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mediagol palermo Serie B, cosa lascia l’ultima giornata: attenzione ai play-off, disastro Cesena. Bene l’Entella
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Serie B, cosa lascia l’ultima giornata: attenzione ai play-off, disastro Cesena. Bene l’Entella

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Le conclusioni date dall'ultima giornata di Serie B

Si è chiuso ieri il cerchio della Serie B più bella e imprevedibile degli ultimi anni. La classifica ha ormai il suo aspetto finale, modellato giornata dopo giornata da 20 rose che hanno saputo divertire praticamente sempre. Dalla ventesima, il Pescara, con la sua storia agrodolce con Insigne e la rincorsa vanificata da un mese molto negativo, alla vincitrice Venezia che ha saputo dare spettacolo con un mix di giocatori che difficilmente si vedono in B e un tecnico di altissimo livello, qualsiasi compagine ha avuto una sua dignità e un suo posto di diritto nel grande racconto che è stato quest'anno.

COSA LASCIA L'ULTIMA GIORNATA

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LA LOTTA PROMOZIONE DIRETTA

Sono stati 90 minuti intensi, pieni di colpi di scena e gare indimenticabili. Partendo dalle prime due posizioni, unico tassello mai realmente in discussione dal primo minuto, in cui il Frosinone ha ipotecato la seconda posizione con un netto e clamoroso 5-0. I lagunari, dopo un primo tempo giocato a ritmi bassi, hanno imposto il loro gioco contro il Palermo, vincendo 2-0 e conquistando la coppa. Niente da fare per il Monza che non vince nemmeno la sua gara contro l'Empoli, completando un autosabotaggio clamoroso. Pochi spunti anche in casa Palermo, Catanzaro, Modena e Juve Stabia: senza niente da chiedere al campionato, le squadre hanno giocato a ritmi meno elevati, per prepararsi agli imminenti play-off. E proprio sugli spareggi promozione, si può finalmente tracciare un confine e chiarire chi si giocherà il diritto di partecipare alla massima serie l'anno prossimo. In prima linea visti i risultati ottenuti ci sono Monza e Palermo: un caso più unico che raro, quello di vedere due squadre terminare a più di 70 punti e giocarsi l'accesso dalla porta secondaria. Ma, nel campionato della follia che è stato, questo è ormai normalità. I brianzoli escono dalle ultime gare scottati per aver perso la promozione con le loro stesse mani, mentre la squadra di Inzaghi aveva perso già da un paio di giornate la possibilità di toccare le prime due in classifica. Tanto farà l'approccio mentale agli spareggi: il rischio di viverli come un rimpianto di ciò che è stato, per entrambe, è concreto, visti i pronostici. Probabilmente chi avrà più fame, ne uscirà vincitore.

LA LOTTA PLAY-OFF

Più indietro nella grande graduatoria due buonissime proposte di calcio come Catanzaro e Modena, che affronteranno rispettivamente Avellino e Juve Stabia. I calabresi sono ormai una gradita conferma nella griglia play-off, vista la terza partecipazione di fila. Aquilani ha risollevato quella che era una situazione non ottimale ad inizio anno con idee, gioco e coraggio, e adesso i giallorossi sono diventati uno scoglio ostico per qualunque squadra. Il primo scontro, che andrà in scena martedì, vedrà di fronte l'Avellino: la squadra di Ballardini ha effettuato una enorme risalita dopo aver toccato con mano la zona rossa, e ora è pronta a dare il tutto per tutto, in un'occasione sicuramente non scontata per una neo-promossa. Chi di rimpianti ne può avere è il Modena, partito in pompa magna dopo un mercato di alto livello, ma che non ha saputo tenere quella continuità tale da toccare la top 5. Il primo grande scontro play-off sarà contro la Juve Stabia, la solita grande squadra piena di talento grazie al lavoro superbo del duo Lovisa-Abate. Nonostante i risvolti societari non positivi, i campani stanno onorando totalmente la causa, giocando il solito calcio divertente e gradevole. Le vespe, fondamentalmente, hanno poco da perdere rispetto ai canarini, ma proprio questo potrebbe giocare a loro favore.

Due parole in più sull'ottavo posto sono sicuramente dovute. Al termine del campionato, come già accennato, a spuntarla è stato l'Avellino di Ballardini dopo una grande risalita. Ma bisogna fare un accenno per chi ha perso i play-off praticamente con le loro stesse mani: il Cesena. Nell'ultima giornata del girone d'andata la classifica recitava 31 punti per i bianconeri e quinto posto, con una relativa serenità sulla possibilità di giocarsi il mini-torneo a maggio. Ma ecco il dramma: 15 punti nelle restanti 19, cambio d'allenatore non proficuo e ottava posizione persa all'ultima giornata in una partita folle che ha visto trionfare il Padova già salvo per 3-4. Un risultato impronosticabile vista la mole di qualità della rosa e il primo girone di spessore.

LA ZONA SALVEZZA

Spostandosi più giù, chi non parteciperà ai play-off ma non ha praticamente nessun rimpianto sono Mantova e Padova, Carrarese e Sampdoria: le possibilità di entrare agli spareggi erano, per tutte e quattro, molto basse, ma il primissimo obiettivo in bacheca è stato raggiunto: la salvezza. Certo, le situazioni non sono uguali, c'è chi avrebbe sperato di lottare per la A, ma arrivati alla fine del campionato l'obiettivo "salvavita" è stato quello della salvezza. Chi invece sorride è l'Entella che, nonostante il rischio altissimo dopo la sconfitta contro il Bari alla 37esima, ha portato a casa la salvezza senza nemmeno dover passare dai play-out. Grande soddisfazione per mister Chiappella che, all'esordio in B, ha dimostrato di poterci stare senza troppi problemi. Esulta anche l'Empoli, che sembrava ormai destinato al baratro play-out contro il Bari, prima della rete al 92' di Shpendi che ha invece condannato la "terza in comodo": il Sudtirol. La squadra di Castori si è letteralmente divorata la salvezza: solo sette giornate fa, la classifica recitava nono posto e play-out a 7 lunghezze. E oggi, quello che solo tre anni fa valeva una finale play-off, adesso sarà l'inferno di una e la salvezza di un'altra. I pugliesi hanno conquistato una vittoria che però non ha portato a nulla di più dell'ultima chance. Secondo play-out in tre stagioni per una squadra che non sembra mai essersi ripresa da quella beffa in finale play-off contro il Cagliari, portando a un baratro che ancora oggi sembra impossibile da superare.

LE RETROCESSE

Ma chi invece oggi realmente piange è chi sta dietro i biancorossi: Reggiana, Spezia e Pescara. Le tre retrocesse hanno storie così diverse ma accomunate da un fattore comune: la delusione. I granata, dopo un inizio anno importante, hanno smantellato la squadra nel mercato di gennaio, perdendo di fatto la possibilità di salvarsi. Dall'altra parte c'è uno Spezia che solo 12 mesi fa ha toccato la Serie A con un dito: un solo gol si è frapposto tra loro e la massima serie. Oggi, per i tifosi, quello sembra solo il riecheggiare di un vecchio sogno da cui ci si è svegliati prima del compimento finale.

Chi però ha la storia più struggente è il Pescara. Gli abruzzesi, dopo aver passato un anno da ultimi in classifica, si sono affidati a un acquisto tanto roboante quanto nostalgico: Lorenzo Insigne. Una bellissima storia d'amore, con la squadra che piano piano si è ripresa insieme al suo simbolo. La penultima gara, però, ha fatto sì che qualcosa si rompesse. La scelta di non tirare il rigore decisivo contro il Padova non è andata giù ai tifosi, che hanno duramente fischiato l'ex Napoli proprio nell'ultima gara.

Alla fine, l'ultima giornata ha portato alla chiusura di tante storie e all'inizio di altre, in un valzer di emozioni - positive o negative - indimenticabile per chi, da neutrale o non, ha vissuto quell'ultimo scorcio di annata con il fiato sospeso.