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Il derby

Catania-Palermo, dal gol di Santana al -5 dal Bari: la ring composition di Filippi

Catania-Palermo

L'esordio di Filippi sulla panchina rosanero, l'eurogol di Santana a sancire la maestria dello stesso fuoriclasse argentino, il derby vinto in dieci uomini: cerchi che si chiudono, porte che si spalancano. Manca sempre meno a Catania-Palermo

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A cura di Nicolò Cilluffo

Il rosso che si mescola con il blu, il rosa che va a nozze con il nero. Semplici colori, emblemi significativi di due culture antitetiche per distacco. Catania e Palermo. Il confronto calcistico tra le due città sicule più grandi per numero di abitanti. L'oriente contro l'occidente, turbinio di sapori e odori in contrasto tra di loro. Pura battaglia calcistica, ogni qual volta l'elefante incontra l'aquila nel suo cammino. Non importa quanto uno dei due animali possa essere ferito, maltrattato o in procinto di essere risucchiato in un vortice senza via d'uscita. Che sia un derby di bassa o alta classifica, che conti per accaparrarsi un posto tra le grandi d'Europa o che valga per la diciottesima giornata del Girone C di Serie C. Il derby di Sicilia va oltre queste mere formalità, affondando le sue radici nella rivalità insita tra i vicoli più disparati dell'una e dell'altra cittadina.

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Era il 28 febbraio 2021 quando una brutta sconfitta rimediata dal Palermo in casa della Viterbese provocò la staffetta in panchina tra Roberto Boscaglia e Giacomo Filippi. Il vice al posto del primo. Una situazione anomala di per sé amplificata dall'imminente derby che i rosa si accingevano a disputare contro il Catania allora allenato da Giuseppe Raffaele. Zero a uno il punteggio finale, tra l'incredulità generale dei pochi (causa Covid-19) presenti sugli spalti dello Stadio "Angelo Massimino". Una firma d'autore dell'ex capitano Mario Alberto Santana a decidere la partita più importante, nel momento più importante della stagione dei rosanero. Impreziosire ogni pallone toccato, sfoderare perle balistiche destinate a restare impresse nella memoria collettiva, queste le prerogative di un fuoriclasse come l'ex jolly offensivo di Fiorentina e Napoli, fra le tante. Il solo calciatore ad aver segnato con addosso la maglia del Palermo dalla Serie A alla Serie D, passando per l'allora così chiamata Coppa Uefa. Unicum nel suo genere, il capitano per antonomasia.

"I tifosi per strada mi fermano e mi ringraziano per il gol nel derby, non perché ho segnato in tutte le categorie. Li capisco, so quanto ci tengono al derby, è giusto così", ha dichiarato in settimana ai microfoni de "La Gazzetta dello Sport" proprio l'ex numero 11 del Palermo che si è poi soffermato sull'imminente impegno di Francesco De Rose e compagni, facendo allusione al gol che decise l'ultima sfida tra Catania e Palermo in terra etnea: "Lo considero uno dei momenti più belli della mia carriera. E poi sono entrato nella storia del Palermo segnando il gol della vittoria a Catania... Cosa può esserci di più bello?  Derby gara dell’anno, ha il suo valore al di là anche della classifica. Poi ci sarà modo di pensare al resto", le sue parole.

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Da quell'esordio sulla panchina del Palermo, Giacomo Filippi ha ottenuto venti vittorie, sette pareggi ed altrettante sconfitte tra campionato e Coppa Italia. Un trend significativo che ha permesso ai rosanero di disputare gli scorsi playoff di Serie C, persi nel doppio confronto con l'Avellino di Piero Braglia. Quest'anno la banda targata Filippi occupa attualmente il secondo posto in classifica, a cinque lunghezze dalla capolista Bari di Michele Mignani. Quel che è certo, è che il tecnico originario di Partinico è riuscito ad entrare in empatia con ogni singolo interprete presente in seno all'organico a propria disposizione. "Ring composition", appunto, dall'inglese "composizione ad anello". Il cerchio dell'ex vice di Boscaglia si chiuderà domenica alle ore 14.30 al "Massimino", lì dove le strade del Palermo e di Filippi si incrociarono per la prima volta.

Da un cerchio ad una porta che potrebbe spalancarsi qualora i rosanero riuscissero a fare bottino pieno in terra etnea. Una porta fatta di sogni, speranze ed obiettivi. Una porta che proietterebbe la franchigia siciliana al big match contro il Bari - in programma il prossimo 19 dicembre al "Renzo Barbera" - con il morale alle stelle.

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L'ultimo match disputato al "Massimino" con i tifosi risale al lontano 21 aprile 2013, quando in Serie ACatania e Palermo si divisero la posta in palio grazie al graffio di Josip Ilicic che al minuto 95 rispose all'iniziale vantaggio di Barrientos. Una cornice di 16.017 spettatori accolse la formazione allora allenata da Giuseppe Sannino con tante B, volte a predire la situazione in cui di lì a poco avrebbe riversato il Palermo. Per risalire all'ultima vittoria casalinga degli etnei nel derby bisogna riavvolgere il nastro sino al 18 dicembre 2011. Data in cui Lodi e Maxi López stesero i rosanero con un netto due a zero.

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Quello in programma domenica 12 dicembre sarà l'ottantasettesimo confronto tra le due squadre, storicamente protagoniste di match spumeggianti, resi ancor più caldi dalla focosa rivalità tra le due tifoserie. Da una parte la voglia di riscatto del Catania di Baldini, reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro giornate e con gli spettri del fallimento societario incombenti sulla testa dei tesserati rossoblù. Dall'altra parte, l'obiettivo del Palermo di accorciare il gap dal Bari - impegnato nel posticipo delle ore 17.30 contro il Taranto - per proiettarsi allo scontro diretto in scena il prossimo weekend in forma smagliante. Gli appassionati di sport sono avvisati: al "Massimino" di Catania andrà in scena un derby imperdibile.