Il terzino ex City ed Espanyol, Pablo Zabaleta, ha commentato la modalità di ripartenza del calcio inglese e rivelato retroscena su Mancini, suo ex tecnico.

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Parola a Pablo Zabaleta.

Attualmente in forza al West Ham, l'ex terzino di Manchester City ed Espanyol, uno dei giocatori più iconici dell'ultimo decennio: prima la gavetta al San Lorenzo, poi i successi sotto la guida di Roberto Mancini e le altrettante delusioni con la maglia dell'Argentina, ha detto la sua sull'emergenza Coronavirus. Una tragica pandemia che ha scombussolato l'intero mondo del calcio e segnato probabilmente le ultime stagioni da professionista del classe '85.

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Tra i tanti temi trattati, Zabaleta, si è soffermato anche sulle modalità di ripresa degli allenamenti prevista nel Regno Unito, non nascondendo polemiche e malcontenti: "E' tutto paradossale. Ci si allena da soli, in turni di un’ora, senza allenatore che seguirà tutto telematicamente. Ognuno con la sua palla e i suoi materiali, senza nemmeno poter fare la doccia nel centro d’allenamento. C’è un piano per giocare di nuovo a giugno, ma nulla sarà più lo stesso. Ogni giorno penso a cosa accadrebbe se la Premier non dovesse ripartire. Mi sveglio chiedendomi se è questo quello che mi aspetta dopo la pensione".

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Il terzino in forza al West Ham ha poi rivelato un interessante retroscena di mercato che, almeno per adesso, alla luce di quanto accaduto, sembra essersi raffreddato: "Alla fine di questa stagione avevo deciso di giocare un altro anno in un altro campionato, magari in Italia. Molto probabilmente si giocherà a porte chiuse per molto tempo, quindi che motivazione potrei avere? Che senso avrebbe andare in Italia se degli stadi fantastici come l’Olimpico di Roma o San Siro resteranno chiusi? Ora vedremo come andrà a finire, ma il ritiro è una possibilità concreta".

Chiosa finale sull'attuale tecnico dell'Italia, Roberto Mancini, l'allenatore che più l'ha segnato nel corso della sua lunga carriera: "Il Mancio è focoso. Non vuole mai perdere e se fai qualcosa di sbagliato in partita, ti ucciderebbe negli spogliatoi. Con il “tano” Balotelli vivevano combattendo come due ragazzi”.

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