Finisce in parità la gara d'apertura della 34ª giornata di B. Allo Stirpe il Palermo gioca una grande partita, ma spreca tanto e rischia di subire la beffa. Ranocchia pareggia ma il pari serve a poco per il sogno A dei rosanero.
L'ANALISI
Ranocchia risponde alla perla di Calò: a Frosinone termina 1-1
La gara
Inzaghi sceglie Rui Modesto al posto di Peda, arretrando Pierozzi nei tre dietro, segnale di un Palermo che va all'attacco con coraggio per mantenere vivo il sogno della promozione diretta. In avvio si fanno preferire i rosanero, subito pimpanti e spigliati, mentre il Frosinone ci mette un po' a carburare. Sono gli inserimenti centrali di Koutsoupias che allargano le maglie della difesa e permettono ai ciociari di andare in verticale, ma il ritmo non è quello visto durante tutto il campionato. Ci prova Calò da fuori area, una sorta di rito preparatorio a ciò che accadrà nella ripresa, ma in questo caso Gomis è attento. Il Palermo ha delle praterie in ripartenza, e la squadra di Inzaghi le esplora spesso e volentieri, ma nella trequarti gli errori grondano, soprattutto nell'ultimo passaggio. In uno di questi sviluppi offensivi, cervellotico e confusionario, Ranocchia spara un missile da fuori area che deve costringere Palmisani al grande intervento in tuffo. A ridosso dell'intervallo, ai tanti errori si aggiunge una buona dose di sfortuna: Monterisi e Palmisani non si intendono, Pohjanpalo si avventa come un falco e ci mette il piede, la palla sembra destinata in fondo alla porta ma va a sbattere sul palo, prima di essere rinviata da Cittadini.
Nella ripresa Inzaghi inserisce Peda per Rui Modesto. Il polacco si iscrive al match sporcando i guantoni di Palmisani dopo meno di dodici secondi. Altro grande intervento dell'estremo difensore ciociaro. L'inserimento del difensore riporta sulla fascia Pierozzi, ma la sua gara dura solo pochi minuti. Un brutto scontro aereo con Bracaglia lascia i segni sullo zigomo del difensore rosanero, costretto ad abbandonare il campo in favore di Gyasi. Anche Alvini effettua due cambi, un modo per lanciare un segnale alla squadra che oggi sembra più ingolfata del solito. In una fase di sostanziale equilibrio, anche se si va da una parte all'altra del campo, il Frosinone la sblocca su punizione. Augello commette fallo da circa trenta metri, e con un Calò in stato di grazia, un calcio di punizione ha lo stesso coefficiente di difficoltà di un rigore. Calò non calcia, pennella, un destro che si spegne all'incrocio dei pali, dove Gomis non può arrivare. Stagione da sogno per il centrocampista gialloblù, già a quota 8 gol e 12 assist. Il Palermo si spegne sul capolavoro di Calò, e nemmeno i cambi di Inzaghi, volti all'attacco, riescono a riaccendere la miccia. Con la gara che lentamente si indirizza verso la fine, su una rimessa laterale, i rosanero trovano il pareggio: Pohjanpalo prende posizione su Cittadini e nonostante l'equilibrio apparecchia all'indietro, Ranocchia arriva in corsa e piazza il mancino alle spalle di Palmisani. Nel finale i rosanero vanno all'attacco per cercare il sorpasso. Un'azione caotica rischia di mandare Peda a un metro da Palmisani, ma Gyasi non lo serve correttamente. Infine un sinistro da fuori area di Bracaglia che sporca i guanti di Gomis. Finisce 1-1.
Segnali
Nonostante servisse una vittoria per sognare la A, il pareggio, e ancor di più la prestazione, mantengono il Palermo in scia delle prime tre. Allo Stirpe la squadra di Inzaghi ci ha messo carattere, ci ha messo intensità e ritmo, peccando di lucidità nell'ultimo passaggio e nelle scelte una volta arrivati vicino all'area avversaria. È un Palermo coraggioso e intraprendente, anche sfortunato vista l'occasione capitata a Pohjanapalo. In vista del finale di stagione, la gara di Frosinone può lanciare un segnale forte alle avversarie per i play-off, ma un filotto di risultati potrebbe mantenere vivo il sogno della promozione diretta fino all'ultima giornata.
Dall'altra parte il Frosinone rischia di venir raggiunto dal Monza, impegnato domani a Bari, e la prestazione di oggi può essere un primo campanello di allarme in questo finale, dove le partite iniziano a pesare il doppio. Fin dall'inizio, la squadra di Alvini ha subito l'approccio sfrontato e coraggioso dei rosanero. Sono mancati i guizzi di Kvernadze e Ghedjemis, così come le giocate in verticale che potevano favorire gli inserimenti di Koutsoupias. Dietro non è mancato il solito Palmisani, anche se ha rischiato di combinarla grossa insieme a Monterisi, e soprattutto Giorgio Cittadini, difensivamente perfetto per quasi tutto l'arco della gara.
Una partita intensissima, giocata a ritmi che potremmo definire "europei" tra due squadre che hanno confermato di lottare per gli obiettivi più prestigiosi che la B può offrire. Un pareggio che in fin dei conti non accontenta nessuno, ma dallo Stirpe sono arrivati segnali che possono guidare il finale di stagione di entrambe le squadre, già sicure dei play-off, ma con lo sguardo volto in avanti per la A.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

