Il ministro dello sport ha parlato in vista della ripresa degli allenamenti di squadra in programma lunedì
VIDEO Serie A, Spadafora: "La FIGC aveva accettato il protocollo del Cts. Isolamento? Non è stata proposta del Governo"
La speranza di Vincenzo Spadafora.
Intervenuto in diretta Facebook sulla pagina di "Casa Napoli", il ministro per le politiche giovanili e lo sport ha descritto così il momento che sta vivendo il mondo dello sport e del calcio italiano:
"La FIGC aveva sottoposto a noi il proprio protocollo, poi sono state fatte delle osservazioni da parte del Cts e la Federazione ci ha riscritto mercoledì scorso affermando di aver accettato le osservazioni del Comitato tecnico-scientifico. Evidentemente qualcosa non è andata bene all'interno del mondo del calcio, FIGC e Lega non erano allineati sull'adesione al protocollo. La questione dell'auto isolamento non è stata proposta dal Governo, ma dal presidente Dal Pino quasi un mese. Loro per venire incontro alle esigenze generali di salute in tutto il mondo avevano proposto questa decisione. Forse hanno verificato che non tutte le squadre hanno dei centri idonei per attuare questa misura, sono questioni che non riguardano me e il Governo, è stata una proposta autonoma. Responsabilità penale? Vale per tutto il mondo, si verifica solo se non vengono rispettate le norme previste dai protocolli. Per quanto riguarda la quarantena, iniziato il campionato potrebbe essere un problema perché una squadra sarebbe costretta a saltare 14 giorni. Si potrà valutare soltanto nei prossimi giorni. Mi sono consultato con i miei colleghi di altri paesi, non c'è stata una linea comune. I paesi hanno affrontato in modo diverso l'emergenza e la ripartenza. Il modello tedesco non è un protocollo, quanto più un riferimento, un auspicio. Nessuno ha la certezza assoluta su come vada gestita una situazione completamente nuova per tutto il mondo. Inviterei tutti a fare un po' i fenomeni, da fuori si è tutti scienziati, calciatori e arbitri. Quando mi dicono che non sono uno che viene dal mondo dello sport è vero, ma non è una cosa vincolante per svolgere il ruolo del Ministro dello Sport. Abbiamo la responsabilità di ascoltare anche chi ne sa più di me, ma dobbiamo assumerci delle responsabilità e questo non piace mai a nessuno. Ci sono molti giocatori che mi contattano per manifestarmi le loro preoccupazioni. E' una situazione molto complessa, noi stiamo lavorando con prudenza nei tempi giusti per evitare che tra un mese tutto il Paese sia costretto a fermarsi nuovamente, sarebbe devastante per tutti".
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