Palermo: falso in bilancio e comunicazioni errate, anche il gip incastra Zamparini

Palermo: falso in bilancio e comunicazioni errate, anche il gip incastra Zamparini

Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta di giudizio immediato per l’ex patron dei rosanero che, dal prossimo 2 luglio, sarà giudicato dalla quarta sezione del Tribunale

Dopo Riesame e Cassazione anche il giudice per le indagini preliminari Guglielmo Nicastro ha ritenuto evidenti le prove a carico dell’ex presidente della società di viale del Fante“.

E’ questa l’apertura scelta da La Repubblica-Palermo che, all’indomani della decisione presa dal gip di andare a giudizio immediato per Maurizio Zamparini, fa il punto della situazione sull’iter processuale dell’imprenditore friulano. Lontano, dal punto di vista amministrativo, dal futuro del Palermo Calcio, il nome dell’ex patron rosanero continua a balzare in testa alle cronache giudiziarie per i reati che, dall’apertura dell’inchiesta datata 22 maggio 2017 ad oggi, hanno portato l’imprenditore agli arresti domiciliari che sta scontando ad Aiello del Friuli. Nella giornata di ieri ulteriore passo nelle indagini che, dopo giudici di Riesame e Cassazione, ha trovato in Nicastro il terzo giudice in accordo con l’impianto accusatorio della Procura di Palermo nei confronti di Zamparini accogliendo la richiesta di giudizio immediato, processo che partirà dal prossimo 2 luglio.

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L’ex patron friulano siederà davanti ai giudici della quarta sezione del Tribunale presieduta da Bruno Fasciana e dovrà difendersi, tra gli altri, dai reati contestati di false comunicazioni sociali e ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza. Stando a quanto riportato dal quotidiano oggi in edicola, la decisione arrivata nella giornata di ieri è frutto di una valutazione dettagliata della situazione giudiziaria di Maurizio Zamparini, con il giudizio immediato motivato dalle prove raccolte, detenzione cautelare e dalla natura dei reati.

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Oltre a Zamparini sono coinvolti nelle indagini condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza anche il figlio Diego Paolo, l’ex presidente del collegio sindacale del club rosanero Anastasio Morosi, la segretaria di Zamparini Alessandra Bonometti, i professionisti Domenico Scarfò e Rossando Ruggeri, il belga Luc Braun e il lussemburghese Jean Marie Poos, presidente e consigliere delegato di Alyssa, la società riconducibile a Zamparini che ha acquistato Mepal e il marchio rosanero”. Tanti nomi sotto la lente d’ingrandimento dei giudici, sei ipotesi di reato contestate a vario titolo dal 2017 ad oggi tra cui appropriazione indebita, riciclaggio, autoriciclaggio, impiego di fondi di provenienza illecita, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e falso in bilancio aggravato dalla transnazionalità.

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Secondo la ricostruzione fatta dalla Guardia di Finanza nel cuore dell’indagine portata avanti ci sarebbe anche la presunta doppia vendita fittizia del marchio, ceduto a società riconducibili allo stesso Maurizio Zamparini per realizzare plusvalenze da mettere in bilancio per coprire i debiti di esercizio. Debiti coperti e crediti maturati per i rosanero che, ancora oggi, attendono da Alyssa la quota di 22,8 milioni.

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