Parma, ecco Graziano Pellé: “Orgoglioso di essere qua. Ecco la differenza rispetto a nove anni fa”

Le dichiarazioni del neo acquisto del Parma, Graziano Pellé

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Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano“, recita una nota canzone del cantante romano Antonello Venditti e mai parole furono più appropriate per descrivere sensazioni, emozioni e aspettative del ritorno in maglia gialloblu di Graziano Pellé.

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Dall’Olanda, passando per l’Inghilterra, fino ad arrivare al campionato cinese per poi riapprodare nel club con il quale nove anni prima si era, inconsapevolmente, detto addio. Un grande obiettivo, difficile da raggiungere e con tanti ostacoli prima dell’auspicabile meta: tutto questo non ha spaventato l’ex attaccante del Southampton che ha accettato con grande entusiasmo la proposta della dirigenza del patron Kyle Krause. Il Parma è in grande difficoltà: sono solamente tredici i punti racimolati in Serie A dalla formazione di Roberto D’Aversa, subentrato a Fabio Liverani alla diciassettesima giornata, e soprattutto sono molto pochi i gol realizzati dalla franchigia emiliana (quattordici per esattezza). Un compito arduo allora quello dell’ex bomber della Nazionale italiana che ha fatto le fortune di Antonio Conte con la maglia azzurra. Di seguito, le dichiarazioni del centravanti alla sua prima conferenza stampa da attaccante del Parma.

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Sono arrivato in un momento particolare ma ne ero ben cosciente. Siamo in una situazione negativa, ma non dobbiamo piangerci addosso, possiamo solo svoltare in positivo. Subito dopo l’ultima partita ho avuto una serie di chiamate per ripartire. Ho aspettato un po’ per prendere la scelta giusta. Il Parma mi ha mostrato più voglia, non bisogno. A Parma sono stato tempo fa, ho lasciato metà lavoro fatto e io sono orgoglioso di essere qua, voglio dare alle persone ciò che loro trasmettono. Penso di dovere dare di più a questa piazza“.

Chiosa finale di Pellé sulla propria condizione fisica: “Nonostante abbia terminato la stagione a fine anno ho lavorato e mi sono tenuto pronto. Per quanto riguarda la Cina, la scelta di andare lì era la migliore che poteva capitarmi e ho sempre dato il massimo, come un professionista deve fare. Gli allenamenti sono stati sempre intensi, con allenatori come Magath, una specie di Zeman, con cui dovevi correre e si lavorava. Ho sempre dato il massimo. Subito dopo l’esperienza a Parma ho trovato l’equilibrio giusto. Mi impegnavo tanto, facevo abbastanza bene con Giovinco e ho raggiunto la maturità per capire che il calcio deve essere curato nei minimi dettagli. Ho avuto un exploit internazionale, ma non per colpa di altri, ma solo per un mio modo di approcciare questo lavoro. Rispetto a nove anni fa sono abbastanza cambiato, sono più completo“.

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