Torna, seppur in maniera non ufficiale, dopo nove anni la sfida tra bianconeri e rosanero: curiosità, tanti ex e i gol che hanno fatto la storia del confronto.

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Di Giuseppe Donato

Il cammino del Palermo verso l'inizio della stagione ufficiale termina incrociando la Juventus a Perth in una sfida che, inevitabilmente, evoca tantissimi ricordi ed emozioni al pubblico rosanero. Il confronto, seppur non in maniera ufficiale, torna dopo quasi un decennio in cui il Palermo ha navigato dal pantano della Serie D a quello della Serie C sino ad arrivare alla cadetteria nel 2022. Per anni, la sfida alla Juventus ha rappresentato per il tifo rosanero qualcosa di più di una semplice partita di calcio, una sorta di misura dell'orgoglio: affrontare una formazione che, nell'immaginario collettivo, rappresenta il vertice del calcio italiano ha significato affermare la propria identità.

Dybala

Gli incroci tra Juventus e Palermo hanno raccontato di sfide emozionanti capaci di tenere il fiato sospeso e di rimanere nei cassetti dei ricordi dei tifosi rosanero: in entrambi i cassetti, sia quelli in cui sono conservati quelli positivi sia quelli in cui ci sono quelli negativi. Inutile dire che nel cassetto "negativo" troviamo la finale di Coppa Italia del 1979, quando il Palermo - squadra di Serie B - si rese protagonista di una cavalcata gloriosa ed emozionante eliminando la Lazio ai quarti e il Napoli in semifinale e incontrò la Juventus nell'ultimo atto. In un San Paolo gremito di tifosi rosanero, la formazione siciliana partì nel migliore dei modi mettendo il muso davanti solo al secondo minuto di gara con Vito Chimenti. All'84', però, come una doccia freddissima arrivò il pari della Juventus con Brio, ed infine al 117' Causio spense i sogni del tifo siciliano completando la rimonta. Il Palermo si vide così sfumare per la seconda volta - dopo la finale persa contro il Bologna - l'opportunità di alzare una Coppa che avrebbe avuto dell'incredibile e che avrebbe fatto capire una volta per tutte che nel calcio non esistono regole scritte: non ci sono squadre favorite, quando c'è impegno, orgoglio e appartenenza si possono raggiungere vette inimmaginabili.

Il tifoso rosanero nel cassetto dei ricordi positivi conserva ovviamente gli incroci dei primi anni del nuovo millennio. Dal 2004 al 2011 il Palermo fece sognare il pubblico siciliano con risultati che rimarranno sempre impressi nelle memorie, dalla finale contro l'Inter alle qualificazioni in Europa League. Le sfide contro la Juventus hanno rappresentato segno di rivalsa dopo tre decenni difficili in cui la formazione rosanero ha navigato in acque sporche tra radiazione, Serie C e Serie B. Memorabile per tantissimi tifosi rosanero il primo incrocio dopo la famosa finale di Coppa Italia, quando nel 2005, la matricola rosanero, appena promossa in Serie A, riuscì a battere la Juventus grazie ad una rete di Brienza che con una botta incredibile superò Buffon in una Favorita stracolma di tifosi rosanero. La vittoria contro un team formato da fuoriclasse senza presentazioni quali - per citarne alcuni - Thuram, Cannavaro e Trezeguet fece comprendere in maniera chiara al tifoso siciliano che nulla è impossibile. Indimenticabile anche l'incrocio della stagione 2007/2008, quando, sempre al Barbera, Juventus e Palermo se la diedero di santa ragione. Dopo il doppio vantaggio rosanero con una doppietta di Amauri, Del Piero riacciuffò la gara per i bianconeri, ma, all'ultimo minuto, nel momento meno atteso, Mattia Cassani calciò un missile terra-aria che batté il portiere juventino e accese il boato del pubblico rosanero, un'esultanza che si sentì, con ogni probabilità, sino all'altra parte del globo terrestre.

Nel cassetto positivo il tifoso rosanero non conserva solo i ricordi al Barbera, ma anche - soprattutto - quelli a Torino. Il Palermo, infatti, riuscì ad espugnare il terreno della Juventus addirittura per tre stagioni consecutive: dal 2008/2009 al 2010/2011. Nella prima annata in questione, la formazione bianconera si dovette arrendere 1-2 sotto i colpi di Miccoli e della meteora Mchedlidze: è la seconda vittoria in terra juventina dopo quella del 1961 (2-4 per i rosanero in quel caso). Nel 2009/2010, un Palermo in lotta piena per la Champions League ebbe la meglio 0-2 con Budan e sempre l'ex capitano Miccoli protagonisti. Ed, infine, nel 2010/2011, la formazione di Delio Rossi espugnò per l'ultima volta Torino vincendo 1-3.

Tornando al cassetto negativo, bisogna menzionare anche gli ultimi precedenti tra Palermo e Juventus. Infatti, dal 2011 al 2017, la formazione rosanero, sia in casa che in trasferta, ha incassato solo sconfitte. Complice anche una formazione bianconera devastante e quella rosanero in decaduta, il Palermo negli ultimi anni di massima serie ha quasi sempre subito valanghe di reti. La compagine siciliana ha infatti incassato ventidue gol e siglato solo uno in dieci precedenti tutti finiti in sconfitte.

Ciò che lega il Palermo alla Juventus non sono solo gli incroci sul campo, ma anche quelli sul mercato. Tanti sono i calciatori che hanno vestito entrambe le maglie: da Luca Toni, Amauri e Dybala sino agli odierni Ranocchia e Brunori. Dietro questi nomi, però, ci sono storie molto diverse tra loro: giocatori arrivati in Sicilia per rilanciarsi, altri esplosi definitivamente in rosanero e qualcuno che proprio a Palermo ha mosso i primi passi verso il grande calcio. Storie che meritano di essere raccontate, una per una: quella di Paulo Dybala, che, arrivato in Sicilia nel 2012, venne preso in aeroporto da Franco Marchione, che, non conoscendo il calciatore in questione, avrebbe esclamato "Ma chistu è un picciriddu". Da qui nacque il nomignolo "u picciriddu", destinato a non lasciarlo mai. Dopo avere fatto innamorare il tifo rosanero con la sua classe, salutò il Palermo tra le lacrime nel 2015, trasferendosi proprio alla Juventus. Con la maglia della formazione bianconera ebbe la propria consacrazione, dalle reti in Champions League alla presenza tra i candidati del Pallone d'Oro nel 2016 e nel 2017 al paragone con Lionel Messi. Percorso diverso, invece, per Amauri, che, dopo anni positivi con la maglia del Palermo, si trasferì alla Juventus nel 2008. Con la maglia dei bianconeri, però, il brasiliano non ebbe particolare fortuna: infatti, dopo una prima annata da quattordici reti, perse progressivamente spazio e non riuscì ad emergere particolarmente. L'ultima storia da raccontare è quella di Andrea Barzagli, che, diversamente dagli altri, non fece direttamente il viaggio Palermo-Torino. Infatti, l'ex difensore dopo quattro anni in Sicilia andò a giocare in Germania, dove con il Wolfsburg vinse la Bundesliga. Dopo decise di dare l'addio ai tedeschi e di accasarsi alla Juventus, squadra in cui Barzagli diede dimostrazione del suo massimo potenziale, consacrandosi tra i migliori difensori della storia dei bianconeri, formando un tridente difensivo di tutto rispetto che aprì le danze al ciclo interminabile di scudetti dei piemontesi: la BBC, ossia Barzagli, Bonucci e Chiellini.

In un ambiente così suggestivo come l'Australia torna, dunque, l'incrocio tra Palermo e Juventus. Sebbene la sfida non valga punti in classifica o trofei, per il tifoso rosanero questa non sarà solo una partita, ma un ritorno con la mente agli anni d'oro della formazione rosanero. Un confronto che riaccende i ricordi, riporta alla mente i grandi protagonisti che hanno vestito entrambe le maglie e apre le porte al futuro, un futuro in cui il tifoso palermitano spera di poter incontrare nuovamente il team bianconero anche in campionato.

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