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Acr Messina, la parabola di Camilleri: “Chelsea, Juventus e quell’aereo di notte…”

Acr Messina, la parabola di Camilleri: “Chelsea, Juventus e quell’aereo di notte…”

Il centrale classe 1992, ora al Messina, ripercorre le tappe della sua carriera: "E' stata un gran casino"

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Dal Chelsea alla Serie C. Vincenzo Camilleri, difensore gelese classe 1992, ha scelto di ripartire dall'Acr Messina. "La mia carriera è stata un gran casino. A 12 anni ho fatto un provino e sono stato vicinissimo al Messina. Ma proprio in quell’occasione mi vide la Reggina che fece carte false per portarmi in Calabria. Ho esordito in Coppa Italia a 15 anni contro l’Inter di Mancini e ricordo che il mio esordio fece tanto rumore per via della mia giovanissima età. Feci anche un raduno con la nazionale Under 16, c’erano El Shaarawy e Perin. E inaspettatamente mi svegliai una mattina con i riflettori di mezza Europa puntati su di me. Incredibile", ha raccontato il nuovo centrale giallorosso, intervistato ai microfoni de "La Repubblica-Palermo".

Poi, la chiamata dei Blues: "Mi sono trasferito a Londra. Con me c’erano anche Borini e Sala". Tuttavia, quella trattativa indispettì la Reggina e l’allora presidente Lillo Foti: "Sono stato squalificato per 4 mesi, non so ancora il perché, ma su questa storia ho letto anche tante leggende metropolitane. Si pensava che mi avessero prelevato di nascosto con un elicottero per portarmi allo 'Stamford Bridge', ma non è andata assolutamente così. È stata dura perché non conoscevo la lingua e sentivo la mancanza di casa, l’impatto è stato devastante. Ho fatto l’errore più grande che potessi fare: lasciare l’Inghilterra. Potevo andare alla Juventus, al Milan, all’Inter o alla Fiorentina. Anche Manchester United, Tottenham e Reading mi volevano, ma io ho scelto di tornare alla Reggina. Ho esordito in A contro l’Atalanta a 17 anni e vincemmo a Bergamo".

Al termine di quell'annata, il passaggio alla Juventus di Del Neri: "Andai alla Juventus in prestito con diritto di riscatto. Ero il quinto centrale dietro Barzagli, Bonucci, Chiellini e Legrottaglie. Ho esordito in Europa League dall’inizio contro il Lech Poznan e ho giocato contro il Manchester City. Puntavano molto su di me. Quell’anno mi sono rotto prima il menisco e poi il perone. A giugno non sono stato riscattato e sono tornato alla Reggina. Un anno in prestito alla FeralpiSalò in C1 in cui ho fatto benissimo, prima della chiamata del Cagliari. Quell’anno partivo come quarto centrale, giocai solo 2 partite in A ma ho avuto la fortuna e l’onore di conoscere Davide Astori. Avevamo un gruppo su WhatsApp, scherzava sempre, era una persona incredibilmente solare che non dimenticherò mai".

Successivamente, il trasferimento a Barletta ed il ritorno alla Reggina: "Ci salvammo ai play-out battendo proprio il Messina al 'San Filippo'. A fine anno però la Reggina fallì. Al Brescia disputai un’ottima stagione. In estate però aspettai troppo, non ho rinnovato con il Brescia e sono rimasto senza squadra. Da quel momento tanta Serie C. Senza mai retrocedere? Io però faccio gli scongiuri. Appena mi ha chiamato il direttore sportivo del Messina Pitino al penultimo giorno di mercato ho accettato subito. Porto al Messina il mio entusiasmo, il mio

carisma e la mia esperienza. Sono in una piazza fantastica e faremo di tutto per salvarci. Non ho rimpianti e non devo neanche riscattarmi, perché ho sempre dato il cento per cento. A Messina lotterò per la maglia", ha concluso Camilleri.

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