di Dennis Rusignuolo
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Serie B, spunti e cartoline della 36ª giornata
Non sono ancora arrivati verdetti ufficiali, ma qualcosa ha cominciato a muoversi nella classifica di B, e sarebbe anche l'ora dato che mancano soltanto due partite al termine della regular season. Penso non ci sia bisogno di aggiungere altri dati per certificare la bellezza e la spettacolarità di questa edizione del campionato, anche se ogni partita diventa uno spettacolo a sé. Tra colpi di scena, prove di forza, rimonte e tracolli, ci apprestiamo ad entrare in un finale di stagione rovente. Intanto, ecco alcuni spunti sulla giornata appena conclusa.
1. Il miracolo di Demba Thiam e la semi-rovesciata di Birindelli. Il Monza ci sta mettendo anche qualità
Nell'ultimo periodo abbiamo già tessuto a lungo le lodi del Monza, cercando di evidenziare la forza del gruppo squadra brianzolo, nei singoli e nei reparti. Contro il Modena il successo non è stato rotondo come successo a Genova con la Samp, ma nell'assetto da battaglia costruito da Bianco, nel cinico e spietato 1-0, sono due i volti che si sono presi la copertina all'U-Power: Birindelli e Demba Thiam. Uno ha segnato il gol decisivo (e che gol), l'altro ha fatto sì che quel sigillo rimanesse "quello decisivo". La semi-rovesciata dell'esterno brianzolo è un'accozzaglia di robe: c'è la potenza, c'è la precisione, c'è quella sana dose di follia che ti fa colpire in acrobazia piuttosto che provare la bomba al volo. Insomma, c'è praticamente tutto. Per descrivere questo ultimo periodo del Monza basterebbe questa azione, visto che racchiude tutti gli elementi che rendono un giocatore (e in questo tipo di discorso, si può parlare di tutta la squadra) qualitativo e quantitativo, ma l'ultimo elemento lo si può riciclare da una manovra offensiva del Modena. Il Monza si fa trovare particolarmente schiacciato in una zona e un filtrante in verticale apre la strada a De Luca e Ambrosino. Il primo serve il pallone in mezzo, il secondo calcia un rigore in movimento. La conclusione di Ambrosino non è rasoterra, ma si alza al punto da poter permettere a un portiere della stazza di Thiam (2,02 m) il miracolo in tuffo. Probabilmente una conclusione a filo d'erba sarebbe finita in fondo alla rete, ma in questo momento della stagione serve anche una buona dose di fortuna, oltre a un gran portiere che ti toglie le castagne dal fuoco, e Thiam rientra ampiamente in questa categoria. Con la Samp svariati capolavori balistici (di Colpani e Petagna), con il Modena la volée di Birindelli e il miracolo di Thiam. Il Monza sta provando a prendersi la promozione diretta dando assoluto potere alla qualità -la fortuna viene da sé.
2. I cambi del Frosinone e del Palermo
2014, Chelsea-PSG 2-0. Domanda a José Mourinho sui cambi: "Entra Schurrle e fa gol; entra Demba Ba e Demba Ba fa gol. Questo si chiama?" Mentre provate a immaginare la risposta dello Special One, pensate che il Frosinone ha blindato la vittoria con la Carrarese allo stesso modo. Alvini ha messo in campo, sul risultato di 1-0 (gol su rigore di Calò, inutile sprecare ulteriori parole sulla stagione fantascientifica del centrocampista ciociaro): Antonio Fiori, Ben Lhassine Kone e Seydou Fini. Risultato? 2-0 di Fiori, rigore conquistato da Fini e definitivo 3-0 di Kone. Come si chiama questo? Probabilmente la vostra risposta sarà simile a quella di Mourinho, ma la verità è che troppo spesso si tende a sottovalutare l'impatto delle sostituzioni in una lotta così serrata come quella per la Serie A. Il Frosinone ha costruito una squadra giovane, ma che viaggia sull'onda dell'entusiasmo e mantiene sul pezzo un blocco di giocatori che spesso fanno la differenza anche in pochi minuti, come successo oggi allo Stirpe. Chi può recriminare qualcosa dalle sostituzioni, invece, è il Palermo, che nel pari di Reggio Emilia non ha trovato quell'impulso necessario per vincere dalle sostituzioni scelte da Inzaghi. Sui rosanero, il tema della panchina è ricorrente praticamente dal ritiro estivo, ma nella gara che esclude definitivamente il Palermo dalla lotta al secondo posto, le cosiddette "forze fresche" rischiano di diventare un fattore determinante, in positivo o in negativo, in vista dei play-off.
3. Con lo Spezia non ti annoi mai
Ordine cronologico degli eventi in casa Spezia di questi ultimi 20 giorni: 1) Sconfitta a Carrara in 10 vs 8; 2) Ultimo posto in classifica e sconfitta pesantissima contro il Mantova; 3) Infortunio del miglior giocatore spezzino di questa stagione, Artistico; 4) Vittoria per 6-1 contro il Sudtirol; 5) Sconfitta fragorosa per 4-2 a Catanzaro. L'ultimo ko rigetta la squadra di D'Angelo nel baratro della classifica, e i risultati maturati qua e là nella zona rossa aumentano il livello della tragicommedia che lo Spezia sta portando avanti da inizio stagione. La totale assenza di continuità sta rendendo la rincorsa alla salvezza dei liguri uno spettacolo unico per gli occhi del popolo della B, ma nel concreto non smuove lo Spezia da quell'ultimo posto che rischia di diventare quasi definitivo nella prossima giornata, dove al Picco arriverà il Venezia che non ha potuto conquistare aritmeticamente la Serie A per "colpa" dei successi di Monza e Frosinone. A sensazione, dovrebbe essere una partita a senso unico, ma il mese di aprile ha confermato due cose: la prima è che al Picco tutto può succedere. La seconda? Con lo Spezia non ti annoi mai.
4. Adorante come Pio Esposito?
Statistiche di Pio Esposito nella passata stagione: 19 gol e 3 assist in 40 partite (play-off inclusi). Statistiche di Andrea Adorante quest'anno: 17 gol e 1 assist in 34 partite. Non si vogliono paragonare i due giocatori, anche perché l'età e le caratteristiche fisiologiche porterebbero fuori strada, ma la domanda adesso sorge spontanea: Adorante è pronto per la Serie A? Ad oggi la risposta è sì. Se la parabola di Esposito lo ha portato in meno di un anno dai campi tortuosi della B alla nazionale, perché non scommettere una fiches sull'attaccante del Venezia, che per il secondo anno di fila raggiunge la quota dei 17 gol. Adorante in laguna ha trovato l'ambiente giusto per far sentire la propria voce. Il gioco di Stroppa lo ha messo nelle migliori condizioni, con una proposta di calcio votata all'attacco, e lui ha saputo farsi trovare pronto per questa stagione, che con molta probabilità si concluderà con la promozione in Serie A. I numeri di Adorante certificano il peso dell'attaccante in questa squadra e in questa categoria: 2° per gol realizzati, 1° per media tiri in porta a partita, con una media di un gol ogni 77 minuti. Da sottolineare però, in contrapposizione ai tanti pro annoverati qui sopra, l'elevato numero di big chance fallite in campionato: 16, secondo solo a Shpendi (24). Troppo presto per poter ipotizzare il suo rendimento in massima serie, ma dalle due stagioni disputate in Serie B, Adorante si è guadagnato la possibilità di giocarsi le sue carte in Serie A.
5. La Bisolata di giornata si chiama Lambourde
Sarà il 93 sulla maglia, numero piuttosto insolito per un giocatore con le sue caratteristiche. Sarà per quelle treccine che aumentano l'appeal e la presenza scenica nella gara. Sarà stato il gol, o i mille ripiegamenti fatti durante il secondo tempo, ma una cosa è certa: la copertina di Reggiana-Palermo se l'è presa Mathis Lambourde. Quantificare la mole di cose fatte bene da Lambourde nella gara del Mapei è difficile, anche se è doveroso sottolineare il contesto: per più di un'ora di partita la Reggiana è stata presa d'assalto dal Palermo, specialmente dopo il pari di Palumbo, in risposta al vantaggio siglato proprio da Lambourde. Nel secondo tempo Bisoli lo piazza come quarto (o quinto, avete capito in che zona) e gli impone di stazionare nella parte bassa della fascia per non dare ampiezza e profondità ai rosanero. Ne esce un secondo tempo ai limiti della perfezione, considerando l'attitudine offensiva del francese. Difende al meglio delle sue possibilità, diminuiscono drasticamente i cross del Palermo da quella zona di campo, a tal punto che Inzaghi mette anche Johnsen per provare a sfruttare i dribbling del norvegese. La sua heatmap a fine partita presenta una macchia scura quasi quanto la sua maglia. La zona di riferimento? Il lato destro accanto alla propria area di rigore. Bisoli ha scelto la via delle barricate per contenere l'impeto del Palermo, anche se nel finale la sua Reggiana si è vista annullare due gol. Ma nel racconto di un punto che per gli emiliani è comunque prezioso, non si può non parlare di Lambourde come protagonista. La mossa di Bisoli per colpire il Palermo e per non farlo reagire concretamente.
6. Dagli allenamenti con CR7 alla B: il debutto di Siano
La storia più bella arriva dal Manuzzi di Cesena. Concretamente la partita ha consegnato agli atti un anonimo 0-0 tra Cesena e Sampdoria, ma tra le fila bianconere ha fatto il suo esordio Alessandro Siano, il secondo portiere chiamato a sostituire l'infortunato Klinsmann, coinvolto in un brutto scontro con Ranocchia la scorsa giornata. La storia di Siano non è particolarmente romantica, non c'è bisogno di fare particolare uso della retorica per descrivere la parabola che ha portato il giovane portiere a esordire in B: scuola Juve, acquistato dal Cesena in Serie C, tre presenze nella cavalcata verso la B con Toscano in panchina e nulla più. Tuttavia, basta aprire il suo profilo Instagram per vedere che qualcosa da raccontare c'è. Le prime foto in bacheca sono delle fotografie in cui si vede il giovane portiere insieme a una delle Juventus più forti dell'ultimo periodo, e tra i tanti volti figura anche quello di Cristiano Ronaldo. Non sappiamo se è stato più emozionante condividere lo spogliatoio -seppur per poco- con uno dei migliori giocatori di sempre, o l'esordio con clean sheet in Serie B, ma Siano ha conquistato la fiducia di Ashley Cole, e può approfittare dell'infortunio -lungo- di Klinsmann per prendersi la scena con la maglia bianconera. Quella del Cesena.
7. DIECI volte Pittarello. Working class per sostituire Re Pietro
Il Catanzaro blinda il quinto posto e si prepara ai play-off. La squadra di Aquilani è uno dei progetti più fertili e ruspanti di tutto il campionato, e nell'ultimo successo contro lo Spezia, già evidenziato dalle precedenti gare, i calabresi hanno mostrato una profondità di rosa che ha saputo rispondere alla grande ad alcuni problemi fisici che hanno limitato alcuni totem della squadra. Su tutti, l'infortunio di Pietro Iemmello, ha portato nuovamente alla luce un centravanti come Pittarello. La doppietta di ieri permette all'ex Cittadella di arrivare alla doppia cifra in campionato, il giusto premio per la costanza avuta nel corso dell'anno, anche in momenti in cui i minuti a disposizione erano pochi. Spodestare Re Pietro a Catanzaro è praticamente impossibile, ma sfruttare la sua assenza mantenendo vivo il sogno dei giallorossi è il biglietto da visita che Pittarello offre in vista di questo finale di stagione. Si è già parlato di seconde linee e di cambi, ma Pittarello al momento sembra inamovibile nello scacchiere di Aquilani, e il recupero di Iemmello può portare un cambio tattico che compatisca la convivenza tra i due attaccanti.
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