L'intervista esclusiva concessa da Stefano Marchetti, direttore generale da oltre vent'anni del Cittadella, alla redazione di Mediagol.it.
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Intervista realizzata da Anthony Massaro
Stefano Marchetti ha dimostrato negli ultimi vent'anni di coordinare e sincronizzare al meglio i vari ambiti all'interno del Cittadella, riuscendo a coniugare aspetti gestionali ed amministrativi con quelli tecnici e sportivi, centrando obiettivi economici e strettamente di campo, scoprendo e valorizzando prospetti sconosciuti, poi divenuti importanti nel panorama calcistico nazionale. Una gestione ininterrotta dal 2005, uomo di fiducia della famiglia Gabrielli, proprietaria del club veneto e asse centrale nel progetto del club. Riferimento imprescindibile dell'area tecnica, collante e filtro tra calciatori e società.
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Intervenuto in esclusiva ai microfoni di Mediagol.it nel corso dell'evento Palermo Football Conference, Marchetti ha raccontato il suo percorso professionale con i colori granata, approfondendo mentalità e programmazione della sua società, senza fare mancare un appunto sull'attuale campionato di Serie B e sulla squadra di Eugenio Corini, capeggiata dal City Football Group.
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"Il campionato è sulla falsa riga di quello degli scorsi anni. Ci sono club forti che hanno costruito rose di altissimo livello però poi c'è il campo che determina le fortune e le sfortune di una squadra. La B è complicata, devastante. Ci sono tante partite ravvicinate, per cui serve una rosa ampia. L'anno scorso sono retrocesse squadre che avevano fatto una campagna acquisti d'alto livello. Nessuno avrebbe pensato che quei club sarebbero finiti nelle ultime posizioni. Bisogna stare sempre sul pezzo in questa B, in cui si può vincere e perdere veramente con tutti. Il City Group ha confermato Eugenio Corini? Condivido il loro pensiero. Conosco Leandro Rinaudo, direttore attento e bravo, poi ci sono Gardini e Bigon. Se hanno fatto questa scelta di confermare Eugenio Corini è perché conoscono il suo valore all'interno dello spogliatoio. Credo che nelle difficoltà tiri fuori il meglio. Facile scaricare un allenatore e prenderne un altro, mentre difendere un tecnico può dar modo di scavallare quel momento di difficoltà e portarti a giocare la Serie A per davvero".
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