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Juventus-Inter, Fontana e l’ipotesi porte aperte: “Coronavirus? Faremo un check, la mia speranza…”

LAUSANNE, SWITZERLAND - JUNE 24: Attilio Fontana, Governors of Lombardy looks on during IOC Announcement at SwissTech Convention Center on June 24, 2019 in Lausanne, Switzerland. (Photo by Robert Hradil/Getty Images)

Il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha parlato della possibilità di giocare Juventus-Inter a porte aperte

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Ancora incertezza su Juventus-Inter.

La giornata di domenica si avvicina sempre di più, e non vi sono ancora certezze per quanto riguarda la ventiseiesima giornata di Serie A: attualmente, secondo le ultime disposizioni di FIGC, Lega e CONI, la proposta più attendibile sembra essere quella di non rinviare nessuna partita, giocando le gare a porte chiuse nelle regioni ad alto rischi di contagio come il Piemonte, la Lombardia e il Veneto.

Tra le gare soggette a tali misure di sicurezza ci sarebbe dunque anche il big match tra la Juventus e l'Inter, un vero e proprio scontro diretto per la lotta scudetto: i bianconeri infatti, in caso di vittoria, potrebbe allungare sui nerazzurri che d'altro canto, con tre punti conquistati, manterrebbero vivo il campionato. Una gara che perderebbe comunque molto fascino se giocata senza la presenza dei tifosi, che avrebbero comunque la possibilità di assistere alla gara in televisione, considerando che molto probabilmente verrà trasmessa in chiaro.

Vi sono ancora speranze però per giocare la partita a porte aperte, un'ipotesi che ha analizzato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, direttamente dall'autoisolamento per contagio della sua collaboratrice. Queste le sue parole ai microfoni di RTL 102.5: "Spero che da oggi ci sia una regressione della diffusione così vado a vedere anche io Juve-Inter. Monitoriamo la situazione. Sono molto tranquillo. Sull'esito positivo del tutto non ho dubbi. Bisogna vedere com'è la situazione. È come per le scuole. Faremo un check sabato e poi decideremo. Dobbiamo capire se il trend di diffusione del virus si rallenti e magari si blocchi: quando avremo dei riscontri positivi in questo senso, i nostri consulenti, gli scienziati e l'istituto superiore di sanità ci daranno il via libera ad attenuare e magari addirittura a revocare tutte queste misure. Noi siamo i primi a volerle ridurre perché sono un danno all'economia e alla serenità dei nostri cittadini".

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