Nell’anno in cui Francesco Pio Esposito vince lo scudetto con l’Inter sotto gli occhi dei fratelli Salvatore (in forza alla Samp) e Sebastiano (titolare a Cagliari), in Serie B un’altra coppia di fratelli ha lasciato il segno, specialmente nella serata di ieri. È stata, senza tema di smentite, la notte di Stiven e Christian Shpendi. Quattro gol segnati, due a testa, ma con pesature decisamente differenti: le due firme di Stiven, contro un Monza già rassegnato al destino che lo attende (i play-off, ndr.), hanno blindato la salvezza dell’Empoli; i due gol - e un assist - di Christian non sono bastati al Cesena per conquistare l’ottavo posto (sconfitta 3-4 contro il Padova, ne parleremo), ma è stato sufficiente rimettere l’attaccante albanese vicino alla porta per ottenere subito risultati concreti. Il Cesena ha chiuso nel peggiore dei modi la propria stagione, mentre l’Empoli è riuscito a salvare la pelliccia solo al minuto 92, ma la stagione dei due fratelli Shpendi rimane di alto livello. 27 gol in totale (15 Stiven, 12 Christian) e ampi margini di miglioramento. L’età è dalla loro parte, e chissà che non si inizierà a parlare di gemelli del gol. 

4. Ai play-off si Balla

Ce l’ha fatta, quel pazzo ce l’ha fatta”. Non siamo su Jurassic Park, ma anche in questo caso bisogna togliersi il capello e applaudire un’impresa. Sono ormai finiti gli aggettivi per descrivere un allenatore come Ballardini: trascinatore, traghettatore, salvatore. Qualsiasi definizione è corretta e allo stesso tempo ristretta, per un tecnico che riesce nell’ennesimo capolavoro della sua carriera. Al suo arrivo in Irpinia, l’Avellino era invischiato nella lotta per non retrocedere. Ambiente caldo ma fortemente deluso, squadra demoralizzata e risultati altalenanti. Ballardini ha scelto la via del silenzio strategico, del cinismo: poche parole, ma usate nel modo giusto. In campo la squadra ha iniziato a macinare risultati, ritornando a mostrare i denti grazie a un sistema che ha messo al primo posto l’equilibrio, per poi spalancare le porte a tutti i giocatori di maggior estro e fantasia. La vittoria contro il Modena ha blindato l’ottavo posto, e martedì gli irpini giocheranno i play-off. Qualunque sia il percorso negli spareggi, la stagione in crescendo dell’Avellino porta una firma in calce: quella di Davide Ballardini. 

5. Gli ultimi dieci minuti di Sudtirol-Juve Stabia 

Nei precedenti spunti i riferimenti al cinema sono molteplici, ed è altrettanto cinematografico il finale di partita del Druso, un’ode al caos e allo spettacolo irrazionale. A dieci dalla fine, Sudtirol e Juve Stabia sono sul punteggio di 1-1. Se da una parte le vespe erano già tranquille e pronte per i play-off, dall’altra il Sudtirol era appeso a un filo. I risultati degli altri campi non avevano bisogno di particolari interpretazioni: vincere per salvarsi direttamente. Allora la squadra di Castori attacca con tutto quello che ha. Ne vengon fuori dieci minuti clamorosi, giocati tutti in una sola direzione, con almeno 3/4 palle gol nitide. Prima Odogwu, poi ci prova Verdi, infine sbaglia Crnigoj, che aveva pareggiato all’ora di gioco. A dieci secondi dalla fine la palla per i tre punti è nei piedi di El Kaouakibi, ma il difensore non è proprio il miglior finalizzatore, e purtroppo si vede. Finisce 1-1 con il Sudtirol costretto a passare dai play-out per mantenere la categoria. Il finale del Druso ci lascia l’ennesima perla di questo campionato: anche in situazioni critiche, lo spettacolo in Serie B non manca mai.