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Catania, Tabbiani resta in sella: niente sostituti o conferma? I processi negativi…

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Il Catania crolla per l'ennesima volta in stagione e la panchina di Tabbiani traballa sempre di più. L'ex Fiorenzuola ha sfiorato l'esonero
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A cura di Anthony Massaro

È un clamoroso colpo di scena quello che si è verificato nella giornata di oggi in casa Catania. La società che fa capo al patron Pelligra, dopo la classica notte di riflessione, ha scelto di confermare Luca Tabbiani, ad un passo dall'addio dopo la gara persa domenica contro l'Avellino. Nessun esonero secondo Nicolò Schira, dunque, dopo quattro sconfitte maturate in campionato e soli 12 punti fatti in 10 partite giocate. Una situazione spinosa, da analizzare.

A prescindere da ogni feroce critica della stampa locale ed il chiaro desiderio di cambio della piazza, è lecito dire di essere molto sorpresi dal fatto che Luca Tabbiani, nonostante i tanti passi falsi, sia stato confermato sulla panchina del Catania. E dire che ieri sera la sua sorte sembrava segnata. La società che avvia le consultazioni, che addirittura punta tutto sull'ex Palermo per eccellenza, Silvio Baldini, il quale ha riportato nel 2022 gli eterni rivali siciliani degli etnei in Serie B. Ma anche questa volta, il ko non ha portato all’epilogo che sembrava scontato e invece, a sorpresa. Facile, quindi comprendere che la società composta in primis da Grella e Laneri sia stata fortemente tentata di cambiare guida tecnica, ma è altrettanto intuibile che non sia riuscita a trovare il successore ideale dell'ex Fiorenzuola.

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Di Carmine e compagni in classifica sono in pieno ritardo, scegliere in modo poco ponderato la prossima mossa potrebbe distruggere quanto di buono fatto dal gruppo targato Ferraro l'anno scorso. Proprio quest'ultimo, tra gli indiziati numero uno per il ritorno nella provincia sicula, dopo aver mollato la Nocerina a neanche una settimana dalla firma. Occhio però al calendario, il Catania nei prossimi nove giorni dovrà disputare ben tre gare: Brindisi, Potenza e Picerno. Al netto di tutti questi incontri ravvicinati, importanti per il proseguo della corrente Serie C, la società catanese ha deciso di andare avanti con Tabbiani nel quale, comunque, il club ha sempre creduto (si suppone) pur non condividendone alcune scelte (probabilmente). Avanti con Tabbiani perché, la fetta dirigenziale per prima, dovrebbe sapere bene che la proposta di gioco del tecnico è una di quelle più ambiziose e complesse del panorama Lega Pro, quindi necessità di fiducia, unione di intenti e sostegno quotidiano, per trasformare un'idea di calcio audace e propositiva, in una forte identità tattica e mentale, oltre che in risultati utili al conseguimento dell'obiettivo. Tabbiani, che certamente ha anche lui delle colpe, ha però il vantaggio di conoscere il gruppo e di essere al corrente di pregi e difetti di ognuno dei giocatori. Un lavoro che, forse Ferraro a parte, chiunque fosse arrivato avrebbe dovuto cominciare daccapo. E di tempo il Catania non ne ha. Il ko interno con l'Avellino pesa, la Juve Stabia vola e la vetta si allontana.

A prescindere da qualsiasi risultato, obiettivo calcistico raggiunto o mancato. Da un successo ottenuto o da tre punti persi, c'è una legge di vita e di sport, più dura e amara di tutto il resto. Una legge che una figura attendibile e rispettabile come quella di Marcelo Bielsa, spiega alla perfezione: "Ho chiaramente visualizzato che nei processi negativi tutti ti abbandonano. Media, pubblico e calciatori. E questo è naturale, è proprio della condizione umana. Ci avviciniamo a chi profuma di buono e il successo migliora sempre l'aroma di chi è protagonista. E ci allontaniamo da chi puzza e nella sconfitta ci fa sentire cattivi. Questo non è un reclamo, è la descrizione di qualcosa che vivo da 30 anni e che si ripete in qualsiasi attività umana. Nessuno ti accompagna per aiutarti a vincere e tutti ti accompagnano se hai vinto. È una legge della vita." L'attuale commissario tecnico dell'Uruguay con queste righe riassume in modo chiaro, indirettamente, quello che succede proprio in questo periodo a Tabbiani. Tecnico giovane, moderno e pieno di grandi idee, ripartito da Catania con dolci propositi dopo aver impressionato con il Fiorenzuola in C l'anno scorso. Il suo esonero oggi non è arrivato, ma la prossima sconfitta come verrà gestita? C'è piena fiducia o si aspetta l'accordo giusto con il potenziale nuovo tecnico ambito? L'articolo mira a diversi spunti di riflessione, ma sicuramente il club targato Pelligra non sta gestendo nel migliore dei modi la situazione allenatore, nell'anno in cui si gioca per vincere un torneo difficile come la Serie C.

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