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Stadio Barbera, avanti l’iter per la riqualificazione: costi, scenari e prospettive del nuovo impianto del Palermo
Prosegue il percorso amministrativo e progettuale che riguarda il futuro dello stadio Renzo Barbera. Il Comune di Palermo ha convocato una nuova seduta della Conferenza di servizi preliminare, passaggio fondamentale nell’iter che dovrà portare alla valutazione complessiva della proposta di riqualificazione presentata dal Palermo FC. La riunione è fissata per l’11 marzo 2026 alle ore 15.30 a Palazzo Palagonia e coinvolgerà numerosi enti istituzionali chiamati a esprimere pareri tecnici e amministrativi sulla proposta progettuale.
Il procedimento nasce nell’ambito della normativa nazionale che disciplina i progetti di impianti sportivi e la valutazione del loro interesse pubblico, con il coinvolgimento di amministrazioni statali, regionali e locali, oltre agli organismi tecnici competenti. Alla conferenza partecipano, tra gli altri, la Regione Siciliana, il Genio Civile, l’Autorità di Bacino, la Soprintendenza ai Beni culturali, l’ASP, il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco, il CONI e i principali gestori di servizi e infrastrutture.
Il progetto riguarda la riqualificazione complessiva dell’area dello stadio Barbera, con l’obiettivo di trasformare l’impianto in una struttura moderna e multifunzionale, adeguata agli standard del calcio europeo e capace di ospitare anche eventi non sportivi.
Attualmente lo stadio Renzo Barbera è oggetto di concessione al Palermo FC fino al 31 dicembre 2032, con un canone annuo pari a 352.865,82 euro. Secondo l’attuale assetto concessorio, la manutenzione ordinaria è a carico della società, mentre le manutenzioni straordinarie spettano formalmente al Comune. Negli ultimi anni, tuttavia, gran parte degli interventi straordinari è stata anticipata finanziariamente dalla società concessionaria, che ha poi ottenuto solo rimborsi parziali rinunciando agli interessi maturati.
Questo assetto determina una potenziale esposizione economica per l’ente pubblico, soprattutto in relazione agli interventi necessari per adeguare l’impianto agli standard richiesti dal calcio moderno.
Le analisi tecniche elaborate nell’ambito dello studio preliminare evidenziano infatti che per rendere il Barbera conforme agli standard della Serie A sarebbe necessario un investimento stimato in circa 128 milioni di euro. Tuttavia, secondo la documentazione prodotta dal club, questo scenario rappresenterebbe un intervento di tipo prevalentemente manutentivo, privo di un reale incremento della capacità economica e della multifunzionalità dell’impianto.
In altre parole, si tratterebbe di un investimento importante ma non generativo di nuovi flussi economici e quindi con limitata sostenibilità finanziaria nel medio periodo.
Per questo motivo la proposta avanzata dal Palermo FC prevede una soluzione più ampia, basata sulla trasformazione dell’attuale stadio in un’infrastruttura moderna e capace di generare ricavi attraverso diverse attività.
Il progetto attualmente analizzato prevede due possibili configurazioni.
La prima ipotesi comporterebbe un investimento complessivo di circa 228 milioni di euro, con un costo medio di 5.913 euro per posto a sedere e un periodo stimato di rientro dell’investimento di circa 14 anni.
La seconda opzione, più ambiziosa, prevede invece un investimento complessivo di 303 milioni di euro, con un costo di circa 7.864 euro per posto e un tempo di rientro stimato in 16 anni.
In entrambe le ipotesi il Palermo FC parteciperebbe all’investimento con una quota pari al 50% più uno dell’importo complessivo, mentre la restante parte potrebbe essere coperta attraverso contributi pubblici e strumenti di finanza infrastrutturale.
Il modello finanziario ipotizzato si basa su un partenariato pubblico-privato tipico dei grandi progetti infrastrutturali, con una pianificazione economica pluriennale.
Il nuovo impianto sarebbe progettato per generare ricavi non soltanto durante le partite di calcio, ma attraverso un utilizzo continuativo durante tutto l’anno.
Tra le principali fonti di ricavo previste figurano:
Proprio la creazione di nuove aree hospitality rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, ma la loro sostenibilità economica dipende anche dalla disponibilità di ampie aree di parcheggio nelle vicinanze dello stadio, requisito richiesto dalla FIGC per impianti di questo livello.
Secondo le previsioni progettuali, il nuovo stadio potrebbe raggiungere una capienza di 38.471 posti, collocandosi nella fascia degli impianti europei da 30.000 a 40.000 spettatori.
Questa dimensione consentirebbe all’impianto di ottenere la classificazione UEFA Categoria 4, requisito necessario per ospitare competizioni europee e partite internazionali.
In particolare, la capienza prevista renderebbe possibile l’organizzazione di partite di fase a gironi di competizioni UEFA, eventi del calcio femminile e tornei internazionali.
Uno degli elementi più rilevanti del progetto riguarda la candidatura di Palermo come possibile sede di UEFA Euro 2032, competizione che l’Italia organizzerà insieme alla Turchia.
La configurazione più avanzata del progetto, con copertura integrale dello stadio, sarebbe quella compatibile con i requisiti necessari per ospitare le partite del torneo.
Secondo le stime preliminari contenute nella documentazione progettuale, Palermo potrebbe ospitare quattro partite della fase a gironi, con un afflusso complessivo stimato di circa 150.000 spettatori tra tifosi nazionali e internazionali.
Gli studi citano anche alcuni dati di riferimento legati ad altri Europei di calcio:
Per la città di Palermo l’eventuale assegnazione delle partite comporterebbe effetti economici indiretti legati a turismo, ricettività, ristorazione, commercio e servizi.
Nel corso dell’istruttoria erano state prese in considerazione diverse alternative progettuali. Tra queste figurava anche la possibilità di realizzare il nuovo impianto nell’area dell’ippodromo di Palermo.
Questa soluzione è stata però definitivamente esclusa dalla società proponente. La scelta è stata motivata sia dalla necessità di avviare complesse procedure amministrative legate alla disponibilità dell’area, sia dalla presenza di un diverso concessionario che ne detiene attualmente la gestione.
Secondo la società, questi elementi renderebbero l’opzione incompatibile con i tempi richiesti dalla candidatura di Palermo tra le città che potrebbero ospitare partite di Euro 2032.
Per questo motivo la proposta progettuale si concentra sull’attuale area dello stadio Barbera, sviluppando la cosiddetta quarta alternativa, articolata in due varianti: una con copertura integrale delle tribune e una con copertura parziale, meno onerosa ma con minori standard infrastrutturali.
Nel complesso, la proposta mira a trasformare il Barbera da impianto con importanti esigenze manutentive a infrastruttura sportiva moderna e multifunzionale, con un aumento del valore patrimoniale e un miglioramento della sostenibilità economica della gestione.
Secondo la documentazione presentata dal Palermo FC, il progetto prevede una significativa partecipazione privata, con un modello finanziario in grado di generare flussi economici diretti e indiretti per il territorio.
L’iter amministrativo proseguirà con la nuova seduta della Conferenza di servizi, durante la quale gli enti coinvolti saranno chiamati a esprimere ulteriori valutazioni tecniche prima delle successive fasi del procedimento che dovrà portare alla decisione finale sulla dichiarazione di pubblico interesse del progetto.
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