Manca solo un mese alla fine della miglior Serie B degli ultimi anni. A 180' dal termine ancora nessun verdetto ufficiale, ma è già possibile cominciare ad attenzionare squadre e giocatori che si sono presi la scena durante questa stagione - in positivo o in negativo. B-Focus fornisce uno sguardo a 360° su tutto il campionato, analizzando i protagonisti e tutti quelli che si sono "mossi nell'ombra". In questo secondo episodio, una lista di giocatori che meriterebbero il salto di categoria nonostante il blasone non li accompagni. Non vi saranno elencati quindi i vari Ghedjemis, Adorante, Busio, Pohjanpalo ecc, giocatori già ben noti e pronti a dire la loro nel massimo campionato. Ecco le scelte dei nostri collaboratori, Dennis Rusignuolo e Nicholas Barone.
APPROFONDIMENTO
B-FOCUS, il punto sulla Serie B: chi merita di giocare in A? (10ª-1ª)
LE SCELTE
Per non ridurre i valori alla mera posizione in classifica, la lista presenterà un giocatore per ogni squadra del campionato, in ordine crescente. In questa seconda parte, troverete tutte le squadre della parte sinistra della classifica. Per rendere l'analisi dettagliata, abbiamo inserito anche una potenziale squadra dove ogni giocatore potrebbe fare bene. L'ordine di classifica delle squadre è dato dalla classifica maturata al termine della 36ª giornata. Lo scopo dell'articolo è quello di mostrare quanti giocatori di Serie B abbiano i contenuti, gli argomenti necessari, per potersi affermare nel massimo campionato. La domanda a cui proveremo a rispondere è la seguente: "Meriterebbe di giocare in Serie A? Perché?"
CARRARESE (10° posto, 43 punti)
D: Già nel mercato di gennaio stava per fare le valigie, direzione Salento, ma il trasferimento alla fine è saltato nonostante una bozza di accordo verbale tra le parti. Simone Zanon è rimasto a Carrara, e il rendimento è rimasto costante anche dopo le voci di mercato. Il giocatore, nel pieno della sua maturazione tattica, si sta facendo notare nell'undici di Calabro per la sua bravura nella doppia fase. La sua polivalenza permette al tecnico della Carrarese di poter variare schieramento a gara in corso, e vi assicuro che la differenza tra terzino e quinto di centrocampo proprio non si nota. È veloce, è scattante, ma è anche molto tecnico, e questo permette ai toscani di riuscire a costruire con qualità sulla fascia di destra. 3 gol e 7 assist in campionato sono numeri di spessore per un giocatore difensivo, e un profilo giovane, ma non troppo (24 anni), potrebbe fare le fortune del Sassuolo. L'identità tattica dei neroverdi è improntata sulla difesa a quattro e Zanon potrebbe essere una pedina fondamentale per migliorare le catene difensive. Sulla destra Berardi sembra ancora capace di spiegarla a tutti, e la sua esperienza, e la sua tendenza ad accentrarsi, potrebbero aprire lo spazio alle sgroppate di Zanon, che a Carrara ha dimostrato di saper spingere.
N: Il progetto Calabro a Carrara si sa, è ormai uno dei più fiorenti e interessanti della cadetteria. Quest’anno, oltre alle conferme di Zanon su tutti e all’esplosione di Hasa, in prestito dal Napoli, chi è diventato un vero e proprio patrimonio è Fabio Abiuso. La punta è al suo terzo anno di Serie B e, dopo un esordio convincente, sembrava essersi perso tra i meandri della categoria. Ed è lì che il ds dei toscani ha fiutato l’occasione dell’anno: acquisto a titolo definitivo dal Modena e punta da modellare per mister Calabro. Il centravanti ha tutte le caratteristiche che una squadra del genere cerca in merito ad atletismo e tecnica, con giocate mai banali e gol da rapace d’area. Il 2003 dispone di un’intelligenza tattica fuori dal comune, e una qualità per nulla scontata - recuperatevi il gol contro la Samp. I dati recitano 11 gol e 5 assist, per un calciatore che si può definire un mini Pohjanpalo per gioco e caratteristiche, con un killer instinct tutto da scoprire. Chi cerca un giocatore con sponde di testa, scaltrezza tattica e finalizzazione è il Parma, che potrebbe salutare bomber Pellegrino dopo una sola annata. Il gioco di Cuesta, molto verticale e alla ricerca spasmodica della prima punta, può agevolare il suo adattamento alla massima serie. Si prospetta una grossa plusvalenza in casa gialloblu.
CESENA (9° posto, 45 punti)
D: Avevamo specificato all'inizio del pezzo che non avremmo trattato i nomi più conosciuti, ma mi concedo una licenza per parlare di Cristian Shpendi. Ormai tutti conoscono le qualità dell'attaccante albanese, e sottolineo che andare in doppia cifra per due anni di fila, alle prime due esperienze in cadetteria, non è roba da poco. Ultimamente sembra aver smarrito un po' di lucidità e freddezza sotto porta, ma le sue caratteristiche possono essere innescate in qualsiasi momento, e un giocatore con quelle letture di gioco farebbe la fortuna di molti club di Serie A. Tra i vari team, una squadra che potrebbe essere adatta al suo stile di gioco, ai suoi pro ma soprattutto ai suoi contro, è il Torino. I granata non sembrano particolarmente intenzionati a sovvertire la mestizia della difesa a tre, e ragionando in base a quello schieramento, un attaccante come Shpendi può essere l'uomo giusto per costruire un tandem d'attacco dinamico e molto propositivo. Shpendi ha bisogno di un progetto che lo faccia sbagliare, che gli permetta di imparare dagli errori senza metterlo in croce alla prima disattenzione, e un Toro in cerca di riscatto può essere il posto giusto.
N: Il prossimo giocatore, purtroppo, lo scrivo ben sapendo che una possibilità di vederlo in A l’anno prossimo proprio non c’è. Jonathan Klinsmann ha appena iniziato la riabilitazione per l’infortunio rimediato negli ultimi secondi di gara contro il Palermo, dopo uno scontro fortuito con Ranocchia, quindi farò un’eccezione alla regola e si parlerà dell’anno dopo ancora o, con un po’ di fortuna, di gennaio 2027. Il portiere del Cesena è una sicurezza da un paio di anni in Serie B, mischiando tecnica individuale tale da servire un assist a certezza tra i pali, sia nelle uscite che negli interventi più istintivi. Chi cerca un portiere dopo il disastro di quest’anno è il Torino, che ha visto una doppia delusione tra Israel e Paleari. Il suo carisma sarebbe fondamentale in una piazza come quella piemontese in cui tutte le certezze del ruolo si sono sgretolate dopo l’addio di Milinkovic-Savic.
AVELLINO (8° posto, 46 punti)
D: Nel disastro generale del calcio italiano, la classe dei portieri continua a sfornare ottimi talenti. In Serie A quest'anno abbiamo visto la crescita esponenziale di Caprile, la maturazione tecnica di Carnesecchi ecc. Tra i portieri di Serie B, l'Avellino quest'anno ha scelto di puntare sul giovane Daffara. Il portiere scuola Juve è stato un punto fermo degli irpini nel corso del campionato, e solo un infortunio lo ha tenuto fuori dai campi nell'ultimo periodo. In Serie A le porte per questi giovani portieri si aprono quasi in automatico, e un progetto che può fare al caso suo è proprio quello del Cagliari. L'esperimento Caprile non è soltanto riuscito, ma ha fornito al calcio italiano un portiere di altissimo livello. Daffara in Sardegna troverebbe un ambiente caldo e allo stesso tempo poco esigente. Le linee guida dettate dalla società, e le conseguenti scelte di Pisacane, stanno innestando dentro il mondo della Serie A una serie di talenti emergenti, e chissà che dopo Palestra e Caprile, non possa esserci spazio per Daffara...
N: Piede sopraffino, possibilità di spaziare nella trequarti, educato nei calci piazzati. Di cognome fa Palumbo, ma gioca ad Avellino. Martin Palumbo è quanto di più vicino all’occasione persa possa esistere per la massima categoria. 24enne norvegese di gran classe, sia stilistica che calcistica, calca i campi italiani professionistici ormai da anni, senza aver mai avuto un’occasione pura per emergere prima della piazza campana. Nasce come trequartista ma più volte è stato schierato da regista mobile, con il compito di muoversi in tutto il centrocampo per sfruttare le sue galoppate oltre al suo piede. Il piccolo difetto del 2002 è legato alla realizzazione di gol o assist, con solo 4 reti e 3 passaggi vincenti, troppo poco per uno della sua classe. Un giocatore così camaleontico e bravo nell’adattarsi all’avversario sarebbe il perfetto sostituto di Bernabè a Parma, che potrebbe salutare dopo anni con i ducali. Non gli manca la tecnica individuale per giocare da tuttocampista, e neanche il piede per imbucare gli esterni come tanto piace a Cuesta.
JUVE STABIA (7° posto, 50 punti)
D: Sarò particolarmente diretto: Giuseppe Leone. Visto dal vivo in un Palermo-Juve Stabia di metà settimana, mi ha stregato per il modo in cui guida la manovra della Juve Stabia. Gioca con un metronomo incorporato, perché è lui che da il ritmo alla sua squadra: se lui corre, la squadra corre. Se lui rallenta e gestisce, la squadra rallenta e gestisce. Per fare un paragone, immaginatelo come il Perrone della Juve Stabia. Ci vuole una sana dose di autorità per imporsi in mezzo al campo in un campionato tosto e ruvido come la B, e non ho dubbi che un giocatore così debba passare da un progetto di Serie A che abbia il coraggio e la voglia di prendersi il pallone e controllarlo per larghi tratti di partita. Un progetto ancora con il punto interrogativo, ma dall'appeal significativo, è quello di Bologna. Non sappiamo quale sarà il futuro di Vincenzo Italiano, ma Leone può essere il volto giusto per guidare un cambiamento ideologico e tattico. E vista l'età, sarebbe anche ora che il centrocampista si misuri con il massimo campionato. Leone ha bisogno della Serie A. E la Serie A ha bisogno di Leone.
N: La Juve Stabia ha abituato la Serie B a colpi riuscitissimi dalle categorie minori, tra assoluti protagonisti e calciatori ancora da formare. Ma, tra questi, chi non ha avuto il risalto che avrebbe meritato è sicuramente Omar Correia. Acquistato dopo un’estenuante trattativa durata mesi da Lovisa, che lo ha visto più volte sfumare quasi definitivamente che in campo, il francese si è subito adattato maniacalmente alla cadetteria, abbinando gamba a qualità. Più di rottura, la carta d’identità segna 26 anni, non più nella prima fase da calciatore. Ma le caratteristiche messe in mostra in questa stagione gli conferiscono una possibilità di giocarsi la Serie A e, tra le papabili, chi potrebbe usufruire di un calciatore del genere è il Torino. Meno incursore ma più concreto, nonostante 4 gol messi a referto, Correia potrebbe rappresentare un’alternativa validissima in un centrocampo in cui troppe volte è mancata la cattiveria giusta per portare i punti a casa come quello granata.
MODENA (6° posto, 52 punti)
D: Tra i nomi proposti in questa lista, Giuseppe Ambrosino è uno dei pochissimi che ha avuto una piccola chance in Serie A. Purtroppo, in questo momento, Napoli non è proprio il primo posto che viene in mente se si parla di valorizzazione di giovani talenti, e il prestito a Modena nel mercato di gennaio è apparso come un intervento necessario per la carriera del classe 2003. Sottil nell'ultimo periodo ha iniziato a utilizzarlo con continuità in coppia con un centravanti (di solito De Luca). Ne è uscito un Modena diverso, più stravagante in avanti, ma poco concreto, e spesso ben contenuto dalle difese. La quasi certezza dei play-off, visto il distacco, ha frenato i canarini in questo ultimo periodo, ma Ambrosino ha fatto intravedere che in Serie A può giocarsi le sue carte. Dove? Secondo me il progetto più affine a lui è quello del Genoa. In primis per l'ambiente e la storia del club rossoblù: un club storico come il Grifone ti espone a una pressione maggiore, ma sa essere anche la giusta piazza per giocatori di fantasia. Inoltre De Rossi, nel suo modulo, sta iniziando a proporre con regolarità il doppio trequartista alle spalle dell'attaccante. Ambrosino non è ancora pronto per guidare un attacco "leggero", ma con l'ausilio di un centravanti strutturato può essere una scheggia impazzita, capace di fare gol e far fare gol ai suoi compagni di reparto.
N: Se si può parlare di un Modena ormai in zona play-off non lo si deve tanto a quei calciatori già affermati che hanno sempre lasciato il segno in B - vedasi Zampano o De Luca - ma chi ha realmente fatto la differenza sono i debuttanti in cadetteria, tra i vari Tonoli e Massolin, giustamente acclamati, c’è un nome che spicca per stravaganza sportiva: Bryant Nieling. Il difensore è il perfetto emblema di ordine e pazzia: sia copertura difensiva eccellente, con poche sbavature dietro, che gol da 30 metri che urla potenza. In costruzione ha dimostrato di avere un piede di alto livello, portando a fraseggi di grande qualità con il proprio centrocampo. Il classe 2002 ha dimostrato di potersi giocare le sue carte in A, e chi ha bisogno di un sinistro educato è l’Udinese che vedrà probabilmente partire il suo perno, Solet. I due sono sicuramente diversi, con l’attuale difensore bianconero molto più abile nello stretto, ma meno “loco” e incline al gol da fuori. L’olandese potrebbe essere un’alternativa low cost ma dal rendimento sicuro.
CATANZARO (5° posto, 59 punti)
D: La squadra di Aquilani è uno dei progetti più intriganti e ben riusciti della B. Una squadra piena di talento, fantasia, garra, fisicità. Sarebbe troppo semplice indicare per la prossima stagione i vari Rispoli (2006 di proprietà del Como) e Liberali (2007 del Milan), perciò il mio nome è Costantino Favasuli. Gioca da quinto, da terzino, a destra o a sinistra. Dove lo metti, sta, e un giocatore così farebbe comodo a tante squadre. Favasuli ha già fatto la gavetta necessaria, e quest'anno lo vedo pronto per poter osare un salto di categoria. Il giocatore è stato acquistato dalla Fiorentina, ma la realtà più congeniale non è Firenze, ma il Friuli. L'Udinese è una delle tante squadre di Serie A che giocano con la difesa a tre, e piazzano uno stuolo di cinque giocatori in mezzo al campo. Favasuli è reduce da una stagione giocata con il baricentro sempre alto, ma l'Udinese predilige un blocco più basso e pragmatico. La sua posizione ibrida può permettere ai bianconeri un'uscita palla diversa, e la sua velocità può essere un fattore per una squadra che spesso gioca di rimessa. In campionato 2 gol e 7 assist, numeri che in una squadra di A, per un esterno a tutta fascia, garantirebbero una presenza fissa in prima squadra, e i continui dibattiti sul perché fosse rimasto in Serie B a lungo. Favasuli mi sembra pronto per essere il protagonista di questi dibattiti.
N: Rispetto agli altri giocatori, in questo caso il nome ve lo spoilero subito: RePietro Iemmello. L’attaccante sta vivendo una seconda giovinezza a Catanzaro, con cui sta vivendo il suo prime neanche fosse il CR7 dei record al Real. 34 anni e non sentirli per nulla, sia per intelligenza tattica che per forma fisica, con 109 gare giocate a ritmo altissimo negli ultimi tre anni. E i numeri fanno impressione: 44 gol e 18 assist, con statistiche sempre più da trequartista con il passare degli anni - quest’anno siamo a 9 assist. Ma la bellezza del centravanti non sta solo nei dati, ma nel modo di giocare. Guardando una partita dei calabresi si potrà vedere il 34enne giocare prima come regista, poi come trequartista, poi come rifinitore e infine come centravanti di peso: un tuttofare di livello altissimo, che abbina una tecnica sopraffina a una scaltrezza nel rettangolo di gioco che fa impallidire qualsiasi calciatore tocchi il campo in questa categoria. E un giocatore così atipico, nonostante abbia spento 34 candeline il mese scorso, dove potrebbe giocare? Prendetemi per pazzo, ma il Como sarebbe l’opzione più intrigante e divertente possibile. Il calcio di Fabregas lo conosciamo, anzi abbiamo imparato a conoscerlo, essendo il tipo di gioco più unico visibile in Italia. E forse l’unica cosa che manca è un attaccante che dia respiro a Douvikas senza far crollare il castello quasi perfetto messo in piedi da Cesc. Re Pietro ha bisogno della Serie A, e la Serie A necessita di un giocatore così di classe, emblema di quegli uomini considerati “bolliti” dopo un paio di stagioni non andate al meglio.
PALERMO (4° posto, 69 punti)
D: In carriera ha giocato solamente sei minuti in massima serie, e mi sento di dire una cosa: portate Antonio Palumbo in Serie A. La rosa del Palermo presenta tanti giocatori con centinaia di presenza in A, o alcuni giocatori arrivati dal massimo campionato in prestito, ma Palumbo è un nome fuori dal coro che ha sempre lavorato in sordina e adesso merita di poter fare rumore. Il centrocampista ha tutti i connotati per essere un riferimento in Serie A, e non sto parlando solamente del numero 5 sulle spalle e della mano costantemente fasciata, perché in mezzo al campo Palumbo è un giocatore che in giro si vede sempre meno. È uno che da del tu al pallone, lo pettina in un modo unico, e riesce a giocare con estrema semplicità in porzioni di campo in cui lo spazio è minimo. Non è solo estremamente tecnico, ma anche generoso, basta vedere le sue heat map in ogni partita dei rosanero. In Serie A può essere al momento di difficile collocazione, ma una squadra che sembra cucita per lui è l'Udinese. In questa stagione abbiamo visto tutti le grandi cose fatte da Zaniolo, e il gioco di Runjaic, al riferimento dietro la punta, non chiede soltanto lampi di genio ma anche rientri difensivi, tutti elementi che Palumbo abbraccia costantemente. La presenza di un centravanti da area di rigore, permetterebbe al centrocampista di svariare continuamente in giro per il campo, e visti gli elevati assist che sforna ogni stagione...
N: Il Palermo, nonostante un buon anno, giocherà i play-off da quarta in classifica. I rosanero hanno creato un ambiente positivo grazie a Pippo Inzaghi che si è affidato ai “suoi” uomini per cavalcare il sogno promozione. Tra questi c’è Jeremy Le Douaron, tra gli acquisti più onerosi della storia recente dei siciliani, che non aveva dimostrato di valere quel prezzo. Per chi segue il Palermo lo sa, il francese non sempre brilla per concretezza e qualità, nonostante sia nettamente migliorato lungo tutta l’annata, ma il contachilometri è sempre alle stelle nella trequarti grazie a lui. Il 28enne ha segnato 5 reti e servito altrettanti assist, quasi tutti decisivi ai fini del risultato. Se la squadra di Inzaghi non dovesse salire, una squadra che potrebbe puntare sulle sue caratteristiche è il Cagliari. I sardi dovranno rivoluzionare l’attacco, portando sicuramente un giocatore adatto alle due posizioni in avanti. L’ex Brest ha sia esperienza come punta che come supporto, e potrebbe riservare grosse sorprese in campo aperto come già ampiamente dimostrato quest’anno.
FROSINONE (3° posto, 75 punti)
D: L'MVP del campionato di B per me dovrebbe avere una specie di corsia preferenziale verso la A, indipendentemente dalla squadra. Non so se il Frosinone arriverà al secondo posto, e non so nemmeno se vincerà gli eventuali play-off, ma Giacomo Calò si merita una chiamata dalla Serie A. Non voglio dilungarmi molto sugli aspetti tecnici, sappiamo tutti quanto è decisivo in mezzo al campo, allora lascio parlare i dati: 9 gol e 13 assist. Mettete Calò in posizione per calciare una palla inattiva e aspettatevi sempre qualcosa. Mette la palla dove vuole lui, e non è un caso che il Frosinone è la miglior squadra per gol realizzati da palla inattiva. In Serie A sono pochi i giocatori capaci di sfruttare al meglio tutte le palle inattive che gli capitano, e una squadra perfetta per le sue abilità, da fermo e in movimento, è il Cagliari. Il centrocampo è stato il reparto in cui Pisacane ha alternato più giocatori, cercando soluzioni diverse durante il campionato. Il tentativo di coinvolgere Gaetano in cabina di regia ha dato esiti altalenanti, e un giocatore come Calò fornirebbe garanzie vista l'esperienza. E poi le palle inattive, che i rossoblù potrebbero sfruttare costantemente.
N: Il Frosinone quest’anno ha vissuto un’annata da sogno. Dopo aver rischiato la retrocessione appena 12 mesi fa, grazie ad Alvini i ciociari hanno finalmente ripreso la strada verso la A. Cosa ha funzionato perfettamente nei gialloblu è stata la fase centrale, con giocatori che hanno retto il peso del centrocampo da soli come Calò e Koutsoupias. Il greco, in tal senso, ha dato conferma delle sue ottime doti realizzative, con 7 reti nel corso dell’anno e tanta corsa, oltre che qualità. Chi potrebbe necessitare di un calciatore del genere in A, in caso di permanenza in B del Frosinone, è il Sassuolo, con la posizione di Konè in bilico. Certo, giocatori diversi, ma stessa voglia di attaccare per vie centrali la porta, con anche la possibilità di riempire l’area come tanto piace al 2001. Tanto farà anche la scelta del nuovo allenatore per i neroverdi, che potrebbero perdere Grosso destinato ad altri lidi.
MONZA (2° posto, 75 punti)
D: Come già detto per il Palermo, anche il Monza ha una rosa piena di giocatori che hanno già tanta esperienza in Serie A. In questa Serie B, Bianco ha utilizzato la rosa nella sua totalità, e nonostante la presenza di giocatori di spessore come Birindelli, Azzi e Ciurria, Adam Bakoune è riuscito a mettersi in mostra. Non ruba l'occhio per le sue capacità offensive, e non è nemmeno il solito esterno difensivo bloccato. Bakoune sta imparando a farsi strada nella fascia in maniera equilibrata, facendo sempre le cose giuste nei momenti giusti. Bianco ha riposto grande fiducia in lui, e il polacco ha risposto quasi sempre presente. In Serie A un giocatore con queste caratteristiche ha bisogno di un progetto che gli permetta di assorbire le nozioni giuste per proseguire la strada intrapresa a Monza. Un progetto intrigante può essere il Torino, che questi esterni "equilibrati" li ha sempre utilizzati con regolarità. Visto il poco estro, e il gioco piuttosto meccanico, il progetto tecnico dei granata può essere il più congeniale per Bakoune, che ha ancora questo intenso finale di stagione per mettersi ulteriormente in mostra.
N: Il Monza sta strenuamente lottando per ritornare in massima categoria dopo un solo anno, e tanto sta passando dal centrocampo di estrema qualità per la categoria. Pessina, Colpani, Obiang, Hernani, ma anche il giovane Colombo, alla sua prima stagione tra i grandi. Il 2005 è al suo esordio tra i grandi, e sta dimostrando di poterci stare. Tecnicamente valido, il centrocampista spicca nella progressione palla al piede e nella costruzione del gioco in mediana. Non male neanche in rottura, nonostante non sia molto strutturato. Chi potrebbe puntare sul giocatore, se il Monza non dovesse salire in A, è il Cagliari, orfano di Prati già da gennaio e con Pisacane alla disperata ricerca di un giocatore del genere per mettere ordine in mezzo al campo. Oltretutto, sarebbe un progetto che punta fortemente su ragazzi non ancora esplosi per farli emergere in un campionato tosto come la massima categoria.
VENEZIA (1° posto, 78 punti)
D: Il mio nome è il giocatore che vedete in copertina. Ho avuto modo di seguirlo già l'anno scorso, quando è stato catapultato in Serie A con l'obiettivo di salvare un Venezia guerrigliero ma senza particolari qualità. Non rubò particolarmente l'occhio, anche se si iniziò a vedere qualcosa. Quest'anno invece, possiamo parlare di un giocatore completamente calato nella realtà del calcio italiano, nella realtà veneziana se volessimo andare più in profondità. Kike Perez è tutto ciò che serve a una squadra come il Venezia: un giocatore raffinato, bravo tecnicamente, esteticamente cool e stiloso. Tutti valori che lo spagnolo non fa mancare in ogni partita. Il centrocampo costruito da Stroppa si è rivelato un pilastro fondamentale di un Venezia ai limiti della perfezione, e Kike Perez è il metronomo che guida le transizioni e avvia l'azione. Non parlo molto di caratteristiche difensive perché non sono il suo forte, ma il Venezia quest'anno il pallone lo ha inseguito per davvero poco tempo, quindi... In Serie A c'è bisogno di vedere questo nuovo Kike Perez, e un giocatore con questo charme non può che andare alla Fiorentina. Per estetica, in campo e fuori, un giocatore del genere ha tutte le carte in regola per diventare una figura cult del club viola. In questo momento la Fiorentina non versa nelle migliori condizioni, e nella ricerca di un nuovo Romanticismo calcistico, un giocatore come Kike Perez può unire l'utile al dilettevole.
N: L’anno del Venezia c’è da dirlo, è stato praticamente perfetto. I lagunari, in un campionato normale, sarebbero già in vacanza ad assaporare un buon drink pensando alla squadra da costruire in A. Quest’anno, però, basta una caduta per rendere vano un percorso praticamente impeccabile. La squadra di Stroppa ha comunque la A in tasca, e tra i tanti giocatori che l’hanno già toccata, c’è qualcuno che sta emergendo dopo anni non perfetti: Antoine Hainaut. Il francese è ufficialmente esploso sia nella doppia fase che nei “bonus” portati alla squadra, con ben 5 reti e 6 assist solo quest’anno. Tecnicamente ottimo e con gamba, se gli arancioneroverdi dovessero suicidarsi chi potrebbe approfittarne in A sarebbe il Cagliari, che deve trovare un sostituto a Palestra: il gioiellino 2005 è in prestito secco, e sarà una grossa perdita per i sardi. La bravura con entrambi i piedi e la capacità offensiva sono tutti elementi che coincidono tra i due e potrebbero rendere il 2002 il perfetto rimpiazzo del calciatore azzurro.
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