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Serie C, Fontana: “Regola dei 13? Lega Pro non è la Serie A. Si corre il rischio…”

Serie C, Fontana: “Regola dei 13? Lega Pro non è la Serie A. Si corre il rischio…”

Le dichiarazioni del tecnico dell'Imolese (squadra del girone B di Serie C), Gaetano Fontana, sulla decisione della Serie A di disputare le gare con 13 giocatori negativi disponibili, disposizione che potrebbe interessare anche Serie B e Lega Pro

Mediagol (sc) ⚽️

Il continuo aumento di casi positività al coronavirus sta mettendo in allarme l'intero Paese, con la variante Omicron che sta facendo schizzare vertiginosamente i nuovi contagi in Italia, con numeri giornalieri da record. La problematica covid, entra a gamba tesa anche all'interno del mondo del calcio, con i campionati a tutti i livelli (dalla Serie A alla Serie D), costretti a rinviare le singole gare o le intere giornate di calendario in programma già nello scorso weekend, a causa dell'elevato numero di contagi all'interno delle rose dei rispettivi club professionistici. In merito alla Serie C è di quest'oggi, venerdì 7 gennaio 2022, l'ufficialità dello slittamento anche della terza giornata di ritorno di Lega Pro, con il campionato di terza divisione che dovrebbe riprendere - salvo ulteriori colpi di scena -, nel fine settimana tra il 21 ed il 23 gennaio (LEGGI QUI). Interviatato ai microfoni di TuttoC.com, si è espresso anche il tecnico dell'Imolese, Gaetano Fontana, ex calciatore di Fiorentina e Napoli ed ex coach di Juve Stabia, Cosenza e Casertana - tra le altre -, che dice la sua sul nuovo protocollo adottato dalla Lega di Serie A di poter disputare le gare di campionato con almeno 13 giocatori negativi disponibili. Si seguito le sue dichiarazioni di disapprovazione sulla possibilità di estendere la decisione anche alle serie minori come la Serie C.

"Penso che non sia corretto paragonare la serie A alla terza serie e reputo non equa l’applicazione anche alla Serie C della regola secondo cui con 13 negativi, compresi i componenti della Beretti, si debba scendere in campo. In primis perché vi è un evidentemente  disparità tra le rose delle squadre di serie C  e  quelle di serie A le quali possono evidentemente contare su un parco giocatori di maggiore spessore anche in assenza dei titolari. In secondo luogo credo che ci sia un enorme differenza tra attingere dalla Primavera di squadre di serie A piuttosto che attingere alla Primavera di squadre di C per andare a completare la prima squadra in caso di positività al Covid. Nel massimo rispetto per i professionisti di ogni serie c’è da dire che molte squadre di C sono formate da giovani alla prima esperienza tra i professionisti  e se ad essi andiamo ad aggiungere ragazzi della Beretti  il rischio di snaturare completamente l’assetto della squadra è alto così come è alto il rischio di “falsare“ il  risultato di una partita. Noi, ad esempio, siamo stati costretti a sospendere ogni attività il 22 dicembre a causa di un focolaio in espansione all’interno di squadra e staff tecnico. Al 2 gennaio e tutt’oggi, dopo la quarantena a cui tutti ci siamo sottoposti, ho a disposizione 12 giocatori e per poter effettuare gli allenamenti sono dovuto ricorrere a dei ragazzi dell’Under 17, essendo anche i ragazzi della Primavera sottoposti a quarantena. Molti dei miei ragazzi stanno ancora attendendo di essere sottoposti alle necessarie visite mediche per poter riprendere gli allenamenti post Covid e, ciò nonostante, ci viene chiesto di disputare una partita l’11 gennaio contro la Lucchese e che so avere anch’essa casi di positività al suo interno, e dopo appena 5 giorni rigiocare nuovamente. Ecco, credo questo non sia giusto soprattutto per la salute dei ragazzi che buttati in campo in questo modo rischiano di incappare in seri problemi. Capisco la necessità di mandare avanti i campionati ma credo che la tutela della salute di tutti sia in questo momento prioritaria, che si tratti di un campionato di seria A, B o C".

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