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mediagol palermo Trapani, Antonini: “Il City mollerà se non gli faranno fare lo stadio e se il Palermo non andrà in A”

LE PAROLE

Trapani, Antonini: “Il City mollerà se non gli faranno fare lo stadio e se il Palermo non andrà in A”

Trapani, Antonini: “Il City mollerà se non gli faranno fare lo stadio e se il Palermo non andrà in A” - immagine 1
Le dichiarazioni del presidente dei granata
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Il presidente del Trapani, Valerio Antonini, ha rilasciato delle dichiarazioni nell'ultimo podcast di SiraPodcast:

“Avevo un grande piano che non mi è stato consentito di portare avanti, la Sicilia è vittima della cecità della politica che non supporta gli imprenditori che vogliono fare progetti seri per i territori”. È con questa frase che il presidente del Trapani (calcio e basket), Valerio Antonini, rompe il silenzio nell’ultima puntata di SiraPodcast. L’imprenditore romano ha raccontato la sua verità sull’epilogo della vicenda Trapani Shark, esclusa dal campionato di Serie A, facendo un riferimento anche alla situazione del Palermo.

Uno sfogo anche nei confronti della gente e delle istituzioni che non lo avrebbero aiutato. “La Sicilia è così, è difficile fare l’imprenditore – ha detto Antonini –. Sono arrivato dove sono arrivato da solo. Si può sbagliare, ma passare dall’essere un eroe a essere definito un pezzo di m… non lo posso accettare. Così lo sport perde e alla fine si rimane sempre nell’ombra. Perché poi Alessandro (Ricci, il presidente del Siracusa, ndr) va via, Pelligra a Catania, se non vince quest’anno, va via perché è evidente che sta spendendo troppi soldi. Così come io immagino che il fondo del Manchester City che gestisce il Palermo, se non va in Serie A entro uno o due anni e se non gli fanno fare lo stadio, non credo che continuerà a buttare 20 milioni all’anno per il club rosanero”.

Al centro del racconto c’è anche il progetto che, nelle intenzioni dell’imprenditore, avrebbe dovuto cambiare il volto dello sport e dell’economia trapanese. “Nei prossimi giorni renderemo pubblico l’accordo – spiega Antonini parlando dell’intesa con il fondo GEM, pronto a sostenere un investimento da 170 milioni di euro per la realizzazione di una Cittadella dello Sport –. Sarebbe stato un volano per l’intero territorio e avrebbe garantito circa 400 posti di lavoro”. Ma proprio la portata del progetto, secondo Antonini, ne avrebbe segnato la sorte: “Ci sono stati attriti a livello politico locale”, tali da bloccare l’iniziativa e trascinare con sé anche il progetto cestistico.

Antonini fissa un punto fermo. “Ora la mia priorità è salvare i titoli sportivi: non permetterò che vengano toccati dopo tutto quello che ho investito. Può sembrare un momento di grande difficoltà – afferma – ma le sentenze che arriveranno dalla giustizia ordinaria e dalla Commissione Tributaria ribalteranno tutto. Sono pronto a ripartire in una nuova città e con nuovi stimoli”, annuncia Antonini, lasciando intendere la volontà di rilanciare le proprie ambizioni nel basket italiano lontano da Trapani.

Intanto oggi è il giorno decisivo per il Trapani Calcio. Il Tribunale Federale Nazionale della FIGC si pronuncerà sulle violazioni amministrative contestate al club granata, già colpito da 15 punti di penalizzazione complessivi. Si potrebbe, nel peggiore dei casi, arrivare anche alla radiazione dal campionato, come già accaduto nel basket con la Trapani Shark.